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Estratto dell'intervista
di Roberta "Besito de Coco"
Leonardo (in arte Leoni) Torres ha appena compiuto 31 anni. Dall’orchestra Maravillas de Florida (residente a Camaguey e di formato charanga piuttosto tradizionale) è passato giovanissimo a una delle orchestre di punta del movimento della cosiddetta timba: la Charanga Habanera di David Calzado. Leoni Torres, dopo anni charangueros in cui è stato voce amatissima, interprete squisito e anche autore di numerose hit, ha lasciato all’inizio del 2008 la Charanga Habanera.
Subito dopo la realizzazione del disco El Rey De Los Charangueros ha deciso di intraprendere la via di cantante solista. Una carriera iniziata con un disco già pronto, preparato mentre ancora faceva parte del gruppo di David Calzado.
Forse le motivazioni per questo cambio di rotta sono state molteplici, sicuramente era che Leoni aspirava a esprimere una musica che gli corrispondesse maggiormente. Come lui scrive sul suo primo lavoro discografico “bajo lapiel”(Egrem 2007): “La musica quel llevo dentro, la mas intima, la que siento bajo lapiel, comienza a despertar en este disco.”
Mi trovavo a Cuba il maggio scorso per seguire la ricca manifestazione del Cubadisco 2008, organizzata dall’Instituto Cubano de la Musica e dedicata alla cultura e alla musica dell’Africa. Naturalmente la rumba è stata la regina dell’evento, ma allo stesso tempo numerosi sono stati gli spazi dedicati al lancio di giovani artisti appartenenti a diversi generi musicali. Un appuntamento che non volevo perdere (anche perché avevo ricevuto calde raccomandazioni da parte delle sue fan romane) era quello con Leoni.
Intanto nel gala di apertura del Cubadisco, nel teatro Carl Marx de La Habana, mi aveva impressionato quella immensa hola delle sue fan quando lui si era presentato sul palco. E, ancora, mi rendevo conto che il “nuovo” Leoni Torres era spesso programmato nelle radio e in televisione. Così attraverso la sua discografica mi mettevo in contatto con il manager dell’artista. Leoni avrebbe fatto un concerto in uno dei luoghi “caldi” del Cubadisco: El Castillito.
La cosa mi piaceva perchè lì, in pieno centro cittadino, avevo stabilito una specie di mio quartier generale: quell’edificio, con cortile vista mare, pullulava di rumbe, di seminari molto interessanti, di musicisti cubani e africani, scrittori etc. Leoni arriva poco prima del concerto (naturalmente gratuito) nel pieno di un caldo pomeriggio. Nell’attesa notavo che il luogo si riempiva di adolescenti, a volte con rispettive mamme anche loro innamorate del fascinoso cantante.
Ci chiacchieriamo un po’ all’ombra di una palma, gli chiedo di presentarmi il disco “bajo la piel”, e sottolineo che lo aspettiamo presto a Roma con il suo nuovo progetto musicale.
“Il disco è uscito soltanto da circa sei mesi, quindi è un lavoro recente. Sono tredici brani, di cui sette li ho composti io (il tredicesimo brano Amame è un bonus track con la partecipazione del famoso cantautore Polito Ibañez). Per fortuna l’album sta riscuotendo molto successo a Cuba. Spero che arrivi presto in Italia, mi piacerebbe molto (gli avevo fatto presente le difficoltà di importazione. Ancora oggi, purtroppo, il disco qui da noi non si trova). Vorrei presentare la musica che sto facendo e magari venire anche a Radio Mambo (www.mambo.it).
I brani sono di musica pop, ma ti renderai conto più tardi, durante il concerto, che questa musica si può anche ballare: La maggior parte del concerto sarà bailable, anche se nel disco ho dato più spazio alle baladas. I produttori del disco sono tre: io, il pianista(il giovanissimo Edgar Rodriguez, anche autore ed arrangiatore), e Luis Duran. L’etichetta è Egrem. Abbiamo anche già realizzato due videoclip con le canzoni Ella Sabe e A Donde Vas, la balada scritta da me che ha avuto maggior successo qui a Cuba.
Ci sono diversi musicisti ospiti in questo disco. Ho cercato bravi e giovani musicisti di altri gruppi e li ho invitati a suonare nel progetto. Spesso i musicisti non vengono menzionati, si parla solo dei cantanti. Credo, invece, che i musicisti abbiano un peso importante e qui sono di alto livello. Per dirti, il bassista lavora con il gruppo Klimax, il chitarrista suona con David Blanco, è il fratello di Blanco. Poi nel coro abbiamo una delle cantanti di Azucar, il tresero fa parte dei Jovenes Clasicos del Son, il batterista lavora con Polito Ibañez che ha cantato con me. E così via, tutti artisti eccellenti quelli che hanno partecipato a questa produzione!
Sono molto soddisfatto di questo lavoro, anche se lo considero un disco sperimentale e te ne rendi conto ascoltandolo: è un mix di differenti stili. Sto cercando ancora un mio stile e nel mio prossimo lavoro mi muoverò in maniera un po’ diversa. Te Necesito non è un merengue come sostieni tu, il merengue è più rapido. Sarei d’accordo nel definirlo caribeño!
Questo disco è per ogni genere di pubblico, per piccoli e grandi! Ho cercato di andare incontro a un gusto medio e trasversale con della musica che non fosse destinata a una categoria particolare. Proprio per questo mi sono mosso attraverso vari stili. C’è un po’ di blues, di jazz, alcune baladas e altri brani ballabili. E’ musica abierta, trovi perfino un po’ di bossa brasiliana! “Bajo la piel” è in defintiva la proiezione di una mia immagine. Immagine che avevo dentro e che ancora non avevo mostrato, che stava appunto sotto la pelle. Ora la posso presentare a Cuba e all’estero.
Grazie per l’intervista. Voglio mandare un saluto speciale a tutte le persone che visitano Locosporlasalsa.com, con un bacio e un abbraccio da parte mia e di tutta Cuba. Spero che, attraverso questo sito, si possa vedere un po’ di quello che sto facendo qui e qualche immagine del concerto, che inizierà tra poco. Ancora un forte abbraccio agli italiani e ai cubani-italiani.
Un grande bacio, vi voglio bene!!!”