Ritorna Adalberto Alvarez y su Son con “Gozando en la Habana”
di Stefano Santini
“Gozando en la Habana” è un CD che sancisce i 35 anni di attività musicale del Adalberto Alvarez “El Caballero del son”. Non è un caso che il maestro sia conosciuto a Cuba e all’estero come “ El Caballero del son”. Adalberto è indubbiamente un musicista legato alle radici musicali di Cuba, che ha saputo conciliare la tradizione sonera con la necessità di rinnovamento musicale, in sintonia con le sonorità che negli anni d’oro della salsa echeggiavano dalla “grande Mela” fino al Caribe e dintorni. Il percorso musicale di questo artista cubano inizia negli anni 60, negli anni ’70 arriva l’importante svolta artistica con il conjunto Son 14, un’esperienza fondamentale.
Adalberto decide poi di trasferirsi da Santiago a La Habana. Nel 1984, nasce così Adalberto Alvarez y su Son, l’orchestra con la quale il maestro decide di proseguire il progetto musicale iniziato con Son 14. Analogamente ad altre eminenti orchestre cubane, la formazione di Alvarez subisce diversi rimaneggiamenti.
Agli inizi, Adalberto recluta il cantante Felix Baloy ed il tresero Pancho Amat, mentre sua figlia Dorgeris subentra al piano solo intorno alla metà degli anni ’90. Nell’orchestra transitano cantanti come Jorge Luis Rojas, (meglio conosciuto come Rojitas) e Aramis Galindo, che successivamente tenteranno senza molta fortuna la carriera solista.
Attualmente, la formazione è integrata dai cantanti Michel Gonzales, Aldo Miranda ed il recente acquisto Yuraldys Lago.
Adalberto Alvarez è un musicista e compositore molto apprezzato in tutta l’America Latina. La rivista cubana Bohemia stima prudentemente che, in 35 anni di attività artistica, le composizioni del maestro Alvarez “rivisitate” da importanti musicisti latini siano non meno di 200.
Sulla scia di Para Bailar Casino (2003) e Mi linda habanera (2005), due produzioni discografiche che hanno riscosso un insperato successo in Europa ed in Italia, Adalberto Alvarez ci propone la sua ultima “fatica” musicale. “Gozando en la Habana”, è un CD ben realizzato, a partire dagli arrangiamenti e dalla qualità del suono, è però un disco che non concede nulla alle mode e tendenze musicali del momento; con il maestro Alvarez “el son se mantiene”, non esiste dubbio alcuno.
Il maestro conferma il suo indissolubile legame alla tradizionale sonera, alle sonorità classiche, pur tuttavia riuscendo a riproporle con un gusto moderno. E’ il caso di “Camina y prende el fogon”, di Benigno Echmendia. Il doversi confrontare con la versione classica del brano suonata dal Conjunto Chappotín con Miguelito Cuní è una sfida non facile, molti si sono cimentati in questa impresa: dalla Sonora Ponceña al Grupo Dansón.
Con Aprende Muchacho, di Dagoberto González, il maestro rispolvera una vecchio successo della Orquesta Aragón con la partecipazione del cantante Ernesto Bacallao e del trombettista Julito Padron. Adalberto ripropone anche se stesso in due poutpourrì: il primo, raccoglie i suoi successi degli anni 80, ai tempi del suo vecchio e glorioso gruppo Son 14; il secondo sintetizza, in una breve ma significativa antologia, una serie di successi degli anni 90.
Non amo particolarmente i poutpourrì, ma devo ammettere che Adalberto è stato un vero fuoriclasse, le due sintesi musicali sono gradevolissime e ripropongono con verve, sentimento e passione dei brani che hanno lasciato una traccia non solo nella storia della musica cubana ma anche nel cuore di molti di noi, amanti della musica cubana.
Con Gozando en la Habana, Amor De Mentira, La Mania De Caridad, Si No Vas A Bailar, il maestro Alvarez prosegue nel suo tentativo di rilancio del “casino” cubano, con quelle sonorità a cui ci ha abituato negli ultimi anni.
Con Que Voy A Hacer Si Te Vas, Adalberto torna alle sonorità più vicine del suo vecchio repertorio.
Infine, ricordiamo la romantica Hasta Aqui Llego Este Amor, una balada-son interpretata dal nuovo cantante Yuraldys Lago. |