Intervista a Tirso Duarte
di Stefano Santini
Luglio 2007
D- Cominciamo a parlare un po’ di te e della tua carriera musicale. Hai iniziato molto presto ad occuparti di musica, so che avevi solo quindici anni. Il gruppo si chiamava Los Chicos de la Salsa, vero?
R – Si suonavo con loro, ma ho cominciato ad occuparmi di musica a otto anni, cioè quando ho iniziato a suonare il piano. Poi ho formato un’orchestra con i miei amici di scuola, appunto Los Chicos de la Salsa. Più tardi sono entrato con l’orchestra di Pachito Alonso.
D – Dal gruppo di Pachito Alonso sei passato direttamente alla Charanga Habanera?
R – Si. Da Pachito Alonso sono passato alla Charanga Habanera, successivamente a NG la Banda e poi con Pupy y Los Que Son Son. Attualmente collaboro con Afrocuban All Stars di Juan De Marcos Gonzales.
D – Oltre ad essere cantante ed un compositore molto apprezzato sei anche un bravissimo pianista. Mi domando perché tu abbia smesso di suonare il piano.
R – Si, ma non è proprio esatto. Ho smesso di suonarlo “pubblicamente”, questa è la verità. Ma il piano è importantissimo., non l’ho mai abbandonato. Da questo strumento dipende tutto ciò che faccio, passa tutto di li …se preparo una canzone, mi serve il piano. Il pianoforte è il mio strumento, fa parte della mia formazione come musicista, mi da la possibilità di esprimere ciò che sento.
D – Vorrei appunto chiederti di raccontarmi qualcosa del tuo particolare stile pianistico. Hai uno stile particolare, suoni due tumbaos diversi con mano destra e sinistra, vero?
R – Dei grandi maestri, io ho sempre ammirato Chucho Valdés, Gonzalito Rubalcaba, per il jazz. Dei classici, amo Lili Martinez. Mentre, per la timba cubana mi è sempre piaciuto Tony Perez. Ho preso qualcosa dallo stile di ognuno di loro, cercando di elaborare uno stile mio. Al momento di suonare un tumbao, lo creo liberamente. Credo che il tumbao identifichi molto un brano di musica cubana. Cioè, credo che la gente possa identificare un mio tema musicale dal tumbao di piano, senza bisogno di ascoltare il coro o il cantante.
D – Quello che vorrei sapere, come si differenzia tuo stile rispetto allo stile degli altri pianisti cubani?
R – Bueno, come posso spiegartelo. Quello che tento di fare è suonare la melodia nei tumbaos. Che siano facili da ascoltare, in modo che la gente possa comprenderli. E’ quello che ho cercato sempre di fare, anche suonando i tumbao con la Charanga … anche dopo, quando ho registrato i miei dischi con la Envidia Records ho sempre suonato il piano ed i miei tumbaos. Cerco di creare tumbaos che la gente possa capire facilmente e riconoscere. Quello che desidero è che alle persone piacciano le mie canzoni ad iniziare dal tumbao.
D - Quando componi pensi ai bailadores?
R –Si, sempre. Mi ispiro a molte cose ma, alla fine, è importante pensare ai bailadores. Faccio musica ballabile, quindi devo pensare a loro. L’importante è non pensare solo al bailador cubano, ma a tutti. A Cuba i ballerini sono molto abili, mentre in altri paesi, i ballerini trovano difficoltà. Non è il caso dell’ Italia, dove i ballerini sono molto bravi, ma in altri posti la gente ha difficoltà a capire la timba cubana. In questo, l’Italia è molto avanti, ballate la timba cubana quasi più di noi.
D – Quando componi da dove inizi, dai cori, dalla melodia … o da cosa?
R – Dipende! Ma quello che posso dirti è che nella timba cubana è molto importante il coro. Il coro è importante, nonostante il testo,e l’arrangiamento …. Il coro deve “Pegar”. Un buon brano con una buona orchestrazione, buoni testi … se non ha un buon coro, è inutile. Il coro deve prendere la gente.
D – Quali sono le difficoltà che ti impediscono di formare una tua orchestra?
R –Posso dirti solo che è difficile. L’organico delle orchestre, in questo momento è chiuso. Per fare un tuo gruppo devi avere un’autorizzazione, prima non era così. Quando Denis y Swing o Aramis Galindo formarono i loro gruppi non esistevano le difficoltà che incontro io adesso.
D- Ma, in passato hai avuto un’orchestra!
R –Quello che la gente non sa è che io non ho mai avuto un’orchestra mia. Pubblicamente, poteva sembrare di si, perché mi esibivo con dei gruppi. Per esempio, Tirso y la Sonoridad. Ma quel gruppo non era il mio …
D- Erano musicisti messi insieme per l’occasione?
R –Era un gruppo che già esisteva, aveva una sua formazione ed un suo direttore. Abbiamo lavorato insieme, con loro ho cantato le mie cose, ma niente di più. Tirso y la Sonoridad aveva già un suo direttore. Prendi anche l’orchestra di Dantes Cardosa, si chiama La Novena. Non è realmente la sua orchestra, il gruppo già esisteva.E’ incredibile, Io lavoro con dei gruppi, canto, compongo, faccio gli arrangiamenti ma non sono il direttore. E’ una cosa che non ha senso. Ma, in questo momento, a Cuba è così.
D- Cosa ti ha trasmesso la tua esperienza con Charanga Habanera e Pupy?
R – Tanto, tutto! Molta della mia formazione la devo a David Calzado, Pupy, José Luis Cortés. Mi sono nutrito di tutto ciò che mi hanno trasmesso e ora che registro i miei dischi, opero una sintesi di ciò che ho imparato da loro.
D – Non pensi che in questa ultima tournée di NG la Banda, tu meritassi di avere più spazio, di cantare le tue canzoni?
R – In questa tournèe con NG la Banda sono solo un musico invitado.. Un volta ero parte di NG, oggi sono solo un ospite. Sono stato contento di venire in Italia con loro e mi piacerebbe cantare le mie canzoni, ma devo adeguarmi a ciò che decide il direttore.
D – Sai, quando a Roma abbiamo saputo del concerto di NG la Banda con Tirso Duarte, tutti speravamo di ascoltare qualche canzone tua.
R – Si, la gente si aspettava questo. Purtroppo, molti sono rimasti delusi ma come ho detto a molte persone che già me lo hanno domandato, non posso farci nulla, non sono io che decido. Se qualcuno mi invita, io vengo volentieri a suonare in Italia, ma non posso dire a José Luis Cortés cosa fare.
D - Certo, è ovvio …
R - Guarda, sono tre anni che lavoro con Afrocuba All Stars di Juan de Marcos Gonzales … anche con loro, canto altri brani, sono quelli del loro disco. Abbiamo fatto tanti concerti fuori di Cuba, Singapore, Australia, Curacao.
D – Mai in Italia!
R – Si, non abbiamo mai suonato in Italia, abbiamo suonato nel nord della Francia. Afrocuba All Stars è un gruppo che si riunisce per fare tornèe internazionali, pensa che è un gruppo che non suona mai a Cuba.
D – Suonano solo all’estero?
R – Si, non suonano a Cuba, solo all’estero.
D- Tu hai partecipato al film “Musica Cubana” con Pio Leyva. Cosa puoi raccontarmi di questa esperienza così bella?
R – E’ stata un’esperienza veramente bella. Era la prima volta che ero insieme ad artisti cubani di così grande prestigio a livello internazionale. Era la prima volta che partecipavo alle riprese di un film e … cosa dire? Ho potuto cantare un brano mio, arrangiato in modo estemporaneo. Bellissima esperienza, abbiamo fatto alcuni concerti anche a Cuba … Pio Leyva “es un tremendo artista”!!
D – Cosa stai facendo ora, Hai in preparazione un nuovo disco.
R – Si, oltre a preparare un disco con Juan De Marcos Gonzales, ho già registrato un disco per Invidia.
D - Il titolo?
R – Ancora non lo so (ndr: Fin del Juego – 2007, Envidia Records)
D – Tutti i pezzi sono i tuoi?
R – Gli arrangiamenti sono miei, la metà dei brani è mia. Ho registrato un pezzo di Alejandro Sanz, si intitola Regalame La Silla Poi c’è una canzone di Eros Ramazzotti (ndr: comincia a cantarla). La canzone si intitola La Cosa Mas Bella (Più Bella cosa non c'è) …
D – Arrangiato come balada o come timba?
R – E’ timba, più precisamente un guaguancó. E’ un pezzo molto commerciale.
D – Grazie mille, Tirso. Puoi salutare i lettori di “Locos Por la Salsa”?
R – Certamente, con molto piacere. Un saluto a tutti i “Locos” … (ndr: comincia a cantare).
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