Storia di uno stesso ballo:
Salsa o Casino
di Maria Argelia Vizcaìno
Capitolo quinto (9 di 9)
Tradotto da Michela Mari.
In questa parte conclusiva mi piacerebbe chiarire alcuni concetti con i quali non concordo e che si sono diffusi sulla forma di ballare Casino o Salsa.
È un peccato che sulla pagina www.geocities.com/estefania_campos/rueda.html a seguito si un’attenta spiegazione ci si perda prima di entrare nei dettagli, cadendo in un piccolo errore: “La Rueda de Casino è un tipo di Salsa piuttosto recente e molto divertente”. Abbiamo infatti visto che non è così.
Da Panamá nel forum Mundo Latino su Yahoo Gabino ha scritto a febbraio 2002, firmandosi El mensajero de la Salsa: “Per ballare Salsa, bisogna avere un po’ di dimestichezza con la Clave, così mi ha detto il mio amico Pete El Conde Rodríguez. In realtà ci sono molti ballerini che non ballano in Clave, ma lo ballano molto bene, sanno quando fermarsi in coppia e quando far fare i giri”.
Un'altra cosa che non comprendo l’ho letta su www.aguadeluna.com: “Il ballo Casino è nato in strada tra persone che non erano capaci di sentire il tempo, ovvero di marcare il passo sulla Clave cubana, sulla tumbadora o sul basso”. Penso che questa idea possa essere nata vedendo ballare a New York lo stile di Salsa in linea ballata con musica eseguita da una Jazz Band o un’invenzione artistica eseguita da un’orchestra tipica, o quando il ballerino non sa marcare il passo o balla lo stile ballroom. Questa forma di ballo infatti, si vide a Cuba dopo il 1980 (mai prima), quando lo stile Casino era ormai in decadenza per essere rimpiazzato dallo stile Timba.
La professoressa e coreografa cilena Jacira Castro ha affermato su www.salsapower.com/editorials/casino_es.htm: “Purtroppo devo ammettere che la Rueda non è più così popolare a Cuba come prima. La Timba è il grande delirio di oggi con il suo despelote. Tuttavia la Rueda ha acquistato una vita propria in giro per il mondo. La professoressa Jacira, sa bene ciò che dice, anche se cade in un piccolo errore storico, che qualcuno le deve aver raccontato male, poiché lei non è né cubana, né storica, ma una brava ballerina di Casino interessata a far conoscere il ballo. Già questo mi era stato detto dal musicista cubano residente in California Pedro Albuerne, che mi chiedeva se ballando io seguissi un sistema guida (come ad esempio contare le battute della musica), o se invece seguissi qualche strumento in particolare.
È difficile spiegare ad un esperto di musica ciò che fa un ballerino in un determinato istante, per lo più il ballerino chiude gli occhi per ascoltare meglio, nel mio caso come donna aspetto il messaggio che mi manda il mio compagno con un tocco della mano o del braccio, che si deve muovere solo per eseguire le sofisticate figure. Penso che la maggior parte dei bravi ballerini di Salsa o Casino che conosco non sappiano esattamente cosa usino come guida, se la Clave, il basso, la tumbadora, magari a volte ballano sul ritmo e altre sulla melodia. Il ballerino va a ballare senza visualizzare l’orchestra. Il vero ballerino è guidato dall’anima, come mi scrisse una volta la famosa cantante salsera di Los Angeles Candy Sosa: “Richiede una certa preparazione fisica, spirituale e psicologica”. Al ballerino che dipende da ogni singola nota resta impossibile farsi trasportare e sentire le vibrazioni che la musica trasmette per muovere bene lo scheletro.
Ballando correttamente Salsa o Casino, ci si rende conto che è lo stesso ballo con nomi diversi. La musica per ballare può essere Son come nel 1920 o una musica che ne contenga le basi, ma il ballo è diverso, per differenziarlo nel 1960 divenne famoso come Casino. Il Son che si ballò fino a questa data non aveva tutti questi giri e queste figure. Nell’estate 2003 ho conosciuto una signora di più di 60 anni che ballava in modo ammirevole Salsa (senza tanti giri) nel Centro Cultural Latinoamericano de West Palm Beach. Quando le ho chiesto dove avesse imparato a ballare così, mi disse orgogliosa che nel suo Paese, Cali in Columbia, alla fine degli anni ’50 iniziò giovane a partecipare a balli con la Sonora Matancera, ciò che chiamano Son o Guaracha.
In seguito nello stesso posto vidi una coppia portoricana formata da Edith Rodríguez e Frank Pérez ballare perfettamente lo stesso stile che io ho imparato nel mio Paese, facendo anche passi difficili da realizzare, lasciando le figure solo per il montuno o per le parti più veloci. Frank mi disse che imparò a ballare da quando era piccolo negli anni ’60 con la sua famiglia ad Aguadilla (Porto Rico) con la musica cubana.
Se durante quegli anni, tanto in Colombia, come a Porto Rico e nel nostro Paese, quello che oggi balliamo come Salsa era musica cubana, così la Salsa come ballo è uguale al Casino ed è distinta dalla Guaracha e dal Son, i quali non prevedono né giri né Ruedas.
Ringrazio tutte le persone che mi hanno dedicato tempo per poter scrivere queste informazioni; sono talmente tante che mi resta impossibile menzionarle tutte. A quelli che sono d’accordo con me chiedo di non discutere con nessuno che è convinto di altro, ricordando le parole del colombiano Rafael Bassi Labarrera (tra i più informati e meno fanatici salsologi latinoamericani che abbia conosciuto) che sul forum Jazz al Sur di Yahoo a gennaio 2002 disse: “No cojan lucha que ya son muchos años con la cantaleta, y la moda salsera, con todo tipo de moditas sigue vivita y BAILANDO”.
Tuttavia non mi spiego perché non lasciare che la Salsa sia Son cubano quando è interpretata da boricuas, quando un Merengue ballato da un portoricano continua ad essere quisqueyano e una Cumbia ballata da uno di New York continua a chiamarsi Cumbia. Riconosco tutto il lavoro fatto dai fratelli degli altri Paesi, specialmente nella Isla del Encanto, non soltanto per la diffusione dei nostri ritmi, ma anche per la forte partecipazione nell’influenza dello stile musicale, che come ha scritto il professor Valois “quienes a partir de formas y patrones musicales cubanos dieron luz a una obra original y no pueden verse acusados de ser simples imitadores o copiadores”.
Ai noi cubani è tuttavia dispiaciuta la costante omissione dei nostri valori senza giustificazione. Alla fine lo stile Casino si è affermato malgrado i principali storici salseros lo abbiamo tralasciato nelle loro opere.
Termino con la formidabile filosofia di Rafa Bassi, affinché possa concludere questo lungo racconto ancora incompleto, con un sorriso. Lo stesso che mi viene quando finisco di ballare con un bravo ballerino Salsa o Casino: “Il ballo è come l’amore, meglio farlo che parlarne”. Che sia Salsa o Casino è lo stesso perché comunque si fa in coppia.
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