Dorgeris Alvarez
Una stella de “las blancas y las negras”
Intervista di Dj Pachanga
traduzione di Michela Mari
Continua la tradizione del piano sonero cubano.
Figlia di un gran pianista, il “Caballero del son” Adalberto Alvarez, Dorgeris è diplomata all’ENA (Escuela Nacional de Arte) e dall’età di 16 anni fa parte del gruppo “Adalberto Alvarez y su Son”, del quale il padre è fondatore e direttore, sostituendolo al piano.
Proveniente da una famiglia di musicisti, suo nonno era il direttore de “Los Soneros de Camacho”, e avendo come modello Papo Lucca della Sonora Ponceña, che lei chiama zio, Dorgeris oggi è una stimata pianista di musica ballabile cubana, una montunera di gran classe, che si distingue per un proprio stile in grado di arricchire di sabrosura il son.
Intervista:
Pachanga - Tu sei la pianista di un gruppo musicale cubano molto importante, Adalberto Alvarez y su Son. Raccontami la tua storia, da dove proviene Dorgeris Alvarez… come ha iniziato il suo incontro con la musica?
Dorgeris - Sono diplomata alla Escuela Nacional de Arte, ho iniziato a studiare musica da piccola, soprattutto musica classica, fino a raggiungere il diploma dell’ENA. Quello che suono con questa orchestra non proviene dalla scuola, ovviamente questo proviene da altre sorgenti, ce l’ho nel sangue… lo porto con me sin da piccola, da quando mio papà era parte di Son 14, io salivo sempre con loro, suonavo e imparavo i loro tumbaos, i loro numeros…lui componeva, si sedeva e quando si alzava mi dava la clave e io suonavo … quindi è un’eredità di famiglia.
Pachanga - A che età hai iniziato a suonare il piano?
Dorgeris - A scuola ho iniziato a 8 anni, ma con l’orchestra ho iniziato a 16.
Pachanga - Quindi da giovanissima, tuo padre già suonava il piano con l’orchestra?
Dorgeris - Si, fino a quando non mi sono diplomata lui ha sempre suonato il piano.
Pachanga - Così in casa tua si è sempre respirata aria di musica?
Dorgeris - Sempre, anche mia sorella suonava il teclado nell’orchestra, abbiamo studiato insieme nella stessa scuola e abbiamo iniziato nella stessa orchestra fino a quando lei ha lasciato.
Pachanga - Quindi sei a tutti gli effetti figlia d’arte?
Dorgeris - Si, mio padre è musicista, mio nonno è musicista, mia nonna era “musicista empirica”.
Pachanga - Tuo nonno con chi suonava?
Dorgeris - Mio nonno ha un gruppo che si chiama “Los soneros de Camacho”, di Camagüey.
Pachanga - Ma tu dimmi… “Los soneros de Camacho”, e ancora continua a suonare con questo gruppo?
Dorgeris - Si ancora, canta ed è anche il direttore del gruppo.
Pachanga - Qual è il suo nome?
Dorgeris - Enrique Alvarez, conosciuto come “Nené”.
Pachanga - Il tuo interesse per il piano si è sviluppato con il tempo?
Dorgeris - Si, in realtà la prima volta che ho suonato avevo 3 anni, sono salita sullo sgabello da sola e fu uno spettacolo, in quel periodo avevamo il piano sopra la sala da pranzo, io sono salita e ho suonato “Al animo”, così con un dito, e tutti sono rimasti attoniti.
Pachanga - Nel momento in cui hai iniziato a studiare musica e ad approfondirne la conoscenza, quali sono stati i tuoi pianisti di riferimento?
Dorgeris - Il mio pianista idolo è Papo Lucca.
Pachanga - Ah, quindi non un pianista cubano?
Dorgeris - No, anche Ruben Gonzalez ovviamente, e poi Lili Martinez e i grandi pianisti della tradizione cubana, però Papo Lucca ha tutto questo più dei tratti moderni e suona musica molto bella, e per questo io sono sempre lì con lui e lo chiamo zio e lui mi chiama nipote, ovunque lui mi dice vieni, io vado, perché lui è il mio idolo e il mio modello di pianista.
Pachanga - A Cuba ci sono state molte donne che sono emerse nel panorama musicale, soprattutto nel canto. Tu sei la pianista di un gruppo di musica ballabile cubana molto importante, come vedi da donna il panorama della musica ballabile, dal momento che suoni in un gruppo di uomini una musica molto macha?
Dorgeris - In realtà è diverso, suono in un gruppo di uomini, ma tutti dicono che suono il piano come se fossi un uomo, dato che generalmente le donne sono più delicate di me. Per questo motivo mi dicono che suono come un uomo, tuttavia suono in questa orchestra da molti anni e malgrado siano cambiati molti musicisti sono ancora qui e sono uno dei musicisti che ci sta da più tempo.
Pachanga - Andando in giro per il mondo, con tutti i tour che fate, in quale Paese ti trovi meglio e in quale Paese pensi che la gente accetti meglio la musica che suonate?
Dorgeris - In realtà ci siamo resi conto che in tutti i posti in cui andiamo la gente ama molto questa musica. Per esempio in America è molto importante fare l’assolo, la gente ama questo. Anche qui in Italia ci sentiamo come a casa, qui la gente riconosce la musica e quando c’è un assolo tutti applaudono, è un pubblico molto attento.
Pachanga - Anche in Francia?
Dorgeris - Si anche a Parigi, ogni volta che lavoriamo nel New Morning la gente adora la musica e ogni volta che c’è un assolo applaudono.
Pachanga - E nell’America Latina come la vivono?
Dorgeris - Anche in America Latina va molto bene, e così negli Stati Uniti, quando siamo andati a Puerto Rico….
Pachanga - Siete stati negli Stati Uniti nel 1999?
Dorgeris - Si e anche nel 2001, quella volta fu un’apoteosi, abbiamo visto molte città, tra le quali Miami, San Francisco, Santa Cruz, San José, Chicago e New York.
Pachanga - E come vi hanno accolti a Miami?
Dorgeris - Bene ma il pubblico era tranquillo, in realtà il pubblico era piccolo, sai i problemi che hanno lì, tuttavia la gente che presente ci ha accolto molto bene.
Pachanga - Invece a New York dove avete suonato?
Dorgeris - Abbiamo suonato a Central Park, abbiamo fatto tre concerti lì, abbiamo poi suonato in un club che si chiama S.O.B. e in un altro che si chiama Jorge Pub, abbiamo fatto diverse performance a New York.
Pachanga - Ma che bello, io ho vissuto per un po’ a New York e suonavo il piano con il Conjunto de Yomo Toro, non so se li conosci…
Dorgeris - Ma dai, come no, il grassoccio della Fania, io conosco Yomo Toro grazie a Papi, così come tutta la musica della Fania…
Pachanga - Nel panorama della musica ballabile contemporanea quali artisti consiglieresti di ascoltare a chi si vuole avvicinare a questo genere, a parte Adalberto Alvarez?
Dorgeris - A me piace molto Issac Delgado, inoltre mi piacciono Los Van Van e Manolito Simonet.
Pachanga - E se andiamo indietro nella tradizione, sai che qui c’è gente che va cercando anche musica d’epoca?
Dorgeris - Beh, la musica è un patrimonio immenso, pensa a tutti i gruppi di Son che suonavano molto bene nella parte di Santiago di Cuba, non è possibile nominarli tutti, sono troppi… di tradizionale inizierei ad ascoltare musica di Arsenio e Chappottin. Io ascolto molto la musica di una volta. Mio padre ha una grande collezione di musica di questo genere perché gli piace e piace anche a me.
Pachanga - Per esempio anche Rumbavana con Joseito Gonzalez?
Dorgeris - Certamente!
Pachanga - Parlando dei pianisti cubani attuali, quali sono i tuoi preferiti?
Dorgeris - Parlando in generale, tra tutti i generi, Chucho Valdes è il mio preferito, però nel Son me ne piacciono anche altri, a parte Papo Lucca che non è cubano, per esempio mi piace Manolito Simonet.
Pachanga - Quali sono i brani che suoni con l’orchestra che più ti rappresentano? Tu non componi vero?
Dorgeris - No io non compongo, ho fatto qualcosa quando ero più giovane ma poi non ho scritto più nulla, è come se la musica mi fosse scappata via. Il numero che sento più mio è “Que tu quieres que te den”, questo è un inno, in realtà è un pezzo del ‘92, ma nel 2006 abbiamo fatto una nuova versione che mi piace molto, comunque mio padre fa tanti bei pezzi.
Pachanga - E tra i cantanti salseros quali sono i tuoi preferiti?
Dorgeris - Per me Gilberto Santa Rosa, Victor Manuel, poi mi piace molto Marc Anthony… uno favoloso è Oscar D’Leon, questi sono quelli che preferisco.
Pachanga - Ti piace ballare?
Dorgeris - A me? Certo mi piace tantissimo!
Pachanga - Per un musicista è importante suonare per un ballerino?
Dorgeris - Si deve suonare per i ballerini, soprattutto se uno suona in un’orchestra di musica ballabile… io suono per i ballerini ma anche per mio divertimento, comunque nel pubblico ci sono anche quelli che ascoltano e non ballano.
Pachanga - La rueda si balla ancora a Cuba?
Dorgeris - Come no! La rueda ora si è riscattata, così come el baile de casino, anche il pezzo di papà “Para bailar Casino” ha avuto successo e se ne è fatta una trasmissione televisiva.
Pachanga - Come vedi invece questo fenomeno dell’hip hop e del reggaeton che si diffonde tra i giovani, si perde il senso della clave?
Dorgeris - No, questa è una moda, è una musica commerciale che si è diffusa in tutto il mondo e come tutte le mode passerà.
Pachanga - La rumba invece ti piace?
Dorgeris - Certo mi piace molto.
Pachanga - Il tuo gruppo suona molto a Cuba, ma dimmi è diverso suonare a La Habana piuttosto che nelle altre città?
Dorgeris - No, è lo stesso, anche quando si va al centro del Paese ci sono sempre molte persone, le piazze sono piene e la gente è molto affettuosa, Santiago, Camagüey, Cienfuegos… ovunque andiamo la gente ama la nostra musica e diventano matti.
Pachanga - Quando tu ascolti musica in generale che cantanti ti piacciono?
Dorgeris - Mi piacciono molto le cantanti brasiliane.
Pachanga - Dobbiamo chiudere l’intervista perché ti stanno reclamando per iniziare il concerto qui alla Rumba, la sala è pienissima, grazie per tutto e buona fortuna.
Dorgeris - Grazie a te, per me è stato un piacere parlare con te.
Locos por la salsa ringrazia Dj Pachanga ed il sito www.descargacubana.com per aver gentilmente concesso la pubblicazione dell’intervista a Dorgeris Alvarez.
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