Intervista a Juan Formell: “Van Van es una orquesta experimental”
di Roberta Besito de Coco
Roma 20 luglio 2010. E’ sempre un piacere incontrare Juan Formell, grande guru della musica cubana. Los Van Van suonano al Festival Fiesta di Roma, come del resto fanno ogni estate da molti anni, con nostro grande entusiasmo.
Una storia lunghissima, piena di successi e riconoscimenti, quella de Los Van Van e del maestro Formell. Un sonido che si distingue tra mille altri, e a cui molti si sono ispirati. Una popolarità conquistata nei decenni con fatica, costanza e passione.
Bisogna ricordare anche che la direzione musicale dell’orchestra più popolare di Cuba, nata dalla fantasia creatrice e dal genio musicale di Juan Formell nel 1969, è ora del figlio Samuel. Per problemi di salute il carismatico musicista ha allentato un po’ le briglie, fermo restando che, indiscutibilmente, rappresenta il deus ex machina del gruppo.
Nel maggio scorso, a La Habana, li avevo frequentati nelle matinée alla Casa de la Musica dell’Egrem e avevo assistito al momento della loro premiazione nel Cubadisco 2010. Ma, capirete, nella mia frenesia musicale vanvanera mi ero dimenticata di fare quella domanda che è quasi d’obbligo, e che quasi sempre genera un po’ di ansia negli artisti: “ Che cuoce in pentola? Il prossimo disco? Qualche anticipazione?”
Formell mi accoglie con molta gentilezza nel camerino del festival romano e nasce un’ intervista che, pur breve, a mio avviso risulta molto interessante.
Mentre gli chiedo che cosa ci dobbiamo aspettare nel prossimo lavoro, mi colpisce molto che il maestro definisca LosVan Van un’orchestra sperimentale.
Con un tragitto così importante (più di quattro decadi e più di trenta dischi)) e con i contorni della leggenda, un’orchestra sperimentale?? E’ proprio così!
Lo stesso interessante concetto l’ha ribadito in una sua recente intervista alla tv cubana. Il celebre musicista affermava, tra l’altro, che a Cuba i cambiamenti e le sperimentazioni sono possibili in quanto le etichette discografiche autoctone, diversamente da quello che succede in altri Paesi, lasciano alle orchestre ampi spazi di libertà nella realizzazione dei loro album.
A dire il vero queste parole di Formell mi hanno resa molto curiosa. Avrei voluto andare nei dettagli sul fatto dei cambiamenti, ahimè, non c’è stato il tempo! Il concerto stava per iniziare.
Video intervista
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"Qualche idea per il prossimo disco già c’è. Posso dire che, a parte la presenza di temi nuovi, stiamo pensando di inserire canzoni del passato con un suono più attuale. Sicuro, ci saranno dei cambiamenti, anche correndo qualche rischio, e proprio per questo bisogna pensare bene dove si vuole andare. Scrivere per scrivere canzoni nuove non ci interessa. L’importante, comunque, è mantenere il sonido Van Van. In questi quaranta anni ce ne sono stati di cambi di rotta nell’orchestra: ad esempio, quando è entrato a farne parte Mayito Rivera, ho dovuto scrivere temi appositi per lui. Questo ha richiesto tempo e riflessioni.
Sai, Van Van è una orquesta experimental. Adesso che ci sono musicisti più giovani bisogna fare cose differenti e rispettare le loro idee. Ho molta fiducia in loro e il modo di pensare di Samuel coincide con il mio. Del resto Samuel ha respirato fin da piccolo la musica de Los Van Van e sempre ha apprezzato il lavoro fatto con Changuito, con Pupy. Poi a volte, ascoltando i vecchi successi, gli viene qualche idea su un nuovo e frizzante arrangiamento. Inoltre trovo che Boris Luna abbia una grazia particolare nel comporre e nell’arrangiare. E anche Jorge Leliebre.”
A proposito dei due premi (Arrasando -Egrem/Planet Records 2009- miglior album di musica popular bailable. Eso que anda -Egrem/Abdala- miglior documentario musicale) ottenuti nel Cubadisco 2010.
"Mi sono emozionato molto nel rivedere questo documentario ben fatto sulla nostra tournée nazionale del 2006. Ed è pura realtà quanto ho affermato nel ricevere il riconoscimento per il disco Arrasando: la soddisfazione è maggiore in quanto è stato soprattutto un lavoro di Samuel, di “Cucurucho” ...anche Roberton ha scritto una canzone. Yo, mirando de afuera, non sono intervenuto, anche se ho seguito tutte le fasi ed in particolare l’inserimento degli strumenti a corda. Poi ho messo lo zampino nel missaggio e nella masterizzazione. Un ulteriore motivo di soddisfazione del premio è quello di portare avanti la salsa, senza cedere al reggaeton che qui a Cuba, differentemente da altri stati che abbiamo visitato, è molto forte. Le orchestre di salsa a Cuba sono in difficoltà, alcune sono quasi sparite. Costa loro molta difficoltà diffondere la propria musica. E molti musicisti hanno scelto la via del reggaeton!”
Juan Formell, tra i tanti musicisti che in più di vent’anni ho incontrato e intervistato, è una delle persone che meno si vanta dei meriti che ha, meriti che nel caso di Formell sono obiettivamente molto alti. E gli sono grata per la stima e il cariño.
Intanto noi aspettando un altro bel disco del “tren musical”, e l’uscita del documental (già presentato nelle sale cinematografiche cubane) Eso Que Anda di Jan Padron.