Un grande caleidoscopio musicale chiamato "Bahia"
di Enzo Conte
"Benvenuti a Bahia, nella terra della felicità e dell'allegria" !!!
...così i baiani danno il benvenuto agli ospiti stranieri.
Per noi italiani il Brasile è il paese dell'eterno carnevale, è la terra promessa, l'isola di UTOPIA in cui custodiamo tutti i nostri sogni.
In fondo perché amiamo così tanto il Brasile?
Perché coloro che ci vanno prima o poi ci ritornano? Semplice, perché al di là di ogni stereotipo, il Brasile è un luogo che ci dà la possibilità di spogliarci metaforicamente dei nostri castranti abiti di cittadini del primo mondo.
Ci offre la possibilità di riscoprire non solo il fanciullino che è in noi, ma anche far rivivere il nostro spirito avventuriero e, perché no, anche la nostra parte più spontanea, più vera, più sanguigna, più popolare...
Sicuramente, al di là delle bellezze naturali, una delle cose più affascinanti del Brasile è la ricchezza del suo universo musicale. Il Brasile infatti non è solo samba, al contrario possiede un caleidoscopio musicale, in grado di esaltare la grande apertura mentale di questo popolo. I brasiliani, musicalmente parlando, si possono considerare (a differenza di noi italiani che tendiamo ad essere più monotematici e settari) dei veri e propri onnivori.
Gli piace ascoltare di tutto, amano spaziare fra più generi musicali. Generi che se da una parte esaltano l'anima romantica e sentimentale di questo popolo (basti pensare all'amatissimo Roberto Carlos), dall'altra mettono in luce la loro tipica passione per il ritmo, figlia sicuramente dell'eredità africana.
Bahia è senza dubbio lo stato del Brasile più ricco dal punto di vista musicale. Oltre a vantarsi di avere dato i natali al samba, da questa bellissima terra vengono alcuni degli artisti brasiliani più importanti.
Basterebbe citare il grande compositore Dorival Caymmi (insieme ai suoi figli Dori, Danilo e Nana); Joao Gilberto (papà, insieme al carioca Tom Jobim della bossanova); i tropicalisti: Caetano Veloso, Gilberto Gil, Gal Costa e Maria Bethania; insieme alle nuove stelle della musica axè come: Daniela Mercury, Ivete Sangalo, Claudia Leite e Carlinhos Brown.
Salvador, la città più africana del Brasile, è anche la capitale della capoeira (divisa in capoeira d'Angola e capoeira regional) e del candomblè (il corrispondente della santeria cubana).
Da lì vengono i coloratissimi blocchi afro di samba reggae come: Olodum, Ilè ayè, Filho de Gandhi, Timbalada, Didà (gruppo formato da sole donne), i gruppi di axè come Chiclete com Banana, Babado Novo, Ara Ketu e quelli di pagode come Parangolé, Psirico e Harmonia do Samba.
A Salvador esiste anche un piccolo circuito salsero e persino alcuni gruppi musicali come Tropikola, Azucar e Salsalitro. Molto amato è anche il reggae, al punto che al Pelourinho esiste persino una piazza dedicata interamente a questo genere musicale.
Negli anni '90, Porto Seguro, una piccola località turistica dello stato di Bahia, era diventato l'epicentro della lambada. C'era un locale sulla spiaggia che si chiamava "Boca Da Barra" dove le bellezze del posto durante la giornata insegnavano ai turisti i rudimenti della lambada mentre al calar della notte si sfrenavano in roventi corpo a corpo.
Ricordo ancora oggi lo stupore da me provato davanti alle evoluzioni di quelle coppie che, senza alcun pudore, esprimevano attraverso il ballo non solo la loro sensualità ma anche il loro incredibile virtuosismo. Un altro locale che è rimasto nel mio cuore è il "Sabor da Terra" che si trovava a Salvador de Bahia.. Un vero e proprio delirio di passione ed erotismo.
Credo che sia stato proprio quel viaggio a far scattare in me il desiderio incontenibile di sperimentarmi nella danza...
Purtroppo quella della lambada è stata in Brasile come nel resto del mondo solo una moda passeggera, che ha lasciato l'amaro in bocca a tutti quelli che si illudevano di aver trovato in questo ritmo tropicale la chiave che avrebbe spinto il pubblico italiano a riscoprire il piacere del ballo di coppia.
Per fortuna sono poi arrivati la salsa ed il merengue, ma chissà la storia sarebbe potuta andare diversamente se i brasiliani fossero stati meno incostanti e più lungimiranti.
In questo contesto è interessante leggere quanto scrive l'insegnante brasiliana, Evie Souto, a proposito del fenomeno che ha portato alla nascita del "Lamba-zouk":
“Esiste oggi una forma ben brasiliana di ballare di coppia. Una forma sensuale, fluida, piena di giri e di abbracci che avviene al suono di diverse sonorità che si denominano genericamente zouk. Qui si dice che lo zouk è un parente della lambada e questa è una storia interessante da conoscere. Si racconta che nella decade degli anni '80 la lambada sorse nella regione nord del Brasile.
Come musica fu il frutto di una mistura di sonorità nordestine e caraibiche. Come danza sembra che derivi dai "Carimbò", che erano manifestazioni popolari del nord-est che si tenevano negli anni della colonia. Nell'arrivare nella regione nordestina, ricevette l'influenza del forrò e sulla sabbia delle spiagge di Porto Seguro conquistò nativi e turisti sia brasiliani che stranieri.
Nel 1987 diventò un fenomeno mondiale con la nascita del gruppo Kaoma. Però già nel 1992 la sua produzione musicale entrò in estinzione, con un funerale simbolico decretato a Rio de Janeiro dai dee jay dell'epoca. Nel frattempo i "lambadeiros" sfidarono queste previsioni funebri e cercarono altre sonorità per continuare a danzare.
Lo zouk fu lo stile musicale che meglio si prestò per ballare lambada. "Zouk" significa "festa" ed è un movimento musicale di origine africana che nasce però nelle isole franco antillane e che ha una forma di ballare ben differente da quella brasiliana.
Ma alla fine qual'è il nome corretto: zouk, lambada o lamba-zouk? Come direbbe Shakespeare: "Che cos'è un semplice nome? Quella che chiamano rosa, con un altro nome non avrebbe lo stesso profumo?"
Pertanto più che il nome è importante che si continui a mantenere viva questa manifestazione popolare della cultura brasiliana..."
Uno dei balli più amati dal popolo baiano è il forrò. E' una musica che ha una forte connotazione contadina e che grazie all'allegria del suo ritmo e alla facilità di esecuzione è diventata popolare in tutto il Brasile. Esistono diversi tipi di forrò: Il forrò tradizionale detto anche "pè de serra" (quello preferito dai vecchietti), il forrò universitario (quello preferito dalla gioventù) e il forrò stilizzato (che potremmo definire più da show).
Si balla dappertutto ma soprattutto nelle feste di piazza, in particolare nel mese di giugno durante le celebrazioni per la festa di San Giovanni. In occasioni come questa in città come Caruarù e Campina Grande si tengono dei grandi festival all'aperto dedicati al forrò.
Durante uno dei miei viaggi mi è capitato di fare sosta anche ad Aracajù nel vicino stato di Sergipe. In quella occasione mi ha particolarmente commosso vedere autobus pieni di vecchietti, provenienti dai paesi dell'interno, ansiosi di ballare al suono delle migliori orchestre locali. Un gruppo di essi indossava una maglietta dove sopra c'era scritto: "Nao tem edade pra viver" che vuol dire praticamente "Non c'è età per vivere!"
A Salvador il forrò si balla in particolare in locali come "Coliseum", "Emporium", "Alphorria" o nei localini popolari di Itapuà come "Lingua de Prata" e "Jangada" dove furoreggiano anche l'aroxa (che è un ballo simile alla bachata dominicana) e la vecchia lambada.
L'atmosfera che si respira in questi locali (considerati di dubbia fama in quanto frequentati anche dagli abitanti delle favelas) è chiaramente molto diversa rispetto a quella dei locali della ricca borghesia brasiliana (che è invece più simile alla nostra). Se non si ha la puzza sotto il naso, sono però altamente consigliabili, in quanto sono quelli umanamente più interessanti....
Quello che, in ogni caso, maggiormente colpisce dei brasiliani è l'interesse che provano per il ballo in generale.
A loro, infatti, non interessa eccellere in qualcosa, quanto saper ballare un po' di tutto...
In Brasile, in realtà, "l'andare a ballare in un locale" è "un lusso" che molte persone non possono permettersi...ma questo fatto ci spiega da solo perché per loro ogni situazione è buona "per divertirsi", nella misura in cui già "l'essere lì è un divertimento o una fortuna"...
Non c'è tempo per le cose negative. Non c'è tempo per occuparsi degli altri o criticare quello che fanno.
C'è solo la voglia di cercare nel ballo e nella musica un momento di gioia che faccia dimenticare le privazioni quotidiane, le rate da pagare, l'affitto che non aspetta... e, perché no, anche l'occasione giusta per innamorarsi, innamorando...
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