Storia di uno stesso ballo:
Salsa o Casino
di Maria Argelia Vizcaìno
Capitolo quinto (6 di 9)
Mentre a Cuba, all’inizio si ballava stile Casino (con la musica delle orchestre di cui abbiamo parlato in precedenza) solo a La Habana e poi nel resto dell’Isola, cosa si ballava a New York, il luogo dove per molti è nata la Salsa?
Dal 1930 al 1960 (forse anche prima), la musica cubana faceva impazzire tutti e nessuno si si faceva complessi a dirlo, così quella musica conservò il proprio nome. Negli anni ’40 i musicisti cubani Chano Pozo e Mario Bauzá, che vivevano a New York, si imposero nel già esistente jazz-afro-cubano e approfittarono del successo del Mambo (cubano) per continuare a coltivare il loro stile.
Furono loro i primi a portarlo al Palladium con l’orchestra di Machito (cubano), e così si continuò a suonare tra i musicisti portoricani, nordamericani e i nostri compatrioti all’estero.
Si ballavano contemporaneamente il Chachachá di Enrique Jorrín (cubano), le Guarachas con il Conjunto di Arsenio Rodríguez (cubano) e il ritmo della Pachanga, che nasce con Eduardo Davison (cubano) nel 1959 e che vienen esportato a New York nel 1961 ottenendo un gran successo.
Il musicista Joe Noda, ballerino di esperienza e conoscitore della musica popolare più di tanti titolati musicologi, giunto giovane a New York nel 1956, vide nascere il boom della cosiddetta Salsa, che in quegli anni nessuno ballava nel modo in cui si ballava a La Habana.
Lui mi ha raccontato: “Loro hanno imparato a ballare guardando noi (…) che io ricordi, non vidi nessuno ballare questo stile nelle sale da ballo di NY tra gli anni ‘60 e ‘70”, alludendo ai cubani che approdavano alla Grande Mela. Poi Joe aggiunge: “Ricordo che quando uscì Pacheco e il suo gruppo cantando Monguito, seguirono vari LP e da qui tutto ebbe inizio. Io ho tre di questi LP e contengono tutta musica cubana classificata per generi, questo lo si può trovare in due LP dal titolo El Gran Pacheco, Cañonazo e Pacheco al World’s Fair della Fania. Io ho comprato questi LP nel 1964 o ‘66”.
Alcuni anni dopo, continua Joe: “Jerry Masucci e Johnny Pacheco cogliendo il nome da Bobby Cruz e Ray Ramírez, che venivano dal Venezuela con il vocabolo Salsa…. da buoni imprenditori videro un’opportunità di fare soldi”. Fu quando la Fania fece uscire l’album intitolato “Salsa” che contava 7 delle sue canzoni scritte a Cuba nel decennio 1940.
Mi chiarisce il sig. Noda che fu Danilo Phidias, il baffuto presentatore venezuelano, colui il quale denominò questi ritmi cubani come Salsa. In realtà lui non era in grado di distinguere tutti i ritmi cubani, così li raccolse tutti sotto lo stesso nome.
Questo vocabolo era già apparso nel linguaggio musicale cubano nel Son di Ignacio Piñeiro “Échale Salsita” e nel linguaggio del popolo come evidenziato da Pepito Sánchez-Boudy nel suo Diccionario de Cubanismos más Usuales: “Estar en la Salsa. Formar parte de algo; intriga, fiesta”.
E cita alcune frasi popolari: “Estar donde se bate la salsa. Gustarle más la salsa que el pescado. Poner salsa en algo = poner alegría. Tener algo salsa = tener ritmo. Querer salseo = querer problem”.
Mi raccontano invece le portoricanissime Lesiva Ortiz e Marlene Romero, alle quali ho visto ballare una bellissima Salsa senza notare differenze con lo stile Casino dei miei tempi, che dal 1960 al 65 i giovani delle strade del Bronx già ballavano questo stile e lo chiamavano Bronx Salsa.
Anche se mi resta il dubbio della data perché mi hanno detto che ballavano con la musica di Héctor Lavoe e questo popolare cantante ha inciso per la prima volta nel 1967 per di più come corista.
Quello che invece mi è chiaro è che nel cuore del Bronx in quegli anni, non si ballavano le Ruedas come si faceva a La Habana.
Tra le informazioni che mi ha fornito Joe Noda ce ne è una che lui stesso mi assicura: “Io ricordo quando ho conosciuto la mia prima moglie nel Casino Español de La Habana, durante il carnevale del 1955, si ballava già la Rueda de Casino”.
Questo coincide con quello che mi hanno raccontato Jorge Luaces e Raimundo Puig, cubani residenti a West Palm Beach, i quali quando erano giovani erano assistenti durante i balli nelle sale di Marianao, dove loro vivevano. In queste sale iniziò la mania del Chachachá con lo stile Casino formando le Ruedas.
Dieci anni prima la stessa cosa me l’aveva detta il giornalista e stimato produttore teatrale di Miami José Arenal, quando io non avevo ancora idea che questo stile avesse avuto inizio in quegli anni. Più di una volta, ho riscontrato diverse contraddizioni con le date riferite a Cuba.
Infatti la stessa compagna di Luaces, la giornalista di El Nuevo Herald de Miami, Mirta Luaces, mi assicura di non aver visto ballare questo stile Casino prima degli anni ’60; e lei era tra coloro che partecipavano alle feste del Carneval del Casino Español della metà degli anni ’50 e alle feste di Quince Años nel Casino Deportivo e in tutta la zona di Marianao dove era residente.
Lo stesso mi ha detto mio zio Octavio Ramos, gran ballerino durante quegli anni, il quale partecipava a tutti i balli che avevano luogo nei saloni de La Habana. Lui sostiene che mai prima del 1960 ha potuto veder ballare la musica con lo stile Casino.
Da ciò deduco che il gruppo che lo ballava prima del 1960 fosse molto ristretto e che lo stile non fosse nemmeno tanto elaborato con le figure così come lo conosceremo poi.
Pertanto, tutti coloro che insistono nel dire che la Rueda de Casino è qualcosa di nuovo creato a Cuba negli ultimi tempi dimostrano di non sapere nulla della storia del ballo e, allo stesso tempo, ignorano l’origine di quello che tutto il mondo si consce come ballo Salsa.
Lo hanno detto degli storici rispettabili, dei musicisti come il famoso direttore del gruppo Adalberto Alvarez durante un’intervista intitolata “El Casino también nació en Cuba” concessa a Mireya Castañeda affermando: «...el Casino, que no es nada nuevo, es una cosa muy vieja, que se bailó aquí desde los años 50».
Adalberto viene criticato per approfittare delle circostanze al fine di creare un Primer Encuentro Internacional de Ruedas de Casino a Varadero, così non lasciano entrare il popolo cubano che non ha dollari. Non voglio discutere l’aspetto politico del fatto, solo il merito musicale per aver fatto un Cd che si intitola “Para bailar Casino” e l’onore di dichiarare che questo ballo ebbe origine nel Casino Deportivo de La Habana, quando sono più di trent’anni che i musicisti cubani scuotono la testa ogni volta che altri assicurano che quella che definiamo come Salsa è nata in qualsiasi posto meno che a Cuba.
E’ molto importante sottolineare ciò che dice Aldalberto: «...el Casino es una forma de bailar, y con la música popular cubana precisamente, con el son, con lo que ahora llaman salsa».

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