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Intervista a Vannia Borges

Intervista a Vannia Borges

di Stefano Santini

 

Vannia BorgesVannia Borges Hernández è sicuramente una delle voci femminili più belle e carismatiche di Cuba. Dopo un esordio con Pachito Alonso y su Kini-Kini insieme a Lazaro Valdés, la scintillante carriera di Vannia subisce una decisiva accelerazione quando Valdés decide di formare la sua propria formazione musicale “Bamboleo” portandola con se e facendole incidere tre dischi. Vannia possiede una bellissima e potente voce che riesce a modulare con sorprendente maestria. Non a caso, è una delle artiste femminili più invitate come voce solista o come corista nelle più prestigiose produzioni cubane e in numerosi tour. Vannia vanta la recente partecipazione all’abum “Cuba le canta a Serrat”, un doppio CD che ha ricevuto la nomination ai Latin Grammy’s.

E’ invece da poco tempo sul mercato “Rhythms del mundo: Cuba” un CD realizzato dalla Universal Music a supporto dell’associazione benefica Artists Project Earth (APE), che sostiene le aree colpite da disastri naturali e cambiamenti climatici. Un progetto esclusivo che “mezcla” le voci di famosi artisti e gruppi inglesi (tra cui, U2, Sting, Radiohead e Artic Monkeys) con gli arrangiamenti del Buena Vista Social Club. In questo disco, registrato presso gli Abdala Studios de la Habana Vannia interpreta ben due brani, tra cui “Ai no Corrida” di Quincy Jones.

D. Vorrei che ci parlassi della tua “traiettoria musicale”, iniziando dal periodo in cui lasciasti Bamboleo. Mi ricordo che, per per un po’ di tempo, hai interrotto la tua carriera artistica perché aspettavi un figlio…

Vannia BorgesR. Una figlia, per esattezza. Oggi ha quattro anni, è bellissima ed è la “luce della mia vita”! Ho interrotto la mia carriera artistica per dedicarmi interamente a lei. Poi ho ripreso a cantare come solista, continuamente invitata a cantare con diversi musicisti, dentro e fuori da Cuba.

D. Recentemente ho avuto modo di apprezzare la tua interpretazione di “Toca Madera” nel disco omaggio a Joan Manuel Serrat “Cuba le canta a Serrat”, un pezzo molto bello in cui sei stata affiancata a Tata Güines, un vero mito della musica afrocubana. Come mai hai scelto quel brano?

R. Devo confessarti che non conoscevo il brano che mi hanno assegnato. Sono stata fortunata perché si tratta di una canzone molto bella e anche molto difficile da interpretare. La canzone è stata arrangiata splendimente dal maestro Emilio Vega. Mi è piaciuto moltissimo cantare questo brano, anche perché mi ha dato modo di farmi conoscere meglio e di realizzare il mio primo “vero” disco solista. Infatti uscirà sul mercato con la stessa etichetta discografica che ha realizzato “Cuba le canta a Serrat”. In questo disco interpreto le canzoni di Alejandro Sanz  e si intitola “Vannia”.

D. Come è cambiata la Vannia di oggi rispetto ai tempi in cui cantava con Bamboleo, in termini di maturità artistica? Con Bamboleo avevi un look piuttosto provocatorio, un po’ ribelle, con quel tuo cranio rasato … a proposito, Lazaro Valdés mi ha raccontato che l’idea di rasare i capelli tuoi e di Haila Mompié fu proprio tua.

R. Si, è vero. Avevo rasato i capelli per la copertina del disco “Afrocuba”. A Lazaro piacque molto l’idea e fece tagliare i capelli anche ad Haila. Mi chiedi cosa sia cambiato dopo l’esperienza con Bamboleo? E’ successo che Vannia si è sposata ed ha deciso di cambiare vita e diventare madre, capisci? Il lavoro di madre è il più importante, il più impegnativo. Adoro mio figlia! Amo tutto ciò la riguarda e la vivo giorno per giorno. Più o meno, tutte le cantanti della nuova generazione cubana: Haila, Yeni Valdés, Osdalgia sono madri. Abbiamo avuto l’occasione di vivere questa esperienza che ci ha cambiato la vita. Facciamo il nostro lavoro con molta serietà. Anche perché oggi ci sono delle “personcine” che contano su di noi. Ci aspettano a casa, ma vivono anche del nostro lavoro e vogliamo che si sentano orgogliose. Rappresentiamo la parte femminile di ciò che si muove oggi nella musica cubana. Oggi siamo tutte più mature, determinate e concentrate nel nostro lavoro. Un tempo non avrei mai pensato che oggi avrei cantato … e aggiungo  - con molto orgoglio, le canzoni che cantavano mia madre e mia nonna,.

Vannia BorgesD. Ci sono cantanti del passato a cui ti ispiri e che hanno influenzato il tuo modo di cantare?

R. “Seguro que si”! Per esempio Elena Burke, Omara Portuondo e La Lupe. Cuba è un paese che vive di musica e di ambizioni musicali. Ci sono molti talenti a cui ispirarsi.

D. Prima mi hai parlato del tuo disco solista in cui interpreti le canzoni di Alejandro Sanz. Ho letto che si che si tratta di un disco con sonorità particolari. Me ne puoi parlare?

R. Mi è sempre piaciuto Alejandro Sanz. Lo ascoltavo ai tempi della scuola, quando studiavo musica e imparavo a suonare l’oboe. E’ un artista sublime, lo adoro! Intepretare le sue canzoni personalizzandole è stato molto difficile. Questo disco è completamente acustico, non abbiamo utilizzato alcun strumento elettronico nella sua realizzazione. Il disco è prodotto da Emilio Vega per l’ etichetta discografica catalana “DiscMeni” .

D. Dopo questo disco quali sono i progetti di Vannia Borges?

R. Tornare a Cuba da mia figlia, tornare dal mio uomo e sposarmi (ndr – era già sposata,). Vorrei anche avere un altro bambino. Però voglio continuare a cantare, finchè Dio me ne darà la forza. Finchè Yemayá mi aiuterà! Voglio continuare a studiare, e anche a suonare il mio strumento …

D. … ti riferisci all’oboe? So che sei anche maestra di oboe, è vero?

R. Si, è vero, ma c’è sempre necessità di studiare! Anche se ora penso solo a tornare da mia figlia.

D. Come fai con tua figlia, adesso che hai una carriera artistica che ti costringe a viaggiare così tanto?

R. Ho un padre splendido, si chiama Hector Antonio. E’ il più grande, il più splendido papà che potessi avere. Anche mia madre …quando sono fuori da Cuba, lascio mia figlia a casa del nonno.

D. Ho ascoltato una canzone a metà tra la timba ed il reggaeton, in cui canti con Clan 537, El Tosco, El Indio e Pedro Calvo, in quale disco uscirà?

R. Francamente non lo so. Però è un pezzo che oggi va molto forte a Cuba.

D. Tu sei considerata una “icona” della musica cubana attuale, cosa pensi delle difficoltà della musica salsa sul mercato internazionale ed, in particolar modo, del futuro della timba?

R. Cuba è piena di talenti musicali e di artisti ambiziosi. Penso che se continueremo a fare musica di qualità, con buoni arrangiamenti e bei testi, andremo molto lontano. Ho paura che se il livello scenderà e se guadagnerà spazio la  musica scadente e soprattutto “chabacana” (volgare, di cattivo gusto), avremo delle grosse difficoltà ad imporci sul mercato discografico.

Osdalgia - S. Santini - Vannia Borges


 

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