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Intervista con Roberton Hernandez

Intervista con “Roberton” de Los Van Van

di Roberta Besito de Coco

Roberto Hernandez, da tutti detto Roberton, dalla metà degli anni Novanta fa parte dell’orchestra più prestigiosa e amata di Cuba: Los Van Van.
E’ entrato nel mondo della musica come percussionista (è un vero rumbero!) e poi ha abbracciato l’arte del canto, diventando uno dei più carismatici cantanti di Cuba.
Esto te pone la cabeza mala, Permiso que llego Van van, Chapeando rappresentano alcune delle sue più famose e appassionate interpretazioni.
Roberton ha inoltre partecipato alla colonna sonora del film “El Benny”, collaborato con alcune delle band di mpb di maggior grido come quelle di Klimax, Elito Revé, Mamborama. Lo troviamo anche nell’album Rhythms del Mundo-Cuba, e la lista si potrebbe allungare. E' anche una persona di una semplicità disarmante, é dolce con gli amici e i suoi fan.
Incontro Roberton qualche giorno dopo il primo concerto de Los Van Van  a Roma.
E’ un day-off e tutti i musicisti giustamente hanno un ritmo rallentato. Mi dedica un po’ del suo tempo anche se ha un sonno che se lo porta via!
E’ stato in piedi fino all’alba per vedere la sua Cuba nel gioco della “pelota”!!!


(questo è un piccolo video per LocosporlaSalsa.com)

- Il nuovo album Arrasando

“Eccoci a Roma a presentare il nostro ultimo disco Arrasando.
Bueno… finora abbiamo montato solo qualche canzone per questa tournée e può essere che nel concerto qualcuno non abbia trovato quella che preferiva. Ma sai com’è, il disco è fresco, non ancora maturo per il mercato… e poi il nostro pubblico è molto variato: c’è chi ama le vecchie canzoni e chi vorrebbe tutto nuovo o quasi a ogni concerto!
E’ vero, Arrasando è uscito con un po’ di ritardo rispetto alle aspettative ma la grande quantità delle tournée ci ha preso tempo. E’ comunque un lavoro molto pensato, raffinato nei testi, negli arrangiamenti, nel modo di suonare. Io lo definirei una “obra maestra, un homenaje alla musica cubana vestita nei suoi abiti migliori, senza nessuna concessione alle tendenze che vengono da fuori. Forse una certa complessità può contrariare el bailador, ma lascia che si ascolti due o tre volte in macchina o a una festa e resta in testa, prende, vedrai.”

- Roberton in Arrasando

“In Arrasando interpreto quattro brani: Que no te de por eso che ho scritto io, Dame la luz di Samuel Formell, Olaya di Ruben Blades e El travesti del binomio Cucurucho - Jorge Diaz.
L’idea di mettere nel disco una canzone inedita di Ruben Blades tu sai già come è nata: eravamo stati invitati al Carnaval di Panama e ci siamo trovati sul palco con Ruben. A Juan Formell è piaciuta molto l’idea di Olaya (la storia di una bella sirena che…) e così, con un buon arrangiamento di Jorge Leliebre, è venuta fuori una canzone bella e suave, un po’ diversa al sentirla da altri brani nostri, con una tematica diversa.
Anche se ho scritto un brano non mi considero un compositore, ho molto rispetto per questa categoria. Sì, è vero, anche in passato ho composto delle canzoni. Per dirti, ho scritto anche per Pachito Alonso e ora sto preparando due pezzi per Elito Revé. Comunque spero che la gente lo accolga come un qualcosa di buono per ballare. E poi sono preso dalla mia professione di cantante (e pensare che ero sulla strada di diventare percussionista!). Juan Formell mi infonde molta energia. Far ballare la gente è quello che mi è sempre poi piaciuto. Essere cantante è qualcosa di duro e faticoso e io spero di non deludere il mio pubblico.
El Travesti è un tema piuttosto picaro (in linea con il modo di comporre di Cucurucho e di suo zio Jorge Diaz) ma non manca di rispetto a nessuno. Si canta di una realtà che esiste ovunque e noi trattiamo il tema in modo direi simpatico ma inoffensivo”.

- L’Italia: il Paese più vanvanero?

“Senza dubbio, al di fuori di Cuba, qui in Italia da Torino alla Sardegna, al sud, e in forma esponenziale a Roma, noi Van Van troviamo il maggior numero di vanvaneros.
E’ una cosa impressionante vedere la gente sotto il palco che conosce tutte le parole delle canzoni, sentire la nostra musica che esce a tutto volume dalle macchine!!!!
Poi ci sono i maestri di ballo che insegnano con le nostre hit, i djs che hanno tutto della nostra discografia, il tuo programma a Radio Mambo, pagine web che ci danno attenzione. Ringrazio davvero tutti e dovrei fare un lunghissimo elenco! Di riscontro, questa grande popolarità ci carica di doverosa responsabilità verso voi italiani”.

- Un concerto particolare

“Non lo dimenticherò mai nella vita quel concerto! Due anni facirca ero in tournèe in Europa. Per un problema serio di salute di mio figlio dovetti rientrare di gran fretta a Cuba. Nonimmagini quanti messaggi di affetto ho ricevuto! Poi, quando sono ritornato, durante il concerto a Roma, è successo un fatto che mi ha commosso tanto.
Mentre cantavo, la gente che sapeva del mio problema ha incominciato ad applaudire così tanto che abbiamo dovuto fermare il concerto e non nascondo che mi è uscita qualche lacrima. Constatare che la gente ti vuole bene, che ti è vicina, è veramente importantissimo per un artista. Devo dire grazie a Roma, grazie all’Italia! Mi resterà nel cuore.
Mio figlio adesso sta bene, ha 17 anni e vuole diventare medico patologo o informatico. Siamo piuttosto diversi: alla sua età io (e sorride mentre lo dice) amavo andare alle rumbe e alle feste, a lui invece piace studiare. E’un ragazzo molto intelligente.
Di questi tempi sto impazzendo per la mia piccola Cristinita di appena un anno (e mi mostra una sua foto tutto compiaciuto!)".

- Se non fossi Roberton, chi ti piacerebbe essere?

“Sicuramente Pedrito Calvo!!!  Quest’uomo ha influenzato la mia vita in un modo incredibile, mi ha insegnato molto con il suo fascino, il suo talento, la sua umanità e il suo modo di interpretare la musica cubana. Stando sempre in cima alle preferenze del pubblico, ha affascinato generazioni! Affascinava pure me quando da ragazzo andavo a sentire Van Van, e mai avrei immaginato di diventare parte dell’orchestra!
Pedrito Calvo lo considero un astro, una persona da ammirare. Non è più giovane, eppure continua ad essere molto attivo, cura con molto esercizio fisico la propria presenza, scrive e canta canzoni che diventano hit. Insomma è davvero impressionante, una cosa grande”!

Ci salutiamo con un cafecito e una sua dedica sul disco. E mi commenta una delle foto che si trovano nel libretto di Arrasando: “C’erano trecentomila persone a quel concerto a Santiago de Cuba ...da paura!!!”
E si potrebbe andare avanti per ore a chiacchierare su Los Van Van! Quanta storia!

Mi mayor respeto

 


 

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