Recensione: Son de altura - Adalberto Alvarez y su Son [16/11/2010]
Son de altura, il nuovo album di Adalberto Alvarez y Su Son
di Roberta Besito de Coco
Pochi mesi dopo l’uscita dell’elegante cofanetto (cd + 2 dvd) Que Suene El Son Caballero (Bis Music 2010), Adalberto Alvarez, musicista e compositore tra i più eccelsi nel ricco panorama della musica cubana, ci offre un nuovo album annunciato già da tempo: Son De Altura (Bis Music 2010).
E’ il trentesimo nella discografia del “Caballero del Son” che nel lontano 1984, dopo aver chiuso a Santiago de Cuba il suo progetto con Son 14, dava vita alla nuova band habanera, Su Son, con cui ha condiviso i successi degli ultimi ventisei anni.
Questi ultimi tempi sono stati molto intensi per Adalberto Alvarez e il suo gruppo. Cuba, nel 2008, ha conferito al maestro, presidente d’onore del Festival MatamoroSon, il più alto riconoscimento nel campo musicale: il Premio Nacional de la Musica. Adalberto Alvarez sta anche già pensando al Son mas largo delmundo, previsto per il maggio prossimo contestualmente all’importante appuntamento del Cubadisco 2011. Il tutto a Santiago de Cuba sotto la sua autorevole supervisione.
Inoltre grazie anche a lui (ha fortemente voluto la realizzazione del progetto) è stato ristrutturato a La Habana il Salon Rosado Benny Moré de La Tropical (nato nei primi anni Cinquanta), pista da ballo all’aria aperta tra le più calde e risuonante la miglior musica popular bailable di tutta la zona caraibica.
E proprio per festeggiare la seconda vita dello storico locale, AdalbertoAlvarez, con largo anticipo rispetto all’uscita del disco, ha lanciato il singolo Bailando en La Tropical, una sua composizione, suonatissima nelle radio cubane, accompagnata da un bel videoclip, nominato ai prossimi Premios Lucas.
El Son de Altura è sicuramente un disco per ballare, per ballare quel classico son elegante e di qualità (de altura) che caratterizza il suono dell’orchestra, che non cede alle mode e ne va orgogliosa. Son che qualcuno preferisce etichettare come salsa.
I brani contenuti nel disco offrono ovviamente sfumature diverse, comunque sia in tutte le tracce si riafferma il forte legame con le migliori tradizioni musicali di Cuba. E, in una recente intervista, il maestro Alvarez, citando i versi di una famosa vecchia canzone, dice: “El Son es lo mas sublime para el alma divertir” .
Nell’album c’è un omaggio a due importanti città “musicali” dell’Isola: Santiago deCuba e Camaguey (città natale di Adalberto Alvarez).
Alla prima va Linda Santiaguera, un brano del fine compositore Rodulfo Vaillant (presidente del festival Boleros de Oro) che inneggia al fascino delle ragazze del posto. Noblesse oblige dopo il successo di Mi linda habanera!!!
Alla seconda va Entre la rumba y el son, dove il maestro Alvarez si affida al bellissimo gruppo Rumbata di Camaguey e al loro particolare modo di fare rumba: nasce tra i due gruppi un meticciato di generi che mi sembra piacevole e interessante.
Il ricordo di mamma Rosa Zayas si trasforma in una delicata canzone-live (dal famoso concerto al Teatro Karl Marx del 2008): Cancion para mama Rosa, con le voci di Maria Victoria Rodriguez (la nuova stella della musica campesina) e di Dorgeris Alvarez, la “sonera mayor”. Con la partecipazione di Frank Fernandez, uno dei mostri sacri della pianistica cubana.
Quien sera mi amor è uno dei brani più legati al passato. Ai tempi in cui Merceditas Valdés (autrice del brano), “la reina” della musica afrocubana, incantava con i suoi inni alle divinità yoruba e con le sue appassionate canzoni d’amore. Ospiti speciali ai fiati due grandi jazzisti: Julito Padron e Cesar Lopez. Splendido l’arrangiamento di Joaquin Betancourt.
Dopo Bailando en La Tropical, incomincia ora a entrare nelle hit parade anche El melon, canzone dal testo spiritoso, incentrato sulle debolezze dell’amore senile. L’autore è Jorge Diaz, già compositore di alcuni brani per Arrasando de Los Van Van.
Spiritoso pure il testo di Dos mujeres, con citazioni dall’omonima canzone di Issac Delgado. La musica, invece, strizza l’occhiolino alla salsa romantica. Stessa onda un po’ salsera (del resto l’arrangiamento è del pianista portoricano José Lugo) nella traccia Vete.
Son de altura è di ottima fattura!!! Non avevamo dubbi.
Le mie tracce preferite: i bellissimi son Linda Santiaguera e Bailando en La Tropical, più la “rumba arrebata’a”Entre la rumba y el son