Storia di uno stesso ballo:
Salsa o Casino
di Maria Argelia Vizcaìno
Capitolo Secondo (2 di 9)
Sul tema “Salsa” si sono scritti un’infinità di libri e articoli, dai più velenosi, pieni di inesattezze e mala fede, ai più precisi che supportano con prove le loro tesi. Ognuno si crede portatore della verità assoluta. Un’infinità di trattati di musica che hanno però tralasciato come si ballava all’inizio un ballo tanto accattivante e che per questo non sono totalmente attendibili. Infatti i musicisti hanno una propria visione, i giornalisti e gli storici un’altra, tuttavia a volte quelli più credibili sono i ballerini; gente senza un nome famoso, che con le proprie mani e con i propri piedi hanno fornito un’espressione genuina e uno stile universale al ballo che pochi gli riconoscono.
Dovremmo prestare attenzione anche a questi ballerini che non hanno titoli, tanto quanto a quelli facenti parte di un alto rango accademico, ma che non hanno mai mosso un piede.
Al musicista si può chiedere cos’è la salsa e lui risponderà con un concetto tecnico secondo la sua percezione musicale, ma il ballerino risponderà senza termini ricercati, semplicemente esprimendo quello che gli dice l’anima quando sente questa musica che rende impossibile ai suoi piedi di restare fermi.
E’ stato proprio il ballerino di strada il primo a battezzare questa forma di ballare con il nome “Casino”, mentre i grandi musicisti e i commercianti la chiamavano “Salsa”.
Ma in fondo, cos’è la salsa? Roberto Espí, autorevole cantante cubano e fondatore e direttore del famoso Conjunto Casino nel 1943, ha dichiarato in un’intervista concessa a Sahily Tabares, “la salsa? Non la si può definire come qualcosa di nuovo o differente. Qualcuno si confonde. Questa è musica cubana ovunque sia suonata”.
María Vega Hakansson, professoressa e coreografa ha scritto “la salsa non è un ritmo, né uno stile, ma piuttosto un termine che serve per rappresentare la musica di origine afrocubana negli Stati Uniti e a Porto Rico”.
La dottoressa María Eloísa Alvarez del Real, nel suo libro Récords y datos Latinoamericanos ha scritto “In realtà la Salsa non è un nuovo genere musicale, ma si tratta di derivazioni della Guaracha e del Son montuno assimilati agli strumenti elettronici e alle percussioni della Jazz Band, con l’aggiunta delle moderne tecniche di registrazione multipista in grado di mantenere intatta la struttura ritmica di base.”
Eduardo “Tiburón” Morales, vocalista e fondatore della band cubana Son 14, a Caracas nel maggio 2000 dichiarò a Jesús M. Corral “Il Son è stato sopraffatto dalla Salsa, che ne è la conseguenza. La Salsa è sorella del Son e non ha nulla a che vedere con il Mambo, ne è una nuova sfumatura che alla fine del secolo è diventata la musica più ballabile del pianeta”.
Hilda Luisa Díaz Perera, cantante del Grupo Cañaveral, compositore, scrittrice, etnologa, specialista di folclore latinoamericano e direttrice della pagina www.josemarti.org sostiene che “Sin dagli anni 70 si è iniziato a raccogliere sotto il nome di Salsa tutta la musica ballabile dei Carabi ispanici, in memoria delle sue origine cubane.
Più tardi, quando si prese coscienza che ogni Paese aveva la propria cultura diversa dalle altre, si iniziarono a classificare molti ritmi dei Carabi come il Merengue della Repubblica Domenicana, la Bomba e la Plena di Porto Rico, la Cumbia e il Vallenato della Colombia, il Tamborito di Panama, il Joropo del Venezuela e Chachacha, Rumba, Bolero e Mambo propri di Cuba, per citare i principali; con il nome di Salsa si sono classificati tutte le varianti del Son cubano, la musica popolare più antica del continente americano.
Laurent Valois, professore francese che non ama essere definito un musicologo, ma piuttosto un collezionista di musica, malgrado diversi dottori in musica o esperti di salsa vorrebbero avere la sua conoscenza sull’argomento, commenta “La Salsa non è un ritmo. E’ un genere musicale che si basa su ritmi cubani (…) Salsa = musica con tempo cubano suonata fuori da Cuba, non necessariamente da musicisti cubani (…) se non fosse esistita la musica cubana, non sarebbe esistita nessuna Salsa”.
Tutto il mondo sa che il rispettabile e famoso Tito Puente si stancò di ripetere che per lui la Salsa è quella che si mangia, e che lui ha sempre suonato musica cubana genuina. Rosendo Rosell, un altro storico, compositore, attore, giornalista, ecc. nei suoi libri di “Vida y Milagros de la Farándula en Cuba” ha scritto “La Salsa è cubanaaaaaaa”, per questo gli ignoranti e quelli che si nascondono dietro i nostri successi lo hanno definito chuavinista. Ovviamente queste sono alcune opinioni non solo di persone competenti e obiettive, ma anche opinioni con le quali concordo.
Sul sito www.oasissalsero.com alla fine del 2003 fu lanciata un proposta per scrivere il Gran Libro de la Salsa Continental, fortunatamente lo stimato amico Israel Sánchez Coll, che dirige magistralmente questo sito, non permise che nello stesso si parlasse di Salsa senza menzionare il Casino, perché senza questo ballo questa musica non sarebbe sopravvissuta più di mezzo secolo.
Se già ci siamo fatti un’idea concreta di cosa sia quello che chiamiamo Salsa, se già sappiamo da dove proviene la base che conosciamo, la storia musicale di cuba e la sua costante invenzioni di nuovi ritmi e balli popolari, comprenderemo perché il ballo “Salsa” equivale al ballo “Casino”, malgrado inizialmente quelli che non sono stati in grado di ballarla li abbiano separati, mentre altri insistono che è lo stesso Son cubano
|