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Intervista a Sixto Llorente " El Indio"

Intervista a Sixto Llorente “El Indio“
(2 agosto 2006 )

di Stefano Santini

Sixto Llorente " El Indio"Sixto Llorente, meglio conosciuto come "El Indio", cantante del gruppo cubano “Manolito y su Trabuco” può essere considerato una vera “icona musicale” tanto è caratteristico ed inconfondibile il suo timbro vocale. Dotato di spirito istrionico, una irresistibile carica di simpatia e un grande talento per l’ improvvisazione, Sixto dimostra un profondo attaccamento alla tradizione musicale cubana. “El Indio” ha recentemente collaborato con Bill Wolfer come cantante e autore per la realizzazione degli ultimi due CD di Mamborama; produzioni nate dalla collaborazione del pianista nordamericano con musicisti cubani di spicco.

D – Sixto, ci racconti come è iniziata la tua carriera di cantante?

R – La mia carriera è iniziata nel mio villaggio. La mia scuola è stata la mia famiglia, mi barrio y la calle. La mia traiettoria professionale è legata al mio quartiere, ai gruppi che vi suonavano e ai miei inizi come solista dilettante nei cabaret.

D – A quale cantante cubano ti sei ispirato?

R – Principalmente a Benny Moré. Posso considerarlo il mio “professore” perché ho ascoltato moltissimo le sue canzoni. Sarà che sono nato poco lontano da dove nacque el Benny …

D – Sei nato a Santa Isabel de Las Lajas?

Sixto Llorente " El Indio"R – No, però sono nato a Cruzes, sempre in provincia di Cienfuegos, vicino a Santa Isabel. Poi ho passato un po’ di tempo a Santa Clara con la Orquesta Aliamén quando ho iniziato la mia carriera da professionista. Prima di quella esperienza, cantavo come dilettante in alcuni cabaret, mi ascoltarono cantare e si interessarono a me … così iniziai a lavorare con loro. Nella mia vita ho cantato solo con due orchestre professioniste, la Aliamén e poi con Manolito y su Trabuco.

D – Quindi, sei passato direttamente dalla Aliamén al Trabuco.

R – Si, è esatto!

D – Scusami, non ricordo con esattezza quando hai cominciato a cantare con Manolito Simonet. E’ stato dopo l’album di esordio di Manolito y su Trabuco: "Directo al Corazón"?

R – No, ho cominciato a cantare con il Trabuco al suo terzo CD. Il mio primo disco con Manolito è stato “Marcando la Distancia”. Poi ho registrato “Para que baile Cuba”, “Se rompieron los termometros”, “Locos por mi Habana” e “Hablando en Serio”.

D – Tu sei un “tremendo sonero”, ti ho ascoltato improvvisare spesso sul palco. Cosa pensi dell’arte dell’improvvisazione sonera oggi a Cuba e delle nuove generazione di cantanti cubani?

R -  Credo che se si vuole diventare dei soneri occorra impegnarsi. Intanto, occorre farsi un’ esperienza completa. Non esiste solo il son, esiste il son montuno, la guaracha ed il changüí, che è una variante del son … ma si canta in maniera differente. Cosa posso dire ai giovani? Per cantare il son devi imparare a “dominarlo”. Per conservare e salvaguardare la tradizione del son occorre che i giovani imparino soprattutto a conoscerlo e a cantarlo. La nostra musica si ascolta dappertutto nel mondo: da Puerto Rico a Nueva York … anche in Africa. Occorre fare uno sforzo perché la nostra musica tradizionale continui a vivere ed essere ascoltata. Oggi assistiamo ad una vera invasione di nuovi generi, poi abbiamo una vera “mezcla” di sonorità e ritmi, però credo che il son “se mantiene”

Stefano Santini e Sixto Llorente " El Indio"D – Chi sono, secondo te, i soneri più bravi a Cuba oggi?

R – Paulo FG è molto bravo, Mayito anche! Poi c’è Tony Calá … e molti altri. Candido Fabrè …

D – Candido Fabrè può essere considerato un vero “mostro”, se parliamo di improvvisazione, vero?

R –Sicuramente! Poi … Candido è un amico mio … un “hermano”.

D – Sixto, tu hai registrato un disco ispirato alla tradizione musicale di Cuba ed intitolato “Espiritu y tradición”. Dopo di questo, quanti dischi hai registrato come solista?

R – Solo “Espiritu y tradición”. Poi ho partecipato ad altre produzioni musicali. Recentemente ho registrato un tema con Juan Formell per “Tributo a Beny Morè”, ho registrato anche con il gruppo “Isla Caribe” … e altri.

D – Anche con il Grupo Dansón ma non dimentichiamoci il disco con Mamborama!

R – Si, con Mamborama ho inciso due dischi.

D – Il primo in cui hai cantato è stato “Entre la Habana y el Yuma”

R – Si poi ho collaborato alla realizzazione di “Directamente al mambo” con quattro temi.

D – Dato che parliamo di canzoni scritte da te, vorrei sapere qualcosa di “El Indio” come autore, piuttosto che come cantante. Quando hai iniziato a scrivere canzoni?

Stefano Santini e Sixto Llorente " El Indio"R- Ho sempre scritto canzoni ... in questo senso posso considerarmi un autore un po’ “frustrato”. Non ho mai trovato mai cantanti che le interpretassero. Ne ho accumulate molte e adesso inizio a “tirarle fuori”. Recentemente sono stati registrati diversi miei “pezzi” Li hanno registrati Azucar Negra, Tony Calá, El Nene, Kalunga … che prima cantava nel Trabuco. I quattro temi inseriti nell’ultimo disco di Mamborama (Directamente al mambo) sono miei con l’arrangiamento di Bill Wolfer.

D – Ci racconti come è nato il progetto con Mamborama e Bill Wolfer?

R - Bill ha seguito la mia carriera fin dai tempi della Aliamén. Mi ha ascoltato è si è interessato a me. Nel 1999, a New York abbiamo preso i primi contatti. Abbiamo collaborato fino alla realizzazione di quest’ ultimo disco in cui lui ha arrangiato quattro mie canzoni (Mi Bailarina, Puro Y temba, Las cubanas que lindas son, Yo con mi jolongo)

D – Sono canzoni che hai scritto per l’occasione o già le avevi pronte?

R – Già le avevo. Wolfer aveva pronti dei temi musicali ai quali abbiamo aggiunto i miei testi.

D – Sai che la canzone “Gata loca” che cantavi nel precedente disco di Mamborama è stata ballata tantissimo a Roma?

R – Ah si? E ora cosa si balla?

D- Per esempio “Puro y temba"

Sixto Llorente " El Indio"R- Il tema cantato da Roberton!

D – Si … la “mia” canzone, ah ah ah! Una sera un Dj me l’ha dedicata dalla consolle (Dj Cesaretto Palito Palo)  dicendo che sono un “temba” … in fondo, è vero!

R – Ja ja ja! (ndr: Sixto comincia a cantare e io non resisto ad unirmi a lui) Sé que soy un puro que soy un temba, pero tengo demásiado sabór pa’ ponerte a gozar!

D – Cosa stai facendo ora?

R – Sono in procinto di “uscire” con alcune cose

D - Hai qualche progetto solista in mente?

R – No, si tratta di collaborazioni che realizzerò a Cuba. Canterò quattro temi in un disco realizzato con una persona di Santiago. Uscirà per la fine dell’anno.

D – Hai altre canzoni pronte?

R – Si, ne ho molte!

D- Che compositore prolifico!

R – Leonardo, ex cantante di Adalberto Alvarez registrerà In Francia un disco intitolato “De la Habana a Calimete” con un mio tema. Calimete è un villaggio di Matanzas. Il tema si intitola “La vecina pedigueña” una satira. Parla di due vicine di casa molto diverse …

D- E’ una tema “guarachero”?

Stefano Santini e Sixto Llorente " El Indio"R – Si.

D – Alla luce della tua recente esperienza con Bill Wolfer e le sue due produzioni nordamericane, cosa pensi del mercato discografico rispetto alla musica cubana e alla salsa, in generale?

R- E’ un momento un po’ difficile dentro e fuori di Cuba. Il mercato è un po’ fermo, però credo che la musica cubana resisterà. Te lo dico perché, a dispetto della situazione attuale, ci sono moltissimi musicisti che continuano a suonarla … e molti che vivono di questa musica. Non parlo solo di cubani ma anche di musicisti portoricani come Gilberto Santarosa, Tito Nieves e altri.

D – Si anche se la la loro musica “suona” un po’ diversa dalla vostra.

R –Si, perché noi cubani abbiamo qualcosa di “speciale” nel sangue. Un “sabor” che abbiamo sin dalla nascita. I portoricani attingono molto dalla nostra produzione.

D – Beh, per fare un esempio, Andy Montañez ha recentemente inserito due temi vostri nel suo disco.

R – Si è vero. Montañez ha chiesto a Manolito di poter registrare due nostre canzoni …

D - … mantenendo gli arrangiamenti originali

R – Si , ha cambiato solo il testo.

D – Come spieghi il fatto che molti musicisti portoricani amino riproporre le canzoni del Trabuco?

Stefano Santini e Sixto Llorente " El Indio"R – Non saprei dirti! Forse perché sono piene di “sabor”. Devo ammettere che sono anche molto bravi a suonarle. Prendi per esempio il tema cantato da me: El diablo colorao’. Lo ha riproposto un gruppo portoricano.

D. Intendi i Puertorican Power?

D – Si, i Puertorican Power! Credo che ai portoricani piacciano molto gli arrangiamenti, le sonorità e le orchestrazioni di Manolito y su Trabuco. Quindi alcuni gruppi decidono di riproporre le nostre canzoni

D - Sei stato a suonare in moltissimi paesi quindi ti sarai fatto un idea del pubblico europeo e italiano e del loro rapporto con musica cubana. Cosa mi puoi dire?

R- Penso che l’Italia sia un paese meraviglioso. Devo dire che gli italiani sembrano aver colto veramente bene lo spirito della musica cubana. Ho girato l’Italia per una serie di concerti e devo dire che in nessun luogo, in Europa, si balla come in Italia. Ho visto moltissime persone “volverse locos por la timba cubana”. Sono impressionato!

 


 

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