Storia di uno stesso ballo:
Salsa o Casino
di Maria Argelia Vizcaìno
Capitolo quinto (8 di 9)
Tradotto da Michela Mari.
Verso gli inizi degli anni ’70 vengono introdotti strumenti elettronici nelle orchestre tipiche cubane. Vengono amplificati chitarre, bassi, violini, batteria come nelle bande jazz.
I ballerini di Casino iniziano a ballare con maggiore organizzazione, formando coppie fisse e ballando più in coppia, facendo figure insieme e separandosi sempre meno, perché la musica non si prestava alle tipiche acrobazie esibizioniste maschili derivanti dalla Rumba (inoltre i nuovi ballerini non erano poi così in grado di farle!).
Si smise anche di flettere le ginocchia come nel Son Montuno alla “Beny Moré”. Questi nuovi ballerini furono chiamati “Casineros del 70” e furono considerati dei pionieri del ballo a La Habana. La loro modalità di ballare è arrivata fino ai giorni nostri e questo stile si è esportato in tutto il mondo con il nome Salsa.
La Rueda de Casino fu un fenomeno locale di Marianao e dintorni, che divenne popolare nel resto dell’isola dopo il 1978, come abbiamo già detto, grazie al programma televisivo “Para Bailar” che spingeva i giovani ad apprendere i balli nazionali.
Precedentemente, nelle altre parti del paese si ballava la Guaracha e il Son, come si faceva tradizionalmente anche a La Habana prima del 1955, senza le figure dello stile Casino.
Nell’anno 1980 approda negli USA una massiccia emigrazione di cubani (125.000). Lì non c’erano tanti ballerini di Salsa che ballavano le Ruedas de Casino, così i nuovi arrivati iniziarono a premere per ascoltare una musica come quella che si suonava sull’Isola, con meno Guaracha, quasi nessuna fusione di Jazz ed esperimenti caribeños con Samba, Joropos e Plenas, per poter ballare Casino e Ruedas.
Quest’ultima era praticamente sconosciuta ed è per questo motivo che in quel periodo il Gran Combo de Puerto Rico ottiene un grande successo con la vecchia canzone Brujería, composta alla fine degli anni ’50 dal cubano Güiro Borrego. Questo fece da incentivo per gli altri compositori e arrangiatori a lavorare con questa base musicale, che aiuta i ballerini nel Casino, che non può essere ballato allo stesso modo con gli arrangiamenti del Jazz, del Mambo, del Bungalú, della Bomba e della Plena.
Questo significò il ritorno del Son cubano a New York, senza le contaminazioni degli altri ritmi che lo avevano modificato. Una volta ancora sono i ballerini cubani, ormai lontani dal loro paese, che obbligano i musicisti ad adeguarsi per soddisfare le esigenze del ballo, come ha detto il mio amico Pereda.
Stranamente, mentre nel mondo diventava famoso lo stile di ballo Casino, a Cuba si andava perdendo.
Come ha dichiarato all’inizio del 2004 Generoso Jiménez, il celebre trombonista e arrangiatore dell’orchestra di Beny Moré in un’intervista realizzata per il programma “A las siete con Fernando Hidalgo” che va in onda sul canale 41 di Miami, le orchestre nazionali, salvo qualche eccezione, andavano perdendo la loro qualità di accoppiamento interpretativo, perché tutti i musicisti volevano sopraffare gli altri producendo un suono infernale che serviva per ballare Timba, uno stile che personalmente vedo come una contorsione pelvica che simula l’atto sessuale, totalmente lontano dall’eleganza e l’abilità dei piedi, tipica dello stile Casino.
Anche a new York i ballerini fusero lo stile con il “ballroom” e presero a muoversi acrobaticamente senza marcare il tempo della musica, credendo che Salsa fosse semplicemente fare costantemente giri, in modo molto diverso dai pionieri salseri che ballavano correttamente come Lesvia e Marlene.
Una prova che il ballo Casino si allontanò dal nostro paese per quasi 20 anni la riscontriamo nell’ottobre 2001 quando a Buenos Aires si celebrò il “Primer Encuentro de Casino Estilo Miami”, infatti furono gli esiliati cubani che ne diedero diffusione e non il popolo che risiede nell’Isola.
Ancora più lontano, a Sabadell (Barcellona), ebbe luogo il 2 giugno 2001 il primo tentativo di stabilire un record nel ballo Casino, che coinvolse 32 coppie e fu promosso da un gruppo di cubani e spagnoli, coordinato da Matías Pérez Caro (http://usuarios.lycos.es/ruedacasino/).
Anche a Torino (dove Generoso ha detto di aver visto ballare molto bene il Casino) il primo giugno 2003 si organizzò la manifestazione di Matías Pérez Caro.
Il secondo posto fu vinto da gruppo Rueda Cubalibre, formato da cubani che vivevano in Italia da 20 anni, data che coincide con l’ indebolimento del Casino a Cuba.
In Belgio, mi racconta la mia amica Ana Donate, si ballano le Ruedas de Casino, non tanto come a Miami, ma è risaputo che ci sono locali dove insegnano questo stile. Il musicista e compositore Jesús Hernández che vive in Olanda dove dirige il gruppo Tumbao, commenta che dove risiede ci sono molti posti dove si insegna a ballare Salsa e ovviamente Ruedas de Casino. I miei amici Ulises Rivero e la Dra.
María Esther Castro (ballerini esperti che partecipano alle gare), che vivono in Svezia, mi hanno raccontato degli aneddoti interessanti su come si balli bene in quella terra il nostro Casino. Ho avuto sorprendenti prove da questo paese, ammirando in diversi posti gli svedesi Lars Lundin e Mia Rimby, soprattutto quest’ultima balla con una tale grazia e scioltezza che nessuno immaginerebbe che sia nata in un Paese nordico.
In tutta l’Europa si balla musica cubana e sono diffuse le Ruedas de Casino dal momento in cui i miei compatrioti musicisti trovarono asilo in posti dove non trovarono impedimenti alle loro interpretazioni, questo a permesso a molti di stabilirsi in queste località e continuare a fare musica, manifestandosi culturalmente senza troppe limitazioni.
Mi fa piacere che il maestro Adalberto Alvarez abbia compiuto il primo passo per ristabilire l’epicentro delle Ruedas de Casino nel nostro Paese, dove sono nate.
Ammiro la sua dedizione e il valore che solo una volta fu attribuito dal maestro César Portillo de la Luz componendo Son al Son. Speriamo che questa volta il governo lo sostenga e si possano organizzare i futuri incontri internazionali nel luogo dove tutto ebbe origine.
Se ne vadano via dal Casino Deportivo i membri del Ministero degli Interni e facciano partecipare non solo gli stranieri, ma anche il popolo cubano che non possiede dollari, ma che sta ritrovando la radice di questi balli della metà del secolo, meritano di essere considerati e di far rispettare i loro diritti.
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