César Pedroso:
De la Timba a Pogolotti, de los Van Van a los Que Son Son
di Stefano Santini
Il maestro César Pedroso è un uomo di costituzione minuta, ciononostante possiede una statura gigantesca, se parliamo di lui in termini artistici.
Una statura artistica e umana dalla quale trovo difficile non rimanere colpito, ogni volta che lo incontro. Credo che si capisca chiaramente, quando parlo o scrivo di Pupy” (il soprannome con cui il maestro Pedroso è conosciuto), che io non possa fare a meno di provare un misto di entusiasmo, sincera ammirazione e rispetto. Quanto scrivo potrà apparire una “sviolinata” ma, vi assicuro che non è così.
Eh si… perché non stiamo parlando semplicemente dell’ex pianista dei Van Van, che un bel giorno decide di piantare in asso la più famosa orchestra di Cuba per tentare la via del successo con una sua formazione musicale. Stiamo invece parlando di un artista di altissimo livello, uno dei fondatori dei Van Van, l’autore di più di 150 brani di successo che hanno contribuito ad accrescere la fama dell’orchestra di Juan Formell.
Moltissimi brani famosi o addirittura “storici”, come : El negro está cocinando, Temba, Tumba y Timba, La Bomba Soy Yo, ”Azúcar”, ”Ni Bombones ni Caramelos, Seis Semanas, El Buenagente, Será que se acabó, Que cosas Tiene la Vida portano la firma di questo “signore” che, oltre a dimostrare una padronanza assoluta del pianoforte e del tumbao, è sicuramente un prolifico, brillante compositore e arrangiatore.
Los Que Son Son fanno il loro primo debutto il 4 ottobre del 2001 nel municipio di Güines, a breve distanza da La Habana e segnano il culmine della maturità creativa di Pedroso, della sua continua sperimentazione musicale ed suo esordio come direttore musicale. Se credo che l’abbandono dell’ Orchestra Van Van da parte di Pupy abbia lasciato un vuoto creativo e artistico ragguardevole, coincidendo con una crisi ed un nuovo corso del gruppo, posso affermare che l’avventura di Pupy y Los Que Son Son, sia stata un vero successo, in termini di produttività musicale e di successi conseguiti.
Pupy nasce il 24 settembre del 1946 nella “barriada del Vedado” (Timba) un quartiere umile de La Habana, dove comincia immediatamente a nutrirsi di musica. Infatti, suo nonno Julio è direttore della “Orquesta Cuba” mentre suo padre César “Nene” Pedroso vanta addirittura la militanza, come pianista, nel gruppo di Chapottín. Questa precoce immersione nei ritmi cubani durante l’infanzia di César Pedroso è brevemente raccontata nel brano "De la Timba a Pogolotti", attraverso la splendida voce di Armando “Mandy” Cantero:
Yo nací en La Timba,
rincocito de mi madre,
y a los cuatros años yo
ya jugaba con la clave.
Después nos mudamos
y aprendí distintos toques,
porque mi crianza
la hice entera en Pogolotti
Ben presto Pupy si trasferisce a Pogolotti, altro “barrio” popolare de La Habana, dove vive per diversi anni e che, in questa canzone, ricorda con nostalgia e affetto.
La sua “iniziazione” musicale è completata dalla frequentazione di personaggi come Cheo Marquetti, Abelardo Barroso, Rafael Ortiz e Félix Reina che amano spesso intrattenersi al pianoforte di “casa Pedroso”.
Pupy studia presso il conservatorio Amadeo Roldan de la Habana. Nel 1957, dopo aver spesso sostituito il padre nella leggendaria "Orquesta Sensación" e nel “Conjunto Chapottín, entra nel Conjunto "Cuba Nueva". Nel 1964, a soli 22 anni, passa a suonare come elemento fisso nella “Orquesta Fascinación", nel 1966 diventa il pianista del Charangon di Elio Revé Matos, dove conosce l’allora direttore Juan Formell con cui, due anni più tardi, formerà “Los Van Van”.
Los Van Van e il “songo” sono una vera “rivoluzione” nella scena musicale dell’epoca. Le inquietudini musicali e le velleità artistiche dei giovani Juan Formell, Cesar Pedroso e José Luís Quintana “Changuito” (entrato nel 1971), trovano libero sfogo. Il gruppo si affermerà come la più famosa orchestra cubana degli ultimi anni. Non è azzardato affermare che nei Van Van coesisteranno per molti anni due “anime” musicali fondamentali, quella di Pupy e di Juan Formell. I due collaboreranno proficuamente per 3 decenni, concepiranno anche un innovativo tumbao di piano e basso (amarre).
La giovane orchestra si affermerà con crescente successo grazie a fondamentali innovazioni musicali “vanvanere” basate sulla combinazione delle “invenzioni” ritmiche di Changuito (a cui si deve sostanzialmente la creazione del songo) con un nuovo stile musicale, a cui contribuisce moltissimo lo stesso Pupy.
Pur ricevendo un “imprinting” prettamente sonero da parte del padre e degli studi accademici, Cesar Pedroso passa a sviluppare rapidamente un suo stile, aumentando i movimenti “arpeggiati”, complicando i tumbaos e sviluppandoli in direzioni contrarie con la mano sinistra e destra. Il “tumbao” di Pupy è stato per anni una degli elementi caratterizzanti dei Van Van, preso a modello e imitato da molti altri pianisti e obbligando il sostituto di Pedroso, il pianista Roberto “Cucurucho” Carlos (ex Charanga Habanera), a convertisi allo stile, “a lo Pupy” per consentire ai Van Van di conservare le proprie caratteristiche sonorità.
Cesar Pedroso continua a suonare i Van Van per oltre 30 anni componendo un gran numero di brani, gran parte di cui, trasformatasi in “exitos” memorabili. Durante la sua permanenza nei Van Van, Cesar Pedroso non rappresenta solo il secondo compositore più attivo dell’orchestra, è anche l’arrangiatore di moltissimi brani scritti da Formell. Durante i primi anni ‘90 Pupy attraversa una profonda crisi personale, dovuta ad una drammatica tragedia familiare.
Se è vero che un artista trasmette sentimenti e sensazioni attraverso le sue opere, il brano “Con el destino no se puede” (album Azúcar) trasmette incredibilmente la tensione emotiva di Cesar Pedroso soprattutto attraverso lo struggente e disperato assolo di piano contenuto nel brano, che considero assolutamente da “brivido”.
Nel 1999, i Van Van vincono un Latin Grammy con il CD "Llegó...Van Van", ancora una volta, Pupy fa la parte del leone, i brani più ballati e “pegados” del disco sono proprio composti e arrangiati da lui: "Temba, tumba y timba", "El negro está cocinando"e "La bomba soy yo".
Ancora pieno periodo “vanvanero”, esce “Fruta Prohibida” (Caribe Productions 1995) una disco che raccoglie alcuni brani di maggior successo scritti da Pedroso per i Van Van e interpretati da Omara Portuondo, Caridad Cuervo, Xiomara Laugart, Raúl Planas, Rolo Martínez, Issac Delgado, Ángel Bonne, Mario Rivera, Pedrito Calvo y Rojitas, più tardi acquisito da QBADISC Inc USA e riproposto con il titolo "Lo mejor de Cesar Pedroso".
Segue poi “De la Timba a Pogolotti” con la (Termidor), in cui cantano Eduardo "Tiburón" Morales, Angel Bonne, Pío Leyva, Raúl Planas, Jorge Leliebre che raccoglie delle nuove versioni di alcuni brani di Cesar Pedroso e due di Rodolfo Cárdenas.
Prima di lasciare i Van Van, Pedroso incide: Pupy y Los Que Son Son - "Timba: The New Generation of Latin Music" (2001), una “prova generale” prima dell’abbandono definitivo dei Van Van.
E’ un disco molto interessante non realizzato dalla formazione definitiva dei “Los Que Son Son”. Il CD vede la partecipazione di artisti “invitati”: Sixto «El Indio» Llorente, Donaldo Flores, Maraca, Changuito, de Tomás “El Panga” Ramos, e i Van Van Hugo Morejón, Boris Luna, Gerardo Miró, Pedro Fajardo y Jorge Leliebre.
Abbandonati i Van Van, nel 2002 esce il CD “Qué cosas tiene la vida”
Alcune tracce sono nuove versioni di brani contenuti nel CD precedente ma suonate con la nuova formazione. Vi cantano infatti Mandy Cantero, Pepito Gomez e Tirso Duarte, che abbandonerà il gruppo subito dopo.
La traccia “Qué cosas tiene la vida” che da il titolo al disco è l'ultimo brano composto da Pupy per i Van Van. Nel disco precedente ne esiste una versione cantata da Donaldo Flores mentre, in questo disco, il brano è intensamente interpretato da Mandy Cantero.
Segue poi El Buenagente (2004) che include le nuove versioni di “El Buenagente” e “Azucar” scritte da Pedroso per i Van Van;
mixato e masterizzato in Germania. Esce infine “Mi timba cerrà” (EGREM 2005), in cui il nuovo cantante Jannier Miyan subentra ad Alexander Nuñez, il sostituto di Tirso Duarte.
Quasi contemporaneamente all’abbandono di Pupy, Los Van Van perdono anche Changuito e Pedrito Calvo, queste defezioni segnano una nuova e travagliata fase artistica del “tren”. Una delle delle due “anime” dei Van Van continuerà però a vivere in “Los Que Son Son”, proseguendo l’avventura iniziata più di 40 anni prima. Nell’ottobre 2002, sulla rivista di cultura cubana “la Jiribilla”, appare un articolo dal titolo: “Pupy y Los que Son Son: nunca es tarde si la dicha llega” (trad: Pupy y Los que Son Son: non è mai troppo tardi), in cui l’autrice Neris González Bello commenta l’abbandono di Pupy comn queste parole:
Si a finales del año 2000 la noticia que anunciaba la separación de Pedrito Calvo de Los Van Van consternaba a grandes sectores del público seguidor de la emblemática orquesta, meses después la salida de César Pupi Pedroso alarmaría mucho más, fundamentalmente a los entendidos en la materia, quienes sabíamos el papel esencial que el instrumentista había desempeñado en ella desde sus inicios, y los numerosos aportes que el mismo había brindado a favor de la consolidación de un estilo propio y único en la galardonada agrupación. El pueblo se hacía eco de dos interrogantes: ¿podrían Juan Formell y su grupo continuar sin su pianista de siempre con igual calidad y sin dañar el sello identitario que los había caracterizado?
Il fatto è che, in pochi anni, “Pupy y Los Que Son Son” hanno conquistato i ballerini cubani e europei, con la loro musica aggressiva ma raffinata. Un impegno molto duro per Pupy, che oggi, oltre ad impegnarsi sul fronte artistico, si trova anche a sostenere l’impegno della direzione di una grande orchestra e soprattutto, a tentare di differenziarla dai Van Van.
Con Los Que Son Son, Pupy continua l’operazione di sintesi ed evoluzione dei “formati musicali” cubani: mantiene violino e pailas tipici del formato charanga, li affianca alla tumbadora, güiro, batteria e “percussion pad”, al trombone aggiunge finalmente la tromba (che mancava nei Van Van).
Amplia l’utilizzo di registri acuti e rafforza e complica la “tessitura” ritmica, avvicinandola molto alle sonorità “timbere” attuali, utilizza un particolare gioco tra “teclado”, violino e la tromba.
Il talento e la lungimiranza di Cesar Pedroso si ritrovano anche nello spazio che concede ai suoi collaboratori più giovani, tanto a livello compositivo, quanto nella fase di arrangiamento ( Dicen que dicen, la Cuenta Decisiva e Si la ves sono arrangiate da Roelvis “ Bombon” Reyes, mentre Cuentamelo todos e Del trabajo a la casa sono scritte da Pepito Gomez) pur tuttavia, aggiungendo sempre il suo magico “tocco”, il suo inimitabile tumbao e lo speciale montuno “a lo Pupy”.
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