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Storia di uno stesso ballo: Salsa o Casino - di Maria Argelia Vizcaìno

Storia di uno stesso ballo: Salsa o Casino
di Maria Argelia Vizcaìno
Capitolo Primo (1 di 9)

Si sono scritte decine, o forse centinaia, di storie sull’origine di quella che a New York è stata battezzata con il nome Salsa, e non sono mancati errori volontari o involontari, tuttavia ho potuto leggere davvero molto poco sulla nascita del ballo che interpreta questa forma di musica basata principalmente su ritmi cubani.
Innanzitutto bisogna riconoscere che Cuba è il Paese che ha esportato il maggior numero di ritmi e balli popolari nel mondo. Già dal 1840, assicura Natalio Galán nel suo eccellente libro Cuba y sus Sones “la Habanera è stato il primo ritmo americano ad essere esportato”.

A quel tempo la Habanera, che è caratterizzata da un tempo più moderato del Tango, esordisce come ballo e poi diventa un canto. Il ritmo Tango che l’accompagna servì di base per far nascere la Contraddanza cubana. Dalle Habaneras nascerà in seguito il famoso Tango di Rio della Plata (Argentina-Uruguay), il cui ritmo si ascolta a Buenos Aires a partire dal 1890.
Nel 1920 diventa popolare a Cuba la variante Tango-congó che si può ascoltare nelle operette “Niña Rita” e “Cecilia Valdés”, e nei brani Carabalí, María la O, e Canto Siboney di Ernesto Lecuona; Ogguere di Gilberto Valdés; Popopó di Gonzalo Roig; Mamá Inés di Eliseo Grenet, oltre che in riviste musicali in Europa e in tutta l’America.

Tra il 1790 e il 1820 a Cuba inizia l’evoluzione della “Contraddanza” basata sul ritmo Tango 2x4, molto popolare all’Habana come ballo di figure eseguito da molteplici coppie.
La Contraddanza cubana nel tempo 6/8 è diventata popolare a Santiago di Cuba nel XIX secolo, quando nacquero la Clave, la Guajira e la Criolla (creola).
Dalla Contraddanza cubana nel 1830 nasce la “Danza”, che all’estero fu chiamata Danza Cubana, Danza Criolla (creola) o Danza Habanera. Fu considerata dai cubani Ballo Nazionale durante la Guerra dei 10 Anni (1868) e per questo discriminata dai coloni spagnoli che non l’hanno mai menzionata e la confondono con le Habaneras e con la Contraddanza, tuttavia la Danza ha un ritmo movimentato, senza testo ed era ballata da una sola coppia.

Nel 1840 si cominciarono ad ascoltare anche Boleros cubani con ritmo 2x4 ancora con influenze ispaniche. Verso il 1860 nel Bolero cubano sparisce la Seguidilla, molto spagnola, e si usano meno chitarre. Nel 1870 viene incorporato il ritmo Cinquillo finché, nel 1885, si ascolta ufficialmente a Santiago de Cuba quello che viene considerato il primo Bolero cubano: “Tristezas” di Pepe Sánchez, dando vita ad un proliferarsi di boleristi della provincia orientale che coltivarono questo genere musicale. A seguito dell’introduzione della radio a Cuba nel 1922 e grazie alla popolarità del fonografo, il Bolero assume fama internazionale e nel mondo si ha la percezione di ascoltare un ritmo di recente invenzione.

Lo stesso accadde per un decennio a partire dal 1930, infatti dopo due secoli e mezzo che gli schiavi africani e i loro discendenti a Cuba coltivavano le diverse rumbas, divenne popolare la Conga stilizzata e la Rumba da Sala in Europa e negli Stati Uniti. Ero lo stesso periodo del successo del Son, e da qui nasce l’equivoco. Questo ritmo Son, che il mondo ha conosciuto già evoluto, entra formalmente in Europa nel 1929 con la partecipazione di Ignacio Piñeiro e il suo Sestetto in occasione dell’Esposizione Iberoamericana di Siviglia, in Spagna, ottenendo un attestato e una medaglia d’argento con il brano Suavecito. Un altro tema ballabile che si confonde con il Son è la Guaracha. Lo scrittore madrileno Lázaro Morell scrive nel suo Muñequito rasista “la guaracha emerge come genere nel secolo XIX (…) poco a poco va perdendo le sue peculiarità a causa del successo del Son nelle prime decadi del XX secolo e fu assorbita dall’onnipresente ritmo a tal punto che la guaracha attualmente conosciuta in realtà è un son rapido”.
Nel 1949 inizia la gestazione di un ritmo derivato dal Danzón grazie, alla sperimentazione di Orestes López, che lo fuse con gli arrangiamenti orchestrali che si utilizzavano per il Jazz nordamericano. Tuttavia fu il grande arrangiatore Dámaso Pérez Prado che lanciò in Messico il primo brano musicale che divenne famoso in tutto il mondo con il nome di “Mambo”, facendo tornare a ballare il nord america con musica cubana così come era accaduto con le Habaneras nel 1840.

Il successo del Mambo fece si che il maestro Enrique Jorrín nel 1951 componesse il brano “Silver Star” come un Mambo-Rumba al quale i ballerini stessi diedero il nome di Chachachá, ritmo che il famoso afroamericano Nat King Cole utilizzò per la sua rivisitazione del brano El Bodeguero di Richard Egües.
Nel 1959 dal Chachachá nasce la Pachanga creata da Eduardo Davison, ed è un Chachachá più incline a passi diversi e, a detta di alcuni, un ritmo più ballabile. Secondo Belisario López e Fran Ugarte la Pachanga è una combinazione di ritmi che coinvolgono il Merengue, il Son, il Montuno e il Mambo.
Quando Davison fugge in esilio a New York nel 1961, la sua Pachanga era già suonata da Charlie Palmieri e da Pacheco come fosse un loro ritmo e la stessa paternità era in discussione se dovesse essere attribuita anche ad Arsenio Rodríguez.


A grandi linee vediamo che dal 1840 al 1959 ci sono state più di una dozzina di forme di musica ballabile cubana che furono esportate (Habaneras, Tango-Congó, Boleros, Contraddanza, Danza, Danzón, Son, Guaracha, Conga stilizzata, Rumbas da sala, Mambo. Chachachá, Pachanga, ecc.); non so cosa abbia fatto credere ad alcuni che Cuba si paralizzò e non creò più nessun ballo.



 

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