Locos por la Salsa -  Salsa, Timba e non solo...  La musica e la cultura latina, recensioni, interviste e biografie - Le classifiche dei Dj - Le date dei concerti e degli eventi musicali e culturali.    
Homepage Forum Archivio Interviste Classifica Info eventi Contatti
Articolo: La scomparsa di Tata Güines, maestro dei maestri della percussione cubana

La scomparsa di Tata Güines, maestro dei maestri della percussione cubana

 

di Roberta "Besito de Coco"

 

Los tambores lloran porque Tata murio” (I tamburi piangono perché è morto Tata) : così titolava un articolo del quotidiano cubano Granma ( del 5/02/08) a proposito della scomparsa del “rey de las tumbadoras” Tata Güines.

Una grande perdita per la cultura cubana. Cuba piange un musicista straordinario, un personaggio carismatico che “si rivelava bambino nella tenerezza e uomo nei principi”.
Tata, come tutti lo chiamavano, è morto a La Habana all’età di 77 anni. Aveva suonato fino a qualche settimana fa, quando poi è stato ricoverato in ospedale.

La notizia della sua morte ha fatto il giro del mondo, sì perché anche al di fuori della sua amatissima Cuba era molto famoso. Molte le sue tournée all’estero e grande era il suo interesse per ogni genere di ritmo, da qualsiasi parte del pianeta provenisse.

“Nessuno come lui con quelle mani così callose, le unghie affilate, la fiamma del sangue del ritmo e un sesto senso per giocare pienamente con i tempi della musica”.

Pedro De La Hoz, l’autore dell’articolo sul Granma, scrive che il musicista si era inventato da sé il proprio personaggio: “le frasi ad effetto, l’inseparabile copricapo (boina bolchevique), le camicie africane, l’espressione fifty-fifty a mo’ di saluto, e la risata che saliva fino a quei suoi strani occhi opachi, simili a los cauries di un antico elegguà”.
Qualche anno fa sul mio libro Corazon (edizioni  Minimum Fax), sotto il titolo “La crema della rumba” lo raccontavo come un rumbero primordiale e solenne, un percussionista virtuoso, una vera istituzione.

“Nato nel pueblo rumbero di Güines nel 1930, Federico Aristides Soto fu ribattezzato “El Tata” dalla sorella di Arsenio Rodriguez, che amava seguire le performance del giovane Federico alle percussioni, presso la famosa emittente Mil Diez.

Un carnevale degli anni Quaranta lo vide percorrere con la conga in braccio il Malecon  de La Habana insieme a Chano Pozo che dirigeva una comparsa, quella famosa de Los Dandys de Belen.

Negli anni cinquanta Tata lavora con Chico O’Farrill, con Israel Lopez “Cachao” e Guillermo Barreto. Arriva a New York, dove gli danno l’appellativo di “Manos de Oro” e suona nello storico Palladium.

Manos de Oro, gran virtuoso e signore delle congas, non ha mai voluto lasciare la sua Cuba, dove ha sviluppato una tecnica personale che, come lui dice, si porterà nell’aldilà. I suoi segreti non li vuole dire e sorride: “Però ci sono le mie registrazioni…!”.
Dalla rumba al danzon, al son, al jazz  il percorso di Tata Güines è davvero significativo.

Ricordo un pomeriggio piovoso all’Avana, nel barrio di Jesus Maria, nella sua piccola casa. La porta sempre aperta come usa a Cuba e la musica che esce e rallegra il vicinato. Passiamo il pomeriggio insieme ad amici comuni (il percussionista Roberto Evangelisti e la mia amica Ivana) e ai suoi nipotini.

La colonna sonora sono eleganti danzones e Tata mi spiega con chi suonava, che anni erano, mi chiede se ho i suoi dischi. Il tutto in francese, perché mi vuole considerare francese e questo mi diverte moltissimo. Certo che ho i suoi dischi. Il più rumbero è Aniversario, ma non si può perdere il ritmo incendiario che esce da album più sfaccettati come Pasaporte, Cuba Linda, Reencarnacion, Reflejos Ancestrales e Chamalongo, frutto di collaborazioni con altri grandi musicisti cubani”.

Dopo Chano Pozo è stato il conguero e il rumbero che più ha incursionato nel mondo del jazz.  Negli ultimi anni collaborava con il virtuoso pianista Ernan Lopez-Nussa e, allo stesso tempo, metteva quel suo suono particolare delle tumbadoras in bellissimi e premiati dischi come Lagrimas Negras ( con Diego El Cigala e Bebo Valdés), La Rumba Soy Yo , Cuban Odyssey ( questi tre album hanno vinto un premio Grammy), Tambor En El Alma (con Jovines Clasicos Del Son), Cuba Le Canta A Serrat (in Toca Madera con Vania).

E, ancora, spesso veniva in Europa per dei bellissimi concerti con il pianista cubano Alfredo Rodriguez (del gruppo facevano anche parte i nostri Roberto “MameyEvangelisti e Paulo La Rosa), con il flautista Orlando Valle “Maraca” e il percussionista Miguel Angà Diaz, con il progetto Cuban Grammy (2006) diretto da Manolito Simonet.

Ma non è tutto qua, si potrebbe andare avanti all’infinito a citare le sue collaborazioni con i più famosi musicisti cubani (ad esempio con il pianista Frank Emilio), i concerti ( come quello con Herbie Hancock e i Munequitos de Matanzas), a elencare i premi ricevuti, a scrivere del suo modo particolare di suonare la conga con le unghie!

Certo è che uno dei premi che lo hanno reso più felice (anche se si diceva molto sorpreso) è stato il Premio Nacional de la Musica nel 2006. Una dovuta onorificenza a un percussionista che, come dice Chucho Valdés, “ è il simbolo più grande della percussione di questi ultimi tempi. Maestro della descarga (jam session) moderna, un uomo con una espressività creola al cento per cento. Un maestro universale.”

E, appunto, il pianista Chucho Valdés, presidente del Jazz Plaza Festival che si svolge nella capitale cubana dal 14 al 17 febbraio, ha annunciato che, nel corso di questo importante avvenimento musicale, sarà reso omaggio al maestro dei maestri  Tata Güines con un toque de tambor

L’appuntamento è venerdì 15 febbraio a mezzanotte davanti al Teatro-Auditorium Amadeo Roldan .
Sono sicura che saremo in tanti.
Ci mancherai Tata.

 

 




 

Copyright © LocosporlaSalsa.com - Tutti i diritti riservati