Video intervista al maestro DOMINGO PAU
Primo ballerino del Conjunto Folklòrico Nacional de Cuba
di Michela Mari
riprese e montaggio di Alessandro Luzzi
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Intervista al maestro Domingo Pau
di Michela Mari
Quando si ha una passione, come la mia per il ballo tradizionale cubano, si desidera poter incontrare i massimi esponenti di quella disciplina ed è inevitabile che l’emozione sia grande. Questo è ciò che è accaduto a me nell’intervistare il Maestro Domingo Pau.
Primo ballerino, coreografo e insegnate del Conjunto Folklórico Nacional de Cuba, il maestro balla ed insegna da oltre 40 anni Rumba cubana e Afro. Numerose volte abbiamo avuto la fortuna di averlo ospite in Italia dove ha tenuto corsi e si è occupato di diverse attività e per fortuna torna da noi ancora spesso. Lo abbiamo incontrato presso la scuola del maestro Mario Quintin, che con l'occasione ringraziamo di averci ospitato per fare l'intervista.
Con Domingo Pau abbiamo percorso in questa intervista alcune tappe della sua vita e abbiamo parlato ovviamente di Rumba cubana. Al principio il Maestro ci ha raccontato di se e del quartiere in cui è nato a La Habana, il “barrio Ataré” dove la Rumba si respira nell’aria e risuonano i tamburi Batá.
Gli abbiamo chiesto perché a suo avviso in Italia c’è tanto interesse per una cultura così lontana come quella Cubana. E abbiamo ricevuto un gran bel complimento, infatti il Maestro sostiene che dopo il popolo cubano, quello italiano è il più "ballerino" del mondo. Inoltre in Italia si è molto diffusa la Salsa, che altro non è che uno sviluppo del Son e della musica tradizionale cubana, quindi noi siamo già portati ad avere un interesse verso questa musica.
Per ballare la Rumba inoltre bisogna avere molto sentimento e saper muovere il corpo e sembra che agli italiani piaccia muoversi al ritmo del “tambor”. E così il Maestro ci spiega la differenza tra i tre diversi "Tambores Batá" e con mia grande sorpresa mi ha confermato una sensazione che sempre ho avuto, ovvero che questi tamburi hanno una certa affinità con il ritmo del battito del cuore, sarà per questo che hanno tanta forza emotiva?
Abbiamo chiesto al Maestro quanto conta l’interpretazione di un ballerino nel ballare Rumba. La risposta è che per ballerini non professionisti la Rumba deve piacere e il ritmo deve entrare nell’animo, se questo accade il ballerino saprà interpretare la Rumba in modo personale e profondo, cosa che è fondamentale in questo ballo.
Ma la Rumba e l’Afro possono arricchire anche la capacità espressiva di chi balla Salsa? "Sicuramente si", ci dice il Maestro. Prima di tutto per sciogliere e saper muovere tutto il corpo, secondo per imparare ad interpretare il ritmo scandito dagli strumenti a percussione che marcano il tempo. La Rumba, che si suona solo con i “tambores” ci impone di sentire il ritmo della percussione. Più si domina il folclore e più si arricchisce l’interpretazione. Inoltre questi balli sono fondamentali per allenare ed ampliare tutti i movimenti del torso.
Il Maestro ci racconta che qui da noi gli insegnanti Dino Mazzotta a Lecce e Mario Quintin a Roma stanno egregiamente distribuendo i frutti degli insegnamenti che hanno appreso da lui, proseguendo il suo stile..
Abbiamo poi chiesto al Maestro se a suo avviso la Salsa stia diventando un prodotto del folclore cubano. Come derivato del Son, la Salsa rappresenta sicuramente un prodotto del folclore ci dice. Inoltre la Salsa non passa di moda soprattutto perché un ballo che permette di tenere una donna tra le braccia non si può perdere!
E finalmente passiamo alla Rumba e il Maestro ci spiega che è un ballo nato a Matanzas e a La Habana e che si differenzia in quattro stili (Yambu, Guaguancó, Columbia, Jiribilla), ce li racconta e se poi avrete pazienza di arrivare fino alla fine dell’intervista vi potrete godere la spiegazione completa con musica e ballo.
Gli chiediamo se oggi la Rumba c’è ancora a Cuba e come viene vissuta, ci risponde con un detto popolare “In casa di un cubano non ci possono essere mobili di legno altrimenti si userebbero subito come congas per battere il ritmo della Rumba e creare una festa!”, mi sembra piuttosto esemplificativo. E poi ci ricorda il “Callejon del Hamel” ed il famoso “Sabado de la Rumba” presso i locali del Conjunto Folklórico Nacional. Se andate a La Habana non potete mancare questi appuntamenti per comprendere cosa sia oggi la Rumba a Cuba.
Ci siamo chiesti se l’Italia stia diventando in un certo qual modo la memoria storica di Cuba, anzi anche questo lo abbiamo chiesto al Maestro. E lui ci risponde con un altro detto popolare: “Quien no tiene de Congo tiene de Carabali"! (chi non ha discendenti del Congo, ce l'ha Carabalì) questa frase significa che il popolo cubano è una “mezcla” di discendenze di altri popoli, ...ci sarà anche un pò di italiano nel sangue cubano?
Prima di passare alla “pratica” abbiamo chiesto Maestro come poter conoscere tutti i suoi appuntamenti italiani. Ci risponde che spesso è ospite di suoi allievi, ora maestri affermati, i quali gli chiedono di tenere corsi presso le loro scuole. I principali appuntamenti comunque si possono trovare sul sito www.ritmoycubania.com.
Vi suggerisco di vedere tutta la video intervista, perché il meglio è alla fine!
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