Intervista a Issac Delgado (2005)
di Stefano Santini e Roberta “Besito de Coco”
Issac Delgado ci racconta dove sta andando la sua musica e ci illustra la sua visione della musica cubana e del mercato internazionale. Un breve incontro con Issac Delgado, incontrato nel backstage di un suo non recentissimo concerto.
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D Il tuo disco “Prohibido” possiede delle sonorità che, si differenziano molto da quelle cubane attuali. Vogliamo parlare di queste sonorità? Sappiamo che ti sei affidato al portoricano José Lugo per alcuni arrangiamenti.
R. Si è esatto. Questo è un disco di “salsa cubana” destinato ad un vasto pubblico, da Portorico al Venezuela e Colombia. E’ un disco molto più “ballabile del precedente, con ritmi più veloci. Un prodotto ben pensato, a mio giudizio. Un disco sicuramente destinato al mercato internazionale. Il fatto che abbia lavorato con José Lugo è la conseguenza un rapporto che dura da anni, è un atto di amicizia ed un mio piacere, ma è anche una collaborazione proficua. Perché Lugo è un musicista di prim’ordine, è il direttore musicale dell’orchestra di Gilberto Santarosa. Voglio anche segnalare un altro musicista che ha curato gli arrangiamenti del mio disco, si tratta di Alaín Pérez. Un artista molto bravo che ha cominciato suonando il basso nel mio gruppo e che è cresciuto moltissimo in questi anni, guadagnando in esperienza, in qualità e anche in umanità.
D. Suona con Paco de Lucia, vero?
R. Si, è vero! Vive a Madrid da diversi anni ma interagisce con molti musicisti. Era stato contattato dalla RMM e stava addirittura curando gli arrangiamenti dell’ultimo CD di Celia Cruz. Credo che tutte le collaborazioni che Alain ha avuto in questi anni gli abbiano permesso di internazionalizzarsi a livello musicale. Vorrei poi ricordare Luis e Roberto Quintero …
D. Una produzione veramente internazionale, i Quintero sono due percussionisti venezuelani …
R. Si, sono venezuelani. Sono stato molto fortunato ad averli con me nello studio di registrazione. Suonano con i musicisti latini più importanti e hanno apportato la loro grande esperienza ed un “toque” molto internazionale al mio disco. In questi anni, noi cubani, abbiamo cercato di diffondere la cosiddetta “timba”, quella suonata da Charanga Habanera, Bamboleo e altri gruppi. Invece dobbiamo sforzarci di avere una sonorità più vicina alla salsa, a ciò che si suona e si ascolta più diffusamente nel mondo. E’ un disco di cui vado orgoglioso un disco da ballare, un disco destinato soprattutto ai ballerini. Stasera abbiamo suonato qualche brano del disco ho notato che il pubblico ha risposto molto bene.
D. Questo disco esce in occasione del 15° anniversario della tua orchestra credo che per te abbia un significato particolare.
R. Ovviamente ha un significato molto particolare. La mia orchestra ha seguito una strada che si distacca un po’ dalla musica che si sta suonando oggi a Cuba. Parlo di “Dando la hora” e “Con Ganas”. Due dischi che hanno “marcado la distancia” tra la musica che si faceva allora a Cuba e la nostra, i nostri arrangiamenti i nostri testi … Spero che i “media”diano il giusto messaggio. Continuo a suonare la musica di sempre, ma con un significato più “commerciale”.
D.Posso farti una domanda? Hai affermato che suoni salsa e che sei orientato verso produzioni musicali più commerciali. Sai che i tuoi dischi mi sono sempre piaciuti e credo che la tua “salsa” non si possa paragonare alla salsa newyorkese, portoricana o ad altra musica cubana. Tra l’altro, ho sempre notato che ami far suonare musicisti di provenienza jazz nei tuoi dischi, e mi riferisco per esempio a Rolando Luna …
R. Guarda, quando parlo di musica più commerciale bisogna fare delle distinzioni. Puoi fare della musica commerciale senza togliere niente alla qualità. Puoi comporre buona musica, realizzare ottimi arrangiamenti e mantenerti su un livello commerciale. Integrare dei bravi musicisti nel mio gruppo contribuisce a mantenere alta la qualità delle mie produzioni musicali. Nel mio disco suonano: Rolando Luna al piano, Juan Manuel Ceruto al sax, Amaury Perez al trombone, Miguelito Valdez alla tromba … musicisti bravissimi con un livello altissimo di professionalità.
D. nel tuo disco hai inserito una vecchia gloria dei Van Van: “La Titimania”, come mai?
R. Ho sempre amato Juan Formell ed i Van Van, Sono cresciuto ascoltando la loro musica. Mi piacevano anche altri gruppi, ma i Van Van piacevano in modo particolare. Era l’orchestra che amavo di più ballare. Credo che Formell sia da considerare un “cronista” della vita cubana e che questo brano rappresenti in qualche modo lo stile compositivo ed il modo di scrivere di Formell. E’ un “tema” che racconta una storia in poco “spazio”. E’ un brano che ha funzionato molto bene negli anni ’80.
D. Nei tuoi concerti hai usato molto la batteria oggi sei di nuovo tornato ad uno stile più “sonero”, con percussioni tradizionali. Come mai?
R. Credo che occorra tornare alla semplicità, senza complicare troppo la musica … e la vita al ballerino. Se la musica è troppo complessa, viene ignorata dai media ..che, conseguentemente, non la “passano”. Qui in Europa, insegnavano a ballare salsa con la musica cubana, oggi vedo che insegnano con la musica portoricana e venezuelana. Credo che questo sia un disco con il quale si possa insegnare a ballare.
D. Era questa la tua preoccupazione?
R. Era “una” delle mie preoccupazioni. Non riguarda solo “questo” disco, la salsa è solo un’etichetta commerciale ma non puoi combatterla è come se decidessi di commercializzare una tua bibita combattendo la “Coca cola” …come potresti?
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