La Charanga Habanera nasceva ben ventitre anni fa e sempre si è mantenuta sulla cresta dell’onda, grazie anche alle scelte innovative, alla creatività del talentuoso musicista che la dirige: Sergio David Calzado. Il primo disco Me Sube La Fiebre nasce dopo la fase di Montecarlo nei primi anni ’90. Da lì fino ad oggi la loro discografia conta su una decina di dischi, più alcuni album live e varie compilation. Mentre è ancora vivo il successo del cd No Mires La Caratula (2009), c’è una notevole attesa per il nuovo lavoro.
Certo che noi appassionati dj, noi consumatori di musica stiamo sempre con il fiato sul collo dei musicisti, quasi obbligandoli a rinnovarsi di continuo, a stupirci nuovamente! In effetti la timba cubana, che vede orchestre di 15 o 18 musicisti, ha bisogno nel suo processo di elaborazione di un’infinità di dettagli. Qualche mese fa me lo ha sottolineato David Calzado in un’intervista dove gli chiedevo appunto novità sulla prossima produzione discografica della impegnatissima Charanga Habanera.
Nel frattempo, loro tournée permettendo, abbiamo già qualche assaggio del nuovo album che dovrebbe vedere la luce prima dell’estate. Per ora abbiamo due brani, con relativi video: Preso de amor o El Trencito, cantato da Lazaro,
e Ni sonando seras como yo, un timbaton cantato da Aned feat. El Micha.
Inoltre, se ve li siete persi, segnalo anche alcuni video veramente gustosi su youtube. Nel primo trovate la effervescente (è dire poco!) chiusura del concerto charanguero a Roma l’estate scorsa. Nel secondo , in un episodio di Havana Film Project (una serie di cortometraggi girati da quattro giovani registi a La Habana e trasmessi a puntate da Dee Jay TV), possiamo vedere il maestro David Calzado che mostra orgoglioso il popolare barriohabanero del Fanguito dove è cresciuto e dove si ritrova a fare le prove con la sua orchestra.
Video Intervista
N.B. : Questo è un VIDEO in Flash , pertanto per essere visualizzato
correttamente, il computer deve avere Flash player installato.
(Ringraziamo Patrizia Fabiani per le riprese)
L’intervista. Dopo avergli fatto i complimenti per aver presenziato anno dopo anno al Festival Fiesta di Roma, il maestro David Calzado poco prima del concerto ci racconta che:
“Sono contento, una volta ancora, di trovarmi qua in buona salute artistica e con un pubblico affezionato. E’ vero, ho proprio incominciato da Roma a farmi conoscere in Europa e devo ringraziare molte persone per questo. Il festival Fiesta, pur avendo vissuto momenti diversi, ha sempre invitato la Charanga Habanera. Questo, insieme ai molti concerti in Italia, ha alimentato la nostra popolarità. Voglio aggiungere anche che, se è difficile arrivare al successo, risulta ancora più complicato mantenerlo nel tempo. Ventidue anni di popolarità non sono facili da conseguire, soprattutto quando devi competere con nuove mode, attraversare differenti correnti musicali senza perdere la tua identità. Due sono le orchestre cubane che hanno al loro attivo molti anni di successo e popolarità: la Orquesta Aragon e Los Van Van. E la Charanga Habanera credo sia sulla strada!
Il prossimo lavoro? E’ ancora presto per noi pensare al nuovo cd, quando No Mires La Caratula, che ci ha dato molte soddisfazioni, è ancora molto suonato. A partire dal 2009 si sono moltiplicati i nostri impegni: tra le tournèe in Europa, negli Stati Uniti, in Messico, Perù, Cile Argentina, Venezuela, ci è mancato il tempo di metterci al lavoro. Per fare un disco bisogna fermarsi. In ottobre butterò giù qualche idea, per poi riprendere in studio di registrazione tra gennaio e febbraio. In primavera dovrebbe essere pronto, in modo da presentarmi qua l’estate prossima con il disco nuovo. Attualmente ho solo idee vaghe e poi, se ti devo dire, non mi piace creare canzoni troppo tempo prima di incidere, se no alla fine mi annoiano. Mi piace creare al momento!
Insomma, “necesito un tiempo”! La gente mi chiede sempre quando uscirà il nuovo. Me lo chiedevano anche questi giorni gli amici del gruppo reggaetonero Clave Cubana. Io facevo il confronto tra creare un brano di reggaeton e uno di timba. Nella timba non lavori con le macchine, la musica la devi creare tu, devi preoccuparti degli arrangiamenti per ogni strumento, scrivere il testo adatto, seguire la canzone in ogni passo. Tutto è molto più complicato rispetto al reggaeton che si basa più o meno sullo stesso ritmo.
Creare un album è un lavoro ingrato. Uno ci mette tutto se stesso, poi la gente lo consuma e può anche capitare che non valorizzi abbastanza quanto tu, appunto, hai fatto con tutto il cuore. Noi musicisti dobbiamo muoverci con molta attenzione, perché a volte da un disco dipende il futuro della band. Ritorno sul concetto che bisogna lavorarci con tranquillità, fare molte prove e vedere se i nuovi pezzi funzionano.
Intanto nei nostri concerti, come fa tutto il mondo (lo faceva anche Michael Jackson!), si mescola il vecchio al nuovo. Certi bei brani del passato devono continuare a vivere, magari gli dai una passatina di vernice fresca. Le canzoni che sono state belle e famose non moriranno mai, diversamente da quelle che sono state per un tempo solo popolari.
Un arrivederci all’estate prossima. Credo che non ritornerò prima: in tempi di crisi come questo non bisogna saturare il mercato. Nel frattempo: Que Sigan Charangando !”
P.S. Un’ impedibile intervista con David Calzado, dal titolo “La Charanga es la misma, pero no es igual” la potete leggere sulla rivista mensile cubana Calle del Medio (n° 22). La trovate qui, in formato pdf