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Articolo: La rumba mas larga del mundo

La rumba mas larga del mundo
La Rumba, regina della musica cubana!



di Roberta "Besito de Coco"

Concerti, seminari, conferenze e spettacoli, con tantissimi ospiti provenienti da varie parti dell’Africa e dell’America Latina, hanno animato la vita della capitale nella seconda metà di maggio.
Infatti a La Habana (dal 17 al 25 maggio 2008) la XII  Feria International del Disco (Cubadisco), importante appuntamento per promuovere la discografia cubana indetto dall’Instituto Cubano de la Musica,  ha voluto rendere omaggio all’Africa e alla sua cultura, ancora molto viva a Cuba soprattutto nelle espressioni musicali.

La rumba, ovviamente, ha fatto da padrona e si è voluto esagerare!!!!
La Rumba mas larga del mundo è entrata nel Guinness dei primati. A Cuba ci avevano preso gusto nel fare maratone musicali: negli anni Novanta già c’era stato El son mas largo del mundo, poi si era passati alle maratone del bolero e del changui.

Fin dai primi di maggio, per più di trecento ore, la isla mas musical del mundo ha ballato, suonato, ascoltato rumba. Da oriente a occidente ben quattordici città hanno dato vita a caldissime rumbe con la partecipazione di gruppi famosi e meno famosi.
Da una città all’altra tamburi, canti e balli, in una grande frenesia generale, hanno formato rumbe indimenticabili per ventiquattro ore di seguito. Una vera e propria carovana musicale ha riportato la rumba e los rumberos al centro dell’attenzione dei media di Cuba e del resto del mondo.
La maratona ha avuto il suo apice  a Matanzas e a La Habana, i luoghi  dove nel XIX secolo gli schiavi africani, per ricrearsi e trovare un modo festoso di stare insieme, hanno dato il via alla rumba.
 La rumba e i suoi protagonisti di ieri e di oggi sull’altare!

Rogelio Martinez FuréE’ stato un ritorno alle proprie radici, alla madre Africa, per non dimenticare che il ritmo di cui Cuba è padrona, e grazie al quale è diventata un’importante mecca musicale, ha avuto la sua fonte oltre oceano, nella notte dei tempi,  in quel Golfo di Guinea tanto ricco di culture.
Il Cubadisco 2008 è stato, inoltre, un incontro/scambio prolifico tra poeti, studiosi, musicisti e ballerini dei due continenti. Insieme hanno osservato come la musica cubana e africana siano come un fiume che rinnova sempre le proprie acque, producendo commistioni sempre nuove e interessanti.
A questo proposito molto belle le parole, nella presentazione di questo evento, dell’insigne africanista e direttore del Conjunto Folclorico Nacional de Cuba: Rogelio Martinez Furé.

E non poteva mancare l’omaggio a due immensi tamborerosche hanno reso ancora più grande la musica cubana.

Sia Luciano “Chano” Pozo (1915-1948) che Aristides Soto, detto Tata Güines (1930/2008), hanno coltivato il ritmo della madre rumba. Ritmo che hanno saputo iniettare nel jazz o in altri generi musicali con maestria ed estro unici. La loro arte di evocare ritmi ancestrali e creare nuove fusioni è molto amata sia a Cuba che fuori di Cuba.

 La rumba (soprattutto nella variante del guaguanco) è sempre più presente nella timba, nel hip hop, nella fusion, nel jazz. Perfino la musica sinfonica ama la rumba!
Proprio durante il Cubadisco 2008 ho potuto assistere a questa combinazione non proprio all’ordine del giorno: nel teatro auditorium  Amadeo Roldan Los Papines hanno accompagnato (o viceversa) l’Orquesta Sinfonica Nacional de Cuba.
Nello stesso bel teatro, per la presentazione del cd “Oru. Ritual y fiesta de lo cubano” di Sergio Maria Vitier e Rogelio Martinez Furé, c’è stato un crocevia di accenti musicali diversi: canti legati alla Santeria e tamburi batà, jazz e trova, rumba e son.

Cuba è proprio così: un’infinità di consistenti rivoli musicali che si alimentano l’uno con altro.
Al di sopra di tutto e quello che tutto unisce è la madre rumba
, musica viva in continua crescita. Musica viva che, rimasta per un secolo e più relegata nei barrios più popolari, colonna sonora quotidiana della gente di colore, finalmente ha perso la sua marginalità, o almeno una parte di essa.
Comunque,ancora oggi nei grandi appuntamenti di rumba, anche quelli più accademici, é evidente che tutti i partecipanti (pubblico, musicisti e ballerini) hanno nel sangue almeno qualche goccia di Congo o Karabali. Poche le eccezioni

Per fortuna in questi ultimi anni  le etichette discografiche cubane hanno dato più attenzione alla rumba, con il risultato che le All Stars de la Rumba Cubana, riunite nel bellissimo cd La Rumba Soy Yo (Bis Music), si sono portate a casa un Grammy.
E’ successo anche che la splendida formazione de Los Muñequitos de Matanzas ha conquistato un premio Grammy e in seguito con un altro disco una candidatura. Grande soddisfazioni per il mondo rumbero, paragonabili a quelle per cui ha gioito la gente del son con l’enorme successo del progetto Buena Vista Social Club!!! Intanto si sta assistendo alla nascita di sempre nuove formazioni rumbere, che però spesso non riescono ad uscire dai circuiti locali.
E’ il caso di Rumbatà, gruppo di giovani rumberos provenienti da Camaguey fondato nel 1996. Solo ora hanno potuto coronare il loro sogno di uscire con un album, grazie anche all’appoggio del conterraneo Manolito Simonet.  

Durante i giorni del Cubadisco a La Habana, già terminata la rumba mas larga del mundo, la città ha continuato a risuonare di ottima rumba.
Spettacoli avvincenti anche perché al coro de los rumberos si mescolavano le danze dei molti artisti africani invitati all’evento, agghindati con i loro coloratissimi vestiti tradizionali.
Dalla peña de El Ambia “El Poeta de la Rumba” (suoi i bellissimi versi cantati da Mayito Rivera in Soy Todo), all’UNEAC, al Castillito (bellissimo posto sul Malecon), al Jardin de la Musica, alla sede del Conjunto Folclorico Nacional, lo spettacolo della rumba nelle sue varie forme e interpretazioni è stato a dir poco inebriante.

In un assolato pomeriggio habanero, una grande e colorata sfilata nel centro della capitale ha riunito gli artisti africani e latinoamericani in un indimenticabile potpourri di abiti tradizionali, canti, balli, percussioni e quant’altro. Cuba ha sfoggiato il meglio del suo folclore. Erano presenti anche la Conga de los Hoyos di Santiago de Cuba con Ricardo Leyva di Sur Caribe.
E dagli giù con la “trompeta china”!!!!

La grande sessione rumbera, appunto da Guinness dei primati, è terminata con il   conferimento del Premio de Honor a Los Muñequitos de Matanzas (la crema della crema) e al famoso rumbero (molto conosciuto anche in Italia) Gregorio Hernandez, detto “El Goyo”.

Nadie se salva de la rumba!!!!

 


 

 


 

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