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Intervista al Maestro Alberto Valdes

Intervista al Maestro Alberto Valdes (25 marzo 2007)


a cura di Patrizia Fabiani e Michela Mari
Foto di Monica Ranucci

 

D - Sei arrivato in Italia da diversi anni, esattamente da quanti? Qual è stato il tuo percorso da quando sei in Italia?

Alberto Valdes e Patrizia FabianiR -  Sono in Italia dal 1991. Sono venuto con il gruppo di ballo “Tropicana de Cuba”, del Maestro Santiago Alfonzo, con la produzione di Angelo e Mimmo Picarreta.
Siamo stati in tournè in Italia per molto tempo in tutti i teatri d’Italia, e durante questa tournè hanno contattato me ed un’altra signorina, che si chiama Vicky e da lì abbiamo iniziato a lavorare in coppia, all’interno di varie scuole, associazioni, discoteche, ecc. ecc.

D - Da lì hai creato il tuo progetto “Cuba baila”?

R - No, il Cuba Baila, come idea, nasce molto dopo, perché inizio a lavorare da solo, ad insegnare da solo, ecc. ecc..
Mi sono girato tutta l’Italia, e ad un certo punto, nel 2001, ho deciso di creare la scuola e metterle il nome dell’evento che organizzavo io, l’evento che faccio io a Cuba, il famoso Cuba Baila, quello che oggi chiamiamo “Cubabaila Vacanze mare e cultura”.
Ogni anno andiamo, verso la fine di Aprile, inzio Maggio, oppure fine Luglio, inizio Agosto, e facciamo una settimana a Cuba di Stage, e andiamo a ballare ogni sera in una discoteca diversa e dove c’è anche la musica dal vivo.

D - E poi hai fondato anche il tuo attuale gruppo, la Clave Negra, giusto?

R - Si, ho creato " Clave Negra", un gruppo 100% cubano, è nato nel 2000-2001, formato da tutti componenti Cubani. Quello con cui ho iniziato è stato Danis La Clave. Poi il primo a creare “la situazione” è stato Tomasito Santa Maria, poi è entrato Eloy Leyva Padilla, poi ancora El Chino (n.d.r. Gabriel Delgado), Emir Garcia, e per ultimo abbiamo un ragazzo nuovo, Ruly.

Alberto Valdes e Patrizia FabianiD - Ci dici qualcosa di Tomasito, che noi qui già conosciamo piuttosto bene?

R - E’ un loco !! (risponde ridendo). Quest’uomo è un grande maestro, un grande professionista, un grande bailarin, bailador, e amico, fondamentalmente Habanero.

D - Tra breve ci sarà la quinta edizione di Firenze Baila, ce ne parli?

R - Questa manifestazione è nata dal fatto che io andavo per due volte l’anno in questa scuola, la Max Ballet, e da lì.. ho creato questo evento, appunto il “Firenze Baila”.

D - Parteciperai alle prossime edizioni del Salsaweek?Se si, quando?

R - Se mi inviteranno, certamente !! E’ uno degli Stage più belli, e ben organizzati a livello italiano ed ho il massimo rispetto per uno degli organizzatori, Luca.
E’ un evento che mi diverte tantissimo, un bellissimo evento. Saluto, con l’occasione, tutto lo Staff .

D - La tua esperienza, qui al Salsa World Festival… le tue impressioni..

R - Non venire al Salsa World Festival è una cosa “brutta” (dice sorridendo), perché è un evento in cui ci troviamo tutti insieme (viene interrotto da altri suoi amici, che lo portano via per qualche minuto).
Il Salsa World Festival è uno degli eventi più belli che esistano in Italia, un punto d’incontro di tanti artisti di tutto il mondo, in cui si respira pace, armonia, felicità, allegria, e chi partecipa impara molto, indipendentemente da quella che è la metodologia, abbiamo tantissimi maestri che insegnano bene, gli spettacoli sono molto vari. Un piccolo appunto: se gli spettacoli fossero più brevi, sarebbe meglio.
Rispetto allo scorso anno, che sono stati lunghissimi, già quest’anno è andato molto meglio. Abbiamo finito all’una. Se però domani continueremo a stringere un pochino, sarebbe ancora meglio è giusto dare spazio a tutti, è normale che ognuno voglia il suo spazio, però sappiamo benissimo che una super produzione, uno spettacolo, più di un’ora e mezza, massimo due ore, non può durare, perché il pubblico, entra in crisi, si stanca.

Alberto Valdes e Patrizia FabianiD - Secondo te ci sono differenze tra il ballo in Italia e all’estero (come per esempio a Cuba o in altri paesi)?

R - Si si si, oggi sappiamo che tutto questo è nato a Cuba e che poi si è sviluppato nel resto del mondo.
Diciamo che non c’è uno stile italiano, ma c’è sicuramente una buona scuola italiana.
Questo significa che l’Italia ha saputo prendere benissimo questa onda, che gli italiani studiano tantissimo, perché la gente vuole sempre ballare e sempre meglio, e la cosa più bella è che vanno sempre di più alla ricerca delle nostre radici, a Cuba, all’Afro, al “baile popular”, e questo credo sia importantissimo.

D – Per concludere, due parole sul grande maestro Tony Castillo:

R - Il nostro caro Tony sapete che lo terremo sempre in memoria, e diremo sempre grazie a Tony, perché lui ci ha dato tanto, in tutta Italia, non solo a Roma.
E oggi sta crescendo una generazione nuova a cui dovremmo far capire che c’è stato un Tony Castillo.

D –Lo ringraziamo per la disponibilità e la simpatia che trasmette, lo salutiamo mentre scappa sorridendo sul suo pullman accerchiato da amici e fans …

Alberto Valdes

 


 

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