Los Van Van - Arrasando
di Roberta Besito de Coco
Lunga attesa per Arrasando, il nuovo lavoro discografico dell’orchestra più amata e rappresentativa della musica popular bailable cubana. Un disco annunciato da tempo dopo il successo di Chapeando (Unicornio 2004), nominato al Grammy latino nel 2005. Nel frattempo, dei Van Van è uscito un altro importante contributo sonoro, arricchito da un interessantissimo video: Aqui el que baila gana - El Concierto (Planet Records 2008 e Egrem 2008).
La lunga gestazione di Arrasando è dovuta in parte anche alle serrate tournée della band in tutti i cinque continenti e, non ultimo, ai numerosi impegni extra di Juan Formell che, premiato recentemente con il World Music Award 2008, organizza tra le altre cose il rinato Festival Mundial de la Musica di Varadero.

Arrasando viene dal verbo arrasar con il significato di radere al suolo, spianare, stravincere, stracciare…
Juan Formell, nelle note al disco, chiarisce: “Potrebbe sembrare qualcosa di aggressivo, però al contrario il termine lo abbiamo utilizzato con il senso di lasciare fuori ciò che non è fatto bene o con scarso buon gusto, le cose ripetitive, insomma la mancanza di creatività”.
Samuel Formell, a sua volta, aggiunge che dopo la produzione di Chapeando aveva progettato di titolare Arrasando il disco successivo, e “creare un tema-opening che giustificasse il titolo. Si è lavorato quasi tre mesi su questo brano, usando melodie originali di Juan Formell, che io ho messo insieme con cori, ritmo e armonie più esigenti e aggressivi.”
Il CD Arrasando (in uscita a febbraio 2009 per conto dell’etichetta italiana Planet Records) contiene dieci brani più tre bonus tracks per un totale di tredici tracce. Un numero che piace ai Van Van! La stessa quantità contenuta nell’album Chapeando.
Il disco apre con il brano (cantato a quattro voci) che dà il titolo al disco e ricorda volutamente, essendone il proseguimento, il tema Chapeando. Là si chiedeva l’aiuto e la benedizione degli Orishas per aprire un nuovo cammino, qui si canta delle intenzioni di proseguirlo offrendo qualità, dedizione e forti motivazioni: “Arrasando…mi orquesta esta encendida”!
La deliziosa Yenisel Valdés canta Tu a lo tuyo, yo a lo mio e Este amor que se muere, brani cuciti apposta per lei da Juan Formell.
Yeni , l’anima femminile del gruppo, mostra la bravura di sempre. A suo agio in un ambito musicale, quello della timba, che è fondamentalmente maschile!
Il più giovane tra i cantanti, Abdel Rasalps detto El Lele, oltre alla già conosciuta e bella Me Mantengo, canta Me trajo dos. Storia autobiografica che parla del bel rapporto con la sua donna che gli ha regalato due gemellini.
“Roberton” Hernandez canta ben quattro brani ed è anche l’autore di Que no te de por eso.
Mentre la ballabilissima Dame la luz sembra già essere tra le preferite dai dj, Olaya è più intimista e rappresenta una chicca dentro il disco. Il testo e la musica sono un inedito di Ruben Blades. C’è il suo tocco poetico. La bella e desiderata sirena Olaya, che appare in sogno, rappresenta l’angolo più intimo delle nostre fantasie. Fantasie così tanto frequentate da sembrare reali e provocare il timore di essere scoperti sul più bello!
La storia di questa collaborazione nasce un paio di anni fa circa, quando Los Van Van erano stati invitati ad esibirsi al carnevale di Panama, manifestazione a cui ha dato molto impulso Ruben Blades, in veste anche di Ministro del Turismo.
El Travesti, cantata con simpatia e senza peli sulla lingua da Roberton, è la storia di un tipo che, affascinato da una bella ragazza con sembianze da principessa magari anche un tantino provocante, si rende conto dopo averla abbordata che è invece “el rey leon”!!!! E non si chiama Josefa, bensì José!
Il consiglio è quello di non confondere “chocolate con fresa”. “Ave Maria por Dios, Ave Maria purisimaaaaa!!!”
E veniamo al carismatico Mayito Rivera che da sempre interpreta con una passione infinita i brani dove viene fuori l’anima più afro de Los Van Van. Ed è proprio in La rumba no (esta completa), testo, arrangiamenti e musica di Juan Formell, che si esalta “el tambor”, ombelico della musica cubana, legame imprescindibile con le radici africane. Il brano ha già tutte le caratteristiche per diventare uno di quei temi vanvaniani che fanno venire la pelle d’oca e non si dimenticano facilmente. Atmosfera ovviamente molto rumbera! Stupendi assolo!
Mayito interpreta inoltre Mi Songo, canzone-manifesto dell’orchestra Van Van che nel corso della sua lunga storia ha “manipolato” il vecchio son e fatto sbocciare il songo: sonorità attuali con un tocco magico e originalissimo.
In Si no te quieres tu siaccenna a un addio, a un amore finito senza spiegazioni. Mayito si chiede se la causa sia forse dovuta al colore della pelle. Se così fosse, non lo potrebbe sopportare e allora “cada cual pa’ su camino”!
Un tumbao pa’ los dos per vari motivi si discosta parecchio dal corso normale del “Tren Musical”. Special guest “straordinaria” è Vanessa Formell.
Figlia d’arte (Juan Formell e Mirtha Medina), Vanessa fa la cantante a Puerto Rico ma non è una timbera. Per l’occasione le è stato costruito un brano su misura: un chachacha musicato dal fratello Samuel, con parole del bravissimo cantautore cubano Kelvis Ochoa.
Il tutto insaporito da una frizzante chitarra elettrica alla maniera di Santana, opera del talentuoso Elmer Ferrer. E il gioco è fatto: un brano piacevole e ben interpretato!
Se siete interessati alla storia del gruppo, che compirà quarant’anni di vita il prossimo 4 dicembre (il giorno di Chango) 2009, sarà interessante sapere che in questo ultimo lavoro discografico per la prima volta la direzione musicale è affidata completamente a Samuel Formell, coadiuvato nelle orchestrazioni da Boris Luna (tastierista), Jorge Leliebre (flautista) e da “Cucurucho”(pianista).
In poche parole le redini di questa leggendaria orchestra cubana, che ha fatto divertire generazioni di cubani, sono ora nelle mani della nuova leva. La transizione era in corso da anni, ma ora è definitiva. Soddisfazione per il fondatore Juan Formell (come affermava nell’ intervista dell’estate scorsa) e soddisfazione, abbinata a nuove responsabilità, per il poco più che quarantenne Samuel (video intervista di un anno fa).
Nel disco, comunque, si respira un grande classicismo. Andare avanti, ringiovanire l’orchestra non significa ovviamente cancellare quel suono Van Van che si distingue ben da lontano tra le molteplici sonorità dell’attuale mpb tropicale.
In questo disco si intravedono delle vie nuove, ma sono discrete o forse così ci sembrano. Può essere anche che, assistendo spesso ai loro live in Italia o a Cuba, ci siamo già abituati al “nuovo corso”, che comunque era in gestazione già da qualche anno.
Alcuni mesi fa Formell mi raccontava che in Arrasando non si sarebbe fatta nessuna concessione alle mode del momento, ossia: nessuna commistione con il reggaeton. Il leader storico, poi, considera Arrasando tra i dischi più belli che l’orchestra abbia mai sfornato.
A proposito degli “invitati”.
Negli studi di registrazione accanto ai sedici musicisti + uno (la grande famiglia Van Van!) si sono uniti numerosi ospiti.
Da sottolineare la novità: la partecipazione di Vanessa Formell che vive da molti anni fuori di Cuba, tra Miami e Puerto Rico.
Per registrare la canzone è stato necessario organizzare un rendez-vous in Messico!
Come sempre tra le voci del coro troviamo il bravo Angel Bonne, ex-voce e ex-compositore del gruppo, il trombettista Alexander Abreu nel brano La rumba no ci delizia con un sapiente assolo.
Già presente nei due lavori precedenti, anche qui non manca la chitarra elettrica del giovane Elmer Ferrer, musicista proveniente da altri ambiti musicali, che regala un ulteriore tocco rock ai “Rolling Stones cubani”.
Partecipano ai lavori anche i violinisti Alejandro Junco e Leonardo Perez, il trombonista Ulises Benavides dell’orchestra Revé, il violoncellista Pedro Cardenas, e il bassista Arnaldo Jimenez .
Bonus track: le foto en blanco y negro del booklet sono di Ivan Soca. Molto significativa, secondo me, quella dove il maestro Formell bacia sulla bocca il figlio Samuel. A Cuba, per il 39° compleanno dell’orchestra, il fotografo ha curato una documentata esposizione fotografica: un bel contributo visivo al lavoro sonoro de Los Van Van!
Con questo scopo, e nell’ambito dei festeggiamenti per i quarant’anni, Jan Padron (regista del bel dvd Aqui el que baila gana-El concierto)ha in programma per il 2009 un documentario che racconterà, attraverso immagini di ieri e di oggi, la storia de Los Van Van, il loro vissuto quotidiano tra concerti, interviste, tournée.
Anch’io mi unisco al coro e canto: “Que tiene Van Van que sigue ahi?”
Forse il maestro Formell risponderebbe: “Van Van sigue en sol natural!”
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