Alla vigilia del Fiesta 2009
Incontro con Mansur Naziri, direttore artistico del festival
di Roberta "Besito de Coco"
Per avere un’anteprima sulla 15^ edizione del Festival Fiesta sono andata a trovare l’anima di questo fortunato appuntamento musical-tropicale dell’estate romana: Mansur Naziri.
In una verde veranda, circondata dal verde. E’ stato un appuntamento piacevole sia per le “primizie” sulla nuova edizione, sia perché non è cosa di tutti i giorni poter chiacchierare tranquillamente con Mansur Naziri.
Persona colta, con tanti interessi che coniuga con l’attività cultural-musicale, segno zodiacale Vergine, Mansur è sempre in movimento!
Prima vocazione l’architettura e la chitarra, seconda quella relativa alla direzione artistica di locali, di teatri e di grandi eventi. Terza, sulla via di Damasco è arrivata la musica latinoamericana. Su questo ultimo percorso posso dire di essere stata complice.
I ricordi comuni sull’onda caraibica che si è scaricata a Roma fin dai primi anni ’90 sono tanti. Migliaia di serate a suon di ritmi caldi e molto amati. Se la capitale, dal centro alle periferie, è una “colonia musicale” del Latino-America, molto dobbiamo a Mansur Naziri!!!
Anteprima:
“In questa 15° edizione (dovrebbe partire tra il 16 e il 20 giugno) avremo la novità di poter contare su uno spazio, più piccolo ma molto ben ideato, con entrata indipendente. Ovvero quest’anno l’area dedicata al pop e al rock resterà separata dal nostro villaggio, che sarà appunto cento per cento tropicale. Le caratteristiche sono più o meno quelle di sempre, quindi un grande palco per i concerti e gli spettacoli, punti di ritrovo (dai nomi evocativi come Club Hemingway, Bar Floridita etc.) per gli appassionati del reggaeton, del tango, della salsa in tutte le sue sfumature, dei ritmi brasiliani etc., e altro ancora.
Ballo, divertimento e cultura si daranno la mano.”
Gli artisti in campo:
“Gli artisti che proponiamo sono sempre di alta qualità. Si vorrebbe sempre fare di più ma è il budget che ci richiama alla realtà. Però come sempre, pur toccando altri Paesi dell’America Latina, il nostro palinsesto si focalizza su Cuba e Brasile: immensi contenitori di tanta ottima musica.
Dei tanti artisti in campo al Fiesta vorrei sottolineare che dalla Colombia quest’estate, per la prima volta a Roma, si presenterà un eccellente e famoso cantante: Carlos Vives.
Da Puerto Rico, dopo due anni di assenza, ritorna il grandissimo Gilberto Santarosa.
Una bella novità sarà ascoltare Issac Delgado duettare con La India.
Dal Perù avremo Eva Ayllon. Da Cuba arriveranno gli artisti più amati della timba, del songo, del changui, del reggaeton, del son. Dal Brasile…..insomma tra pochi giorni mostreremo il programma!”
Prima che nascesse Fiesta:
“Prima del Fiesta? …Sono un musicista, un operatore culturale. Venivo dall’esperienza di direttore del teatro Palladium di Roma, avevo messo in piedi il festival di Testaccio Village…ti ricordi quegli indimenticabili concerti di Irakere, Los Van Van e NG La Banda? Primi, o quasi, interessanti assaggi della grande musica cubana a Roma.
Poi sono arrivati i viaggi in Latino America a cui è conseguito un nuovo corso di lavoro e interessi…questa musica ormai rappresenta per me una larga fetta della mia vita!”
Qualche ricordo “inolvidable”:
“Di momenti emozionanti ne ho vissuti molti. Tra i ricordi più vivi penso a quel fantastico concerto che ha visto insieme il gruppo Irakere e Los Van Van: Credo che questo non fosse mai accaduto, nemmeno a Cuba! E quella domenica indimenticabile con la musica di Compay Segundo? C’erano ventimila persone osannanti! Incredibile!
Un grande piacere è stato ascoltare e incontrare José Feliciano, un mio mito. E poi mi capita di pensare spesso alla “reina” Celia Cruz. Quando una persona non c’è più ti tieni ancora più cari i ricordi.”
Fiesta ieri e oggi:
“Bisogna sempre tener presente che Fiesta è un festival di massa, bisogna accontentare una larga fetta di pubblico e questo ovviamente ti condiziona nella scelta. Forse nelle edizioni dei primi anni c’è stata un’offerta musicale più variata come generi musicali. Ma tu lo sai bene…eravamo pionieri e molto entusiasti!
Poi ti rendi conto che alcuni artisti sono più adatti per un teatro, o comunque per un posto più piccolo, oppure che ci sono artisti di immenso talento ma che non hanno un riscontro di pubblico adeguato. Inoltre i tempi cambiano, come anche le mode. e bisogna adeguarsi senza guardare troppo indietro!
Prendiamo ad esempio il reggaeton: mi adeguo al fenomeno, però lo vedo alla stessa maniera in cui mio padre vedeva la musica dei Beatles!”
Soddisfazioni:
“Mi ha portato l’entusiasmo! Fa piacere mettere in evidenza una musica che rappresenta una grande fetta di popolazione mondiale, fa piacere contribuire al melting pot musicale. Fiesta è tutto questo, un festival che negli anni (dal 1996) ha visto un flusso di 14 milioni di presenze. Gli artisti più grandi del Latino America sono stati qua! E una serie di casualità ci ha portato a scegliere questa bella e storica location che è l’Ippodromo delle Capannelle, diventato ormai d’estate un’oasi tropicale, latino-americana!”
"Che fatica! Le passioni, però, vanno vissute e tant'è.
L'ippodromo delle Capannelle dal 1996 diventa uno dei punti più salsosi d'Europa. Alla musica si uniscono mostre d'arte e di fotografia, incontri letterari e culinari. Milioni di persone lo frequentano per la novità, per la musica esotica, è fuori dalla città, si mangia e si beve, si compra, si rimorchia. Alcune decine di migliaia di aficionados lo seguono per i suoi live di salsa, che tuttavia non rappresentano la totalità della programmazione musicale.
E' una grande e piacevole abbuffata." (Tratto dal libro "Corazon" di Roberta Begnoni - ed. minimum fax 2000)
Il sito di Fiesta
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