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Intervista a Issac Delgado
di Roberta "Besito de Coco"
In questa intervista (registrata il 9 luglio al Festival Fiesta di Roma) il cantante cubano Issac Delgado ci racconta del suo nuovo corso musicale negli Stati Uniti, del premiato album En Primera Plana e del suo ultimo disco Asi Soy, uscito proprio in questi giorni. Insomma una piccola finestra sul suo stato d’animo attuale, sulla contentezza di ritrovarsi a Roma e di aver condiviso il palco con il grande Oscar D’Leon a Miami.
Che felicità sapere che il nostro Issac Delgado ritornava a presentarsi in concerto a Roma. Due anni di assenza erano veramente troppi! Il timore era che, una volta andato negli Stati Uniti, Issac avrebbe avuto difficoltà (anche perché era già successo con altri artisti) nel ritrovare la vecchia strada verso i nostri palcoscenici, che lo avevano applaudito ed apprezzato nei suoi primi anni di carriera come solista.
Issac Delgado arriva con il sorriso dolce di sempre, la sua affabilità e il suo charme. Viene accompagnato da un’orchestra i cui musicisti sono in parte cubani residenti a Miami e in parte cubani che vivono da anni a Madrid. Tra questi ultimi il talentuoso bassista, compositore e arrangiatore Alain Perez, che per anni ha lavorato al fianco di Issac.
Il concerto è bellissimo, le canzoni scivolano via una dopo l’altra (con alcuni classici di sempre come Necesito una amiga, No me mires a los ojos) scaldando il pubblico e i fan più accesi. Chi ama la salsa suave ed elegante ha avuto pane per i suoi denti in abbondanza!!!
“Era l’ora che volge il desio e ai naviganti intenerisce i cor….”, e io ero proprio intenerita all’incontrare Issac dopo tanta attesa. Finalmente ritornava a Roma il suo modo dolce di cantare, il suo stile unico di interpretare la musica cubana.
Issac Delgado è un artista sentimentale, io lo conosco da quindici anni e lui ti fa sentire parte della familia, ha sempre parole riconoscenti.
Tra veli colorati, atmosfera orientaleggiante (siamo infatti nel rincon arabo del Fiesta), ce la chiacchieriamo un poco (come sempre troppo poco) mentre il nostro webmaster “Frust”, infastidito da grilli impuniti e vocio festivaliero, filma la breve intervista.
“Mi sento proprio contento di trovarmi qui. Io l’ho vista nascere questa manifestazione. Era il 1996 la prima volta. Quando parlo con gli organizzatori gli ricordo che sono stato tra i primi granelli musicali di questo importante festival che difende la musica latina e quella cubana. Poi sono tornato quasi ogni estate, un grande onore per me. Adesso mancavo da due anni!”
“Effettivamente En Primera Plana è stato un disco fortunato: nominato al Grammy Latino (ben due volte), al Grammy americano, ai premi Billboard. Non è che io stia in fissa con i premi, però è evidente che ti danno prestigio nel settore. Un disco portato completamente a termine negli Stati Uniti. E poi è stato bello lavorare con molti musicisti come Cachao, Gonzalo Rubalcaba, Giovanni Hidalgo, Luisito Quintero, con mio figlio Issac Jr, Sergio George nella direzione musicale, e con Papacho alle congas. Un lavoro interessante!”
“Ti dirò anche che da circa tre settimane in Puerto Rico ho terminato un nuovo disco che uscirà probabilmente a fine settembre. Il titolo dovrebbe essere Asi soy, e la firma discografica è quella di Machete Music. E’ un ritorno al principio, con canzoni piuttosto morbide, ma il disco ha un’energia incredibile. In Puerto Rico abbiamo lavorato sulla base, sui fiati, con musicisti di alto livello.”
“Per gli arrangiamenti ho contato su José Lugo (direttore musicale di Gilberto Santarosa) e Sergio George, per cui il disco ha sonorità sia cubane che portoricane. Estoy feliz! Come invitato ho il reggaetonero Eddy K. Le canzoni sono quasi tutte inedite. Ho ripreso una bella canzone (Perdoname Todo) del cantautore Amaury Gutierrez, con cui ho già lavorato. Tra gli autori ci sono Jorge Luis Piloto, Alfredo Matheus, Sergio George e naturalmente io! Sono sicuro che piacerà, è un disco molto ballabile, nell’onda mia di sempre.”
“Sono sempre stato vicino alla salsa, tanto è vero che a Cuba sono stato battezzato “El Chevere dela Salsa”! La mia maniera attuale di fare musica non ha risentito di cambiamenti bruschi, è stato un cambio naturale. Nel nuovo album gli arrangiatori portoricani hanno messo del loro, ovviamente. Ho deciso di lavorare in Puerto Rico per la prima volta e devo dire che mi ci sono trovato davvero bene. Ho sentito un cariño especial!”
“E’ stato un concerto memorabile quello con Oscar D’Leon: una profezia che mi si è avverata! Oscar, per noi che facciamo questa musica, è un punto di riferimento, inoltre è un difensore della musica cubana. Noi cubani lo amiamo molto. Non avrei mai immaginato, quando l’ho visto in quel lontano concerto del 1983 a Cuba, che io un giorno sarei salito su un palco insieme a lui. A Miami, con Oscar, è stata un’apoteosi: più di cinquemila persone! Un concerto in due tempi; insieme abbiamo improvvisato, insomma sono successe molte cose quella sera. Opportunità che non avrei mai immaginato.”
“Ti dico come è andata che ho messo un changui nel mio ultimo disco. Sai il changui, con alcune derivazioni, è un ritmo di base, un qualcosa molto legato al guaguanco. Poi mi piaceva sperimentare e l’ho fatto rispettando molto quello che insegnano i cultori di questo genere, come ad esempio Elio Revè. Per fare qualcosa di diverso, ho voluto la collaborazione di Giovanni Hidalgo, che è un conoscitore di tutti i ritmi. Inoltre Dennys Savon, il conguero che ho con me da dodici anni, è guantanamero e non fa che ascoltare changui! Un giorno ci stavamo divertento a suonare insieme e lui mi fa: “Senti questo!!!” E subito decidiamo che quel changui, Come se toca, sebaila, sarebbe entrato nel disco. E’ stato qualcosa di naturale e fatto con il cuore.”
“Stasera in concerto presenterò canzoni di sempre e tre o quattro brani del disco En Primera Plana. Vedrai che questa notte sarà bien chevere! Qui a Roma mi sento a casa, ho amici da salutare, qui ricordo Tony Castillo e mi piace incontrare le persone che conosco da sempre, come Mario, il fotografo. Stasera si è emozionato lui, mi sono emozionato io.”
“Sì lo so, c’è gente che ha da ridire sul mio attuale percorso musicale, ha paura che io mi allontani da Cuba. Ma io posso dire che Issac è sempre lo stesso, al duecento per cento cubano, in qualsiasi posto si trovi! E’ come se continuassi a stare a La Habana! Il mio cuore, la mia anima stanno là!”
Condivido il suo stato d’animo. Mi piacerebbe continuare a parlare, chiedergli non so, ad esempio, dei suoi cinque figli, della sua amicizia con alcuni musicisti, ma non si può. Però gli regalo una foto molto bella di lui insieme a Israel Lopez “Cachao”, poco prima della sua scomparsa. E lui è sorpreso e felice insieme.
Mi tocca proprio lasciarlo andare perché urgono i preparativi del concerto. Pazienza!
Ma Issac Delgado non se ne va prima di aver inviato un saluto sencillo ai Locos: “ Yo soy uno mas de la gente que està loca, loca, por la salsa, vayaaa que chevere!!!”
Galleria fotografica del concerto
foto di Stefano Santini
(clicca sulla foto per ingrandirla)
Si ringraziano per la cortese collaborazione Marco e Nicoletta dello Staff di Fiesta
e l'amico Lofti dell'"Angolo Arabo" per la gentile ospitalità.