Intervista ad Andrea Massicci e Ruggero Gavillucci, in arte: DJ’s "Androger"
di Alessandro Luzzi
D. La prima domanda di rito, forse un po’ scontata ma inevitabile è: come nascono i Dj’s Androger?
A. Mi ricordo che a quel tempo frequentavo con Ruggero una scuola di Salsa cubana dalle nostre parti. A lezione ascoltavamo Van Van, Charanga e con quel tipo di musica abbiamo man mano acquisito un nostro gusto e una spiccata preferenza verso i musicisti cubani.
La sera andavamo tutti a ballare in un locale a Frosinone, ma la musica che ascoltavamo non ci piaceva, non riuscivamo a “sentirla”…
Poi un bel giorno, nel solito locale, rimasero senza DJ e chiesero se qualcuno se la sentiva di improvvisarsi in consolle e mandare avanti la serata, “ci veniamo noi”, dissi io e così siamo partiti. Ti ricordi Ruggero? Fu un successone…
R. Si che mi ricordo, che emozione ragazzi, cominciò tutto da quel giorno…
D. E il vostro nome d’arte? D’intuito penso che Androger sia il risultato della fusione dei vostri nomi: Andrea e Ruggero, è giusto?
R. Certo... anche il nostro nome d’arte nacque così, per caso, mi ricordo che al “Mojito” Alain Sosa ascoltando la nostra musica diceva: …vai Androger ! …vai Androger !
Ci piacque il suono di quella parola e da quel momento diventammo i Dj’s Androger.
D. Quindi il tutto è nato spontaneamente dalla passione per la musica, in particolar modo quella cubana…
R. Si, ora stiamo in consolle, proponiamo musica, però io mi sento più ballerino che DJ, quando sento la musica giusta, quella che mi piace non posso stare fermo, devo ballare…. è come se la musica e il ritmo mi trascinassero in pista.
D. E così molli tutto e te ne vai? Per fortuna che c’è Andrea che resta in consolle a mettere la musica…
A. Heeeeey non ci provate voi due !
Guarda che anche io durante le serate, ballo spesso. Diciamo che il vantaggio di essere in due è anche quello di poter lavorare più tranquilli e allo stesso tempo godersi la serata magari ballando un po’. Mi piace l’idea del DJ che partecipa alla festa insieme alla gente.
D. Insomma… siete “nati” DJ in due, avete frequentato la scuola di ballo insieme, lavorate insieme, avete gli stessi gusti musicali. Ma davvero siete sempre d’accordo su tutto? In fatto di Salsa, la pensate sempre allo stesso modo?
A. Ma veramente... (dice ridendo) Ruggero è più romanticone.
R. He he he, ecco lo sapevo…. ogni volta la stessa storia.
Ebbene si, mi piace la musica romantica, mi piace ballare con una donna e guardarla negli occhi, assaporando la musica e interpretandola senza fretta, che male c’è?
Che vi credete? La musica con un ritmo più lento non è necessariamente più facile da ballare, devi avere una padronanza del ritmo tale da poterne percepire tutte le variazioni, e poi……..
A. Ha ha ha (sempre ridendo) Ma dillo che così rimorchi…
R. (alzando lo sguardo) Lasciamo perdere, è una battaglia persa…
D. Lasciatemi dire che come Djs siete quanto meno “atipici” , ballate e vi divertite in pista, inoltre a sentirvi sembra che suoniate solo la musica che piace a voi.
R. Infatti è proprio così, credimi…. facciamo i DJ solo per passione e mettiamo esclusivamente la musica che ci piace. Forse per questo non lavoriamo tutti i giorni! Ja ja ja ja…..
A. Anche perché… abbiamo solo quei CD! (ride)
A. L’anno scorso Lazaro ci ha chiamato per lavorate alla Tropicàl, non ci conosceva nessuno, eppure siamo riusciti a trascinare e coinvolgere il pubblico per tutta la stagione, suonando quasi esclusivamente la musica che ci piaceva. Allora abbiamo capito che eravamo sulla strada giusta.
R. Ci piace l’idea di incuriosire il pubblico e, fra virgolette, educarlo all’ascolto della musica di qualità che viene da Cuba. Poi ogni tanto inseriamo in scaletta anche qualche brano un po’ più vecchiotto.
Proprio l’altro giorno ho suonato una canzone dei Van Van, “Que pasa con Ella” e c’era gente che si avvicinava alla consolle e diceva: “bello sto pezzo, ma che è una canzone del nuovo disco”?
Come vedi la gente apprezza sempre la buona musica e questo ci fa piacere, perciò largo ai pezzi “datati” ma anche ai “promo” che servono sicuramente a diffondere la cultura per questa musica.
D. Quindi diciamo che non vi piace, per così dire, adattarvi allo stile del locale che vi ospita oppure ai gusti musicali dei gestori, quando questi sono differenti dai vostri.
R. Esatto, la nostra è pura passione e non riusciremo mai a fare un lavoro che non ci piace, allo stesso tempo siamo convinti, invece, di fare un ottimo lavoro con la giusta autonomia e libertà.
Ci piacerebbe infatti che i gestori dei locali, non organizzassero solo le singole serate, ma facessero dei contratti “a stagione” in questo modo avremo più DJ residenti e sarebbe più facile per il pubblico scegliere il locale che più si adatta ai loro gusti.
Poi secondo me un DJ residente ha più possibilità di “educare” all’ascolto il proprio pubblico piuttosto che uno che suona nello stesso posto due volte al mese.
In più un DJ “ospite” non riesce ad affermarsi perché non ha il tempo di farsi conoscere ed apprezzare dalla gente... cambia continuamente locale, non fa “tendenza”.
D. A proposito di “tendenza” come vi spiegate che Roma sia, a detta di molti, la roccaforte della Timba in Italia e che comunque la musica latina si sia sviluppata in maniera così eterogenea fra nord e centro sud?
A. Maaaah…. guarda secondo me tutto dipende dagli insegnanti di Salsa, sono loro che devono educare gli allievi ad apprezzare la musica giusta. A Roma e al sud c’è una maggioranza di maestri cubani e questo contribuisce senz’altro alla diffusione della loro musica e delle loro radici culturali. Forse al nord la cultura cubana è meno diffusa a favore di quella legata al New York style e Los Angeles style, infatti ci sono insegnati specializzati in questi stili, come i Tropical Gem.
D. Vogliamo ricordare ai nostri lettori i vostri impegni attuali?
R. Claro que si! Dopo la scorsa stagione alla Tropicàl con Lazaro Martin Diaz, quest’anno cii trovate il sabato e la domenica al “Don Carlos” di Sperlonga e poi fra poco iniziamo il mercoledì a Venafro (IS) in un locale che si chiama “City Fashion”. Poi in giro per tutti i locali come DJs ospiti.
D. Per il futuro? Cosa vi piacerebbe fare?
A. Mi piacerebbe suonare ad una manifestazione importante che tratti di Salsa e cultura musicale nella capitale, magari come DJ resident.
R. Io invece vorrei aprire un locale tutto mio e diffondere la cultura per la musica che amo, e magari…. (sorridendo) far studiare chi viene a ballare.
D. E magari lo interroghi pure no?
R. Si! e se non “studia” non entra più!! Ha ha ha ha… E’ sempre l’eccesso che porta al successo!!!
D. Volete dire qualcosa ai vostri fans che leggeranno questa intervista su Locos por la salsa.com?
A. Si…! Continuate a ballare e continuate a divertirvi, questo è l’unico modo per apprezzare e vivere questa musica.
R. A tutti quelli che ci sostengono e fanno il tifo per noi diciamo grazie!!! Abbiamo bisogno di sentirci apprezzati da voi che condividete il nostro punto di vista e la nostra passione per la musica buona.
D. Grazie ai DJ’s Androger per la simpatia e il tempo che avete voluto dedicarci.
A. Grazie a Locos por la Salsa.com per averci concesso questo spazio.
R. Grazie a te.

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