Storia di uno stesso ballo:
Salsa o Casino
di Maria Argelia Vizcaìno
Capitolo quinto (5 di 9)
Nel decennio 1950 tutti i ritmi che avevano base Son (2X4) divennero i preferiti tra i giovani dell’isola per ballare lo stile definito Casino, sia come coppia singola, che come più coppie in circolo, la così detta Rueda de Casino.
Questo accadde contestualmente alla fuga del dittatore Fulgencio Batista. Il nuovo governo espropria tutti i centri e i locali dove si insediarono tutte le asociaciones particulares.
La diffusione dell’ideale che tutti gli uomini sono uguali iniziò con la presenza massiccia delle classi più basse nei centri una volta ad uso esclusivo dei bianchi ricchi e della classe media. Nel frattempo i giovani ballerini dell’epoca si stavano stancando del Chachachá, ormai ritenuto monotono, il Rock and Roll era ritenuto troppo agitato, mentre il Danzón (ballo Nazionale di Cuba) e il Pasodoble spagnolo si associavano agli anziani.
La Orquestra Aragón sperimentò il Mozanchá, accelerando il Chachachá e integrandolo con un ritmo Son.
I ballerini ne furono entusiasti e migliorarono le figure che già facevano con il Chachachá, iniziando ad incrociare i piedi e in seguito (quando le classi più basse entrarono nei Casinos convertiti a Circoli Sociali) gli aggiunsero i “floreos”, che sono i giri acquisiti dai movimenti della Columbia e del Guaguancó (varianti della Rumba che fino a quel momento si ballavano solo nei solares habaneros e negli show di cabaret da rumberi professionisti).
Tanto fu il successo di questi ballerini che i musicisti iniziarono a cambiare il repertorio di Chachachá e Mambo, lavorando di più con le basi di Son.
Questo è l’unico esempio di ballo popolare che nacque prima della musica e del ritmo con il quale si esegue, come mi scrive dall’Habana il mio ex vicino, l’ingegnere Carlos Pereda Casañas, eccellente ballerino di Casino, che imparò dai suoi fratelli maggiori, testimoni della nascita della Rueda “quella che si chiama Salsa è piena musica cubana, arrangiata sullo stile di ballo Casino.
Io credo che il vantaggio della Salsa fu di avvicinarla allo stile di ballo Casino, contrariamente a quello che accade nella maggior parte dei casi in cui il ballerino si deve adeguare alle creazioni musicali”. Il mio amico Pereda si è accorto di un’altra peculiarità del ballo Casino “se si osserva con attenzione il Casino, si vedrà che il passo base viene dal Bolero ma è accelerato, i ballerini crearono poi i floreos de pie, cosa che si è poi persa (2003)… un esempio del vincolo che lega il Bolero al Casino sono i pezzi musicali più attuali che iniziano come un Bolero romantico e aumentano poi velocità al ritmo del ballo Casino”.L’ingegnere si riferisce a quella che chiamiamo Salsa Romantica o Salsa Monga.
Tra le canzoni preferite dai Casineros negli anni 1960-65 ci sono: Caserita Villareña, Caminito de Guarena, Tiembla Tierra, El Paso de Encarnación, Baila Carola, Vigilante, Espíritu Burlón, Jardinero del Amor, Yo no Bailo con Juana, Ven Morena, tutte interpretate dall’Orquesta del Amor che oltre ad essere una delle orchestre più unite di Cuba, ebbe la fortuna di essere anche la più presente televisivamente dopo il 1959, grazie alla partecipazione nella trasmissione presentata da Germán Pinelli, che andava in onda tutti i giorni a mezzogiorno.
Dell’Orquesta Rumbavana ricordo Déjala que baile sola, Panchito Curupey e Con la Escuela. Il trombettista Chapotín e “sus Estrellas” ebbero successo con La Guarapachanga, mentre del Conjunto Casino (da dove proviene Nelo Sosa che creò il Consunto Colonial e Faz, che formo un nuovo Conjunto nel 1956 al quale diede il suo nome) si può ascoltare Todo el mundo con la lengua afuera.
Roberto Faz con il suo Conjunto ha prodotto: No dejes camino por vereda, Píntate los labios María, No quiero complicación, y Sabrosona, cantata anche dalla Orquesta Aragón, che se non fosse per la mancanza degli strumenti elettrici, non è poi così diversa da quella che chiamiamo Salsa eseguita più di dieci anni dopo all’estero.
Si ballava anche con la Orquesta Américana, quella di Jorrín, la Riverside, con la Charanga Cubana, la Orquesta de Neno González, la Orquesta Maravillas de Florida, l’orchestra chiamata Melodías del 40, Las Estrellas Cubanas che provenivano dalla ormai sciolta Orquesta de Fajardo, la Orquesta Revé, quella di Pacho Alonso e i suoi Pachucos, la Orquesta Ritmo Oriental, che tra i suoi pezzi propone l’amatissima Trae el paraguas e il brano che diceva “avísale a Teté que la Ritmo está en la calle”, mi sembra si intitolasse La Ritmo te está llamando.
Ovviamente anche con la Banda Gigante di Beny e con tutte quelle orchestre che avevano registrato un disco, poiché la maggior parte delle feste non si svolgevano più con l’orchestra dal vivo come nel 1959.
Tenete presente che quando ebbe origine e successo il ballo Casino alla Habana non esistevano Los Van Van, Juan Formell infatti fece parte della Orquesta Revé fino al 1969.
Se la memoria non mi inganna nella decade 1970 emersero altre interessanti orchestre come la Monumental e l’orchestra Los Latinos che ebbero successo con quel merengue che diceva “Te digo horita”.
Anche gli Irakere si formarono nel 1973, ma il loro stille jazzistico non era il preferito dai casineros perché diventa difficile, se non impossibile, ballare Casino sul gioco di armonie tipiche del jazz, anche se afrocubano.
Generalmente il bravo ballerino balla tutto e si lancia nella pista ballando quello che viene suonato, ma questo non vale per i Casineros che sono molto esigenti e non ballano neanche con coppie inesperte. Avendo chiarito la musica che si usava ballare in stile Casino agli inizi e quando si sviluppò, possiamo passare a studiare il motivo per il quale, pur essendo solo un ballo locale che non godette dell’appoggio dei media, si sia espanso all’este
|