Tirso Duarte: Fin Del Juego (Envidia 2007)
di Stefano Santini
In questi anni, Tirso Duarte si è convertito in una vera icona della timba. Pianista, compositore, arrangiatore e cantante, Tirso è un artista completo che ha raggiunto una notevole maturità artistica. Il suo timbro vocale e le sue canzoni sono inconfondibili e ancora una volta si conferma uno degli artisti di punta dell’etichetta Envidia Records di Luis Dominguez. La nuova fatica di Tirso si intitola “Fin del Juego”, di cui il poliedrico musicista ha personalmente curato gli arrangiamenti e la direzione artistica, oltre ad esserne voce solista, pianista e “tecladista”.
La maggior parte dei brani contenuti in questo disco sono stati scritti dallo stesso Tirso. Olvida la pena l’abbiamo già ascoltata e ballata, interpretata dalla voce dell’artista insieme a 0-Kopia. E’ un reggaeton dalle sonorità molto particolari e molto cubane. Fin del Juego, Yo Soy Tu Papi e La Madre Maria sono tre pezzi in cui riecheggiano prepotentemente le sonorità a ci ha abituati Tirso negli ultimi anni, punteggiate qua e la di alcune “citazioni” prese in prestito dal repertorio cubano e anche dal pop internazionale. Regalame la silla è un guaguancó, cover di una canzone di Alejandro Sanz, una sonorità non originalissima, già ascoltato qualcosa di simile nel precedente CD di Tirso Duarte.
Maldito Dolor è scritta a quattro mani insieme a Luis (El Tosco) Cortés. La cosa mas bella, non costituisce certamente un “valore aggiunto” per il CD, è una cover di una famosa canzone di Eros Ramazzotti, poteva forse risparmiarcela. Appare un po’ “forzata”, indubbiamente pensata per il mercato italiano. L’introduzione iniziale con il sinth ci azzecca poco con il resto dell’arrangiamento, a mio parere. Comunque, le tastiere appaiono qua e la nel disco, non sempre in modo appropriato, sempre secondo il mio personale gusto.
Come al solito, la Envidia ha riunito appositamente ed in modo estemporaneo una formazione musicale per registrare il disco. Sono stati invitati musicisti che difficilmente vedremo insieme, specialmente in concerto, se mai Tirso riuscirà a fare una tornée tutta sua: l’immancabile Pedro Pablo Gutierrez al basso, Frank Padron, tromba di Opus 13 prima e poi del gruppo di Paulito FG, Eulises Benavides, trombone della Revé, Ciso Guanche già con Adalberto Alvarez, solo per citarne alcuni. Bel disco, gradevole ma non sconvolgente.
Sicuramente un gradito ritorno.

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