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Intervista a David Calzado
Lo aspettavo al varco quella fredda notte di fine novembre (27/11/08) per avere finalmente l’intervista che mi aveva promesso l’estate scorsa al Fiesta. Come ben sapete le tournée dei gruppi cubani sono sempre molto incasinate e i musicisti, prima o dopo lo spettacolo, hanno pochissimo tempo per curare le pubbliche relazioni. Ma basta pazientare e soprattutto amare quello che si cerca….e le cose capitano.
Il Marron Glacè (uno dei locali storici della capitale con mucho sabor latino) quella sera ospitava la prima data della Charanga Habanera a Roma.
Finalmente arriva il maestro David Calzado. Si sale nel privé dove arriva il ritmo latino mixato dal dj Frank Santana. Il caro “Frust” è pronto a riprendere…e si parte. David Calzado si toglie il caldo cappotto scuro (è pure un po’ raffreddato e teme la neve che lo aspetta nei giorni seguenti al nord!!) e si accomoda sul divanetto zebrato.
Il 2008: un anno di conferme
“E’ stato un anno molto felice questo: un sacco di tournée (Messico, Perù, Argentina, Europa), il matrimonio!!
Abbiamo constatato che il nostro progetto marcia! Siamo stati ben quattro volte in Messico! In Argentina non è stata la prima volta, ma è come lo fosse stata perché lì la salsa-timba non ha lo stesso sviluppo che ha qui. Però è andata bene. Ci abbiamo messo calore, passione!
Riguardo ai Premios Lucas abbiamo avuto soddisfazione nel vedere nominati ben due nostri videoclip: La Mentirosa e Partiendo La Habana. Poi, tra un viaggio e l’altro, ho preso una piccola pausa per sposarmi e per una breve luna di miele: solo sette giorni!!!
Ti farò vedere le foto del matrimonio. Come hai notato, per l’occasione ho lasciato il look da “charanguero” e ho scelto un abito elegante e serio.
Ora, terminata questa tournée, ritorno in Messico. Poi finalmente raggiungo mia moglie che sta a La Habana e il 29 dicembre festeggio il mio compleanno! Il 31 faremo un concertone, e con i primi giorni del 2009 mi chiudo in studio di registrazione per il nuovo lavoro discografico che deve essere pronto prima di tornare in Europa quest’estate.”
Progetti per il nuovo album
“Per il prossimo album abbiamo già tutti i temi, per lo meno l’essenziale. Certo dobbiamo ancora montarli, eccetto due o tre già pronti. Il disco probabilmente si chiamerà La Caratula, ma non è detto, vediamo andando avanti. Un altro brano che già stiamo presentando è Juana Magdalena.
Inoltre ci metterò anche un brano tradizionale (nel disco precedente ho passato!) come Pare cochero e Pintate los labios Maria, che la cantava il trombettista Junior Romero. Lui è proprio adatto per questo tipo di canzoni!
Riguardo alla casa discografica ancora non so, vedremo. Intanto ho avuto varie proposte. Però è anche un momento difficile per il mercato e io mi sento privilegiato per essere tanto richiesto.
La Charanga Habanera: un’orchestra di fusione
“Lo stile? Quello solito della Charanga: buona musica, divertimento, ballo e spettacolo. Potrebbe esserci del reggaeton ma non per forza. Nel lavoro precedente i brani condivisi con Gente De Zona mi sono stati chiesti dalla televisione e io l’ho scritti. E la fusione è venuta bene. Ma io non ho nessuna intenzione di lasciare il mio modo di fare musica per addentrarmi nel reggaeton. Magari una spruzzatina di reggaeton serve per “renfrescar”. Ma potrei anche decidere di fare una fusione diversa. Inoltre non ho ancora deciso se ci saranno artisti invitati.
Per dirla più chiara: io penso al fare musica, non mi importa la definizione, a me interessa la musica.”
Un punto di vista sullo stato della timba oggi
“Non credo che la timba abbia stancato o sia superata. E’comunque un falso problema. Siccome la timba è semplicemente fusione, il quid sta nel rinnovarsi. Non faccio come certi timberos, anche di altissimo livello (e non faccio nomi), che si afferrano a una storia o a un suono che sono già superati. Non si può saturare, bisogna andare avanti.
Per me è abbastanza facile perché sono circondato da cantanti e musicisti giovani. Non mi metto a pensare che devo difendere la timba o la musica cubana. Io penso alla musica in generale, insomma all’arte. E se la Charanga Habanera è molto richiesta non è perché io, per dire, sono una buona persona, ma perché l’orchestra funziona, arriva al pubblico!”
A proposito del violino, strumento con il quale David Calzado aveva esordito nel mondo musicale
“Il violino? E’ uno strumento molto difficile che richiede molta attenzione e studio quotidiano. L’avevo messo da parte, in qualche modo l’ho tradito e quando l’ho ripreso in mano è stato proprio lui, il violino, a mollarmi. Lo sentivo come un pezzo di legno.
Allora ho detto: te traicioné y tu me botaste para toda lavida!!!”
Ringraziamo per la cortese ospitalità Nadia del Marron Glacé