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Andy Montañez un artista che innamora

Andy Montañez, un artista che innamora

 

di Roberta "Besito de Coco"

foto di Angelo Del Sette

Abbiamo dovuto aspettare fino al 2007 per poter ascoltare en vivo, a Roma,  la voce di uno degli artisti più imprescindibili nel panorama della musica latino-americana!!!! Andy Montañez è nato nel 1942 in  Puerto Rico, dove tuttora vive circondato da quattro figli e molti nipoti. Continua a cantare, a produrre musica di qualità, a fare tournée in giro per il mondo, a visitare la sua amata e vicina Cuba.

La sua è una lunga e fortunata carriera. Nel 2002 organizzò un concerto dal titolo spiritoso: Los 100 años de Andy Montañez. In pratica si celebravano i suoi 60 anni di vita più i 40 di carriera artistica. In un altro grande concerto al Madison Square Garden di New York qualche anno fa ha festeggiato le quaranta candeline  del Gran Combo di Puerto Rico, orchestra in cui Montañez ha cantato dal ’67 al ’76.
E’ un uomo affascinante, elegante e molto affabile; possiede inoltre un senso dell’ humor non comune. E todo el mundo gli riconosce un’ estrema professionalità e la bella e calda voce. L’essere diventato una delle stelle più brillanti nel pantheon salsero (due nomination al Grammy per i recenti album Salsaton e El Godfather de la Salsa, un premio Grammy per Lineas Paralelas, una stella sulla “Walk of Fama” di Chicago, tra i tanti riconoscimenti) non ha mai scalfito nell’artista boricua quel modo gentile e riconoscente di rivolgersi al  pubblico.
E il pubblico l’ha sempre amato, prima come cantante del Gran Combo, poi come voce di Dimension Latina (dopo che Oscar D’Leon ne era uscito) e infine, dopo una breve parentesi con la Puerto Rico All Stars, come leader (dal 1981) di una propria orchestra.

Montañez, consapevole come tanti altri artisti che Cuba è una mecca musicale, negli anni l’ha visitata ripetutamente stringendo forti legami con i musicisti cubani.  Proprio queste frequentazioni sull’isola di Fidel gli hanno creato qualche problema : nel 1989 in occasione del famoso festival della Calle Ocho, a Miami, fu sospeso il suo concerto. Implicitamente il cantante veniva accusato di essere un comunista.
Sempre più convinto della bontà di uno scambio musicale tra Cuba e Puerto Rico (“De un pajaro las dos alas”), Andy Montañez non ha mai smesso di andare a Cuba. Ha partecipato ultimamente al festival Boleros de Oro, a convegni culturali, alla manifestazione del Cubadisco durante la quale, nel maggio scorso, ha ricevuto dalle mani del Ministro della Cultura il Premio d’Onore. Montañez ha affermato: “Sono venuto, vengo e verrò sempre a Cuba anche se Bush non vuole”.

Molto bello e da godere un video in youtube dove una splendida Orquesta Aragon duetta con Andy Montañez, a New York. Il cantante portoricano e la celebre orchestra cubana, improvvisano su Cachita  l’affiatato coro di “Viva Puerto Rico y Cuba”.

L’incontro con il famoso cantautore Pablo Milanes produrrà il bellissimo Lineas Paralelas, miglior album di musica tropicale tradizionale nei Grammy 2006.  Un’altra collaborazione importante è quella con il pianista Manolito Simonet che Montañez stima molto. Nell’album Salsaton, Salsa con Reggaeton ben due brani, En mi Puertorro (sulla falsariga di Locos por mi Habana) e Sacude la mata, sono dell’artista cubano.
Proprio di questi giorni si è saputo che il cantante ha unito la sua voce a quella di tanti altri artisti (Carlos Santana, Harry Belafonte, Ry Cooder, Tom Waits…..) e intellettuali  per chiedere al governo americano la fine dell’embargo verso Cuba.

Altro aspetto peculiare di Andy Montañez è la sua disponibilità verso i giovani artisti, a qualsiasi stile essi appartengano. Come più volte ha affermato (Montañez fa sempre il nome di Raphael Ithier, leader del Gran Combo), egli stesso ha ricevuto consigli e incoraggiamenti agli esordi della sua carriera. Così nel suo ultimo album (El Godfather de la Salsa) offre la possibilità a dei giovani talenti, non molto conosciuti, di duettare con lui. E non ha avuto nessuna esitazione a collaborare e a mescolarsi con i cantanti del reggaeton, lui uno dei godfather della salsa!!!!  Così sono nati concerti (mitici quello con Don Omar nel 2000 nel Coliseo Roberto Clemente e quello recente, insieme a Voltio, in un carcere portoricano), hit di successo (La Misma Gata con CheKa), un album di salsaton dove salsa e reggaeton se la intendono a meraviglia. Delizioso il videoclip En mi Puertorro. Andy Montañez vi fa la parte di un tassista che, mentre accompagna all’aeroporto un passeggero (interpretato dal reggaetonero Voltio), decanta la bellezza de la “isla del encanto” e canta: “en Puertorro es donde mas yo gozo”.  Da vederlo anche (sempre sul sito youtube) insieme a Don Omar e Tego Calderon in un grande concerto-tributo al leggendario Ismael Rivera.

Andy Montañez e Besito de CocoA Roma “ el Godfather de la salsa” era stato annunciato con un mese di anticipo dal suo concerto. Non ci potevo credere ! Esaltazione e goduria!
La nostra capitale, che ospita spesso i grandi nomi delle orchestre cubane (e ne siamo felici), purtroppo al di fuori della stagione estiva non presenta altri gruppi salseri di grosso calibro.

Il Barrio Latino, il locale romano che ospitava il concerto, era pieno di pubblico ma……dove stavano gli italiani??? Certo è che i colombiani, i peruviani, attirati in massa per l’arrivo dell’amata stella portoricana, se lo sono goduti una cifra quel concerto in quella fresca notte autunnale!

Montañez arriva tardi nel locale dal momento che la notte precedente aveva tenuto un concerto in Spagna.
Subito dopo mi fa entrare nel suo camerino e, pur essendo la prima volta che ci incontravamo, i saluti e gli abbracci sono calorosissimi.

Questo mio (e di milioni di persone) idolo fa il galante ed è di una gentilezza squisita.
Me la rido però sono affascinata. El calor latinooo…!!!
So che ho a disposizione pochi minuti perché il concerto (in ritardo) incombe. La gente lo sta chiamando….vogliono giustamente il loro idolo! Ma pure la prensa ha i suoi diritti ! Gli rivolgo domande che aspettano risposte brevi…non c’è tempo per approfondire !

Andy MontañezTocco i punti che più mi interessano. Mi dice dell’affinità tra la musica cubana e quella portoricana. Aggiunge che è molto importante abbattere gli ostacoli che rendono difficile l’incontro tra le due isole.

Lui è tra i primi che vuole la rottura di queste fronteras. A Cuba ci sono le radici della salsa, che non è un ritmo ma il denominatore comune del son, della guaracha, del guaguanco.

Si parla anche di crisi attuale della salsa di fronte all’incalzare del reggaeton, ma Montañez è fermamente convinto che, nonostante ci possano essere momenti di minor fulgore (nel recente passato è capitato più di una volta), la salsa risorgerà sempre…. “no va a morir nunca!!!”.
E a proposito del suo coinvolgimento verso le nuove generazioni, Montañez afferma che la musica latina ha molti giovani talenti, solo che le etichette discografiche spesso danno più valore alla “bella presenza” che alle qualità canore.

Si finisce con il parlare amichevolmente della famiglia e con orgoglio mi racconta del suo nipotino di tre anni, figlio di Liza che, per stare vicino all’ultimo nato, si è ritirata dall’orchestra. Quella di Montañez è una grande famiglia musicale: anche i due suoi figli, Andrés e Harold, seguono la carriera artistica del padre e si presentano con lui sui palcoscenici di mezzo mondo.
Andy Montañez e Besito de CocoFinalmente Andy Montañez dà il via al concerto che è tutto una bellezza…..I fan, e soprattutto le fan, salgono sul palco per farsi fare una foto vicino a lui.

Andy snocciola con tremenda bravura i suoi successi di sempre, sorride e lascia fare….sembra un’invasione di campo!!!!

E’ notte tarda quando termina la funzione, fuori fa freddo ma sono proprio felice di aver finalmente incontrato il grande Andy!!!

 

 

 


 

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